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Novità, armonia e missione: le tre vie dello Spirito Santo

Le ha descritte ieri Papa Francesco, nell’omelia della Santa Messa dedicata alle associazioni ed ai movimenti ecclesiali

Novità, armonia e missione: sono state queste le tre parole chiave, legate all’azione dello Spirito che Papa Francesco ha utilizzato nell’omelia della messa di ieri, domenica di Pentecoste, in piazza San Pietro per la Giornata dei movimenti, delle nuove comunità, delle associazioni e delle aggregazioni laicali: «La novità – ha osservato – ci fa sempre un po’ di paura, perché ci sentiamo più sicuri se abbiamo tutto sotto controllo, se siamo noi a costruire, a programmare, a progettare la nostra vita secondo i nostri schemi, le nostre sicurezze, i nostri gusti. E questo avviene anche con Dio. Infatti, spesso lo seguiamo, lo accogliamo, ma fino ad un certo punto. Ci è difficile abbandonarci a Lui con piena fiducia, lasciando che sia lo Spirito Santo l’anima, la guida della nostra vita, in tutte le scelte. Abbiamo paura che Dio ci faccia percorrere strade nuove, ci faccia uscire dal nostro orizzonte spesso limitato, chiuso, egoista, per aprirci ai suoi orizzonti».

Papa Francesco

Il Santo Padre ha però fatto notare che in tutta la storia della salvezza, quando Dio si rivela porta sempre novità, trasforma e chiede di fidarsi totalmente di Lui: «Non si tratta della novità per la novità – ha puntualizzato il Papa -, la ricerca del nuovo per superare la noia, come avviene spesso nel nostro tempo». Per il Santo Padre, la novità che Dio porta nella nostra vita è ciò che veramente ci realizza, ciò che ci dona la vera gioia, la vera serenità. Papa Francesco ha quindi invitato a compiere un esame di coscienza: «Siamo aperti – ha interrogato – alle “sorprese di Dio”? O ci chiudiamo, con paura, alla novità dello Spirito Santo? Siamo coraggiosi per andare per le nuove strade che la novità di Dio ci offre o ci difendiamo, chiusi in strutture caduche che hanno perso la capacità di accoglienza?».

Il secondo pensiero del Papa, invece, è stato dedicato all’armonia: «Nella Chiesa l’armonia la fa lo Spirito Santo. Solo Lui può suscitare la diversità, la pluralità, la molteplicità e, nello stesso tempo, operare l’unità. Anche qui, quando siamo noi a voler fare la diversità e ci chiudiamo nei nostri particolarismi, nei nostri esclusivismi, portiamo la divisione. E quando siamo noi a voler fare l’unità secondo i nostri disegni umani, finiamo per portare l’uniformità, l’omologazione. Se invece ci lasciamo guidare dallo Spirito, la ricchezza, la varietà, la diversità non diventano mai conflitto, perché Egli ci spinge a vivere la varietà nella comunione della Chiesa. Dunque, il camminare insieme nella Chiesa, guidati dai Pastori, è segno dell’azione dello Spirito Santo; l’ecclesialità è una caratteristica fondamentale per ogni cristiano, per ogni comunità, per ogni movimento. È la Chiesa che mi porta Cristo. I cammini paralleli sono tanto pericolosi!».

È stato poi un paragone a riportare al centro dell’omelia lo Spirito Santo: «I teologi antichi – ha ricordato il Pontefice – dicevano: l’anima è una specie di barca a vela, lo Spirito Santo è il vento che soffia nella vela per farla andare avanti, gli impulsi e le spinte del vento sono i doni dello Spirito. Senza la sua spinta, senza la sua grazia, noi non andiamo avanti. Lo Spirito Santo ci fa entrare nel mistero del Dio vivente e ci salva dal pericolo di una Chiesa gnostica e di una Chiesa autoreferenziale, chiusa nel suo recinto; ci spinge ad aprire le porte per uscire, per annunciare e testimoniare la vita buona del Vangelo, per comunicare la gioia della fede, dell’incontro con Cristo. Lo Spirito Santo è “l’anima della missione”. Quanto avvenuto a Gerusalemme quasi duemila anni fa è un fatto che ci raggiunge, che si fa esperienza viva in ciascuno di noi. La Pentecoste del cenacolo di Gerusalemme è l’inizio, un inizio che si prolunga. Lo Spirito Santo è il dono per eccellenza di Cristo risorto ai suoi Apostoli, ma Egli vuole che giunga a tutti. Infatti, è lo Spirito Paràclito, il “Consolatore”, che dà il coraggio di percorrere le strade del mondo portando il Vangelo! Lo Spirito Santo ci fa vedere l’orizzonte e ci spinge fino alle periferie esistenziali per annunciare la vita di Gesù Cristo».

Da qui la domanda finale, posta da Papa Francesco, per comprendere se noi abbiamo la tendenza di chiuderci in noi stessi, nel nostro gruppo, o se lasciamo che lo Spirito Santo ci apra alla missione.

About Davide De Amicis (2700 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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