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In Italia 723 mila minori vivono in povertà assoluta

E’ emerso dalla seconda relazione annuale, elaborata dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, presentata a Roma

In Italia 1.822 mila minorenni, pari al 17,6% di tutti i bambini e gli adolescenti, vivono in condizione di povertà relativa, mentre il 7%, pari a 723 mila minori, vive in condizioni di povertà assoluta. La quota è del 10,9% nel Mezzogiorno, rispetto al 4,7% nel Centro e nel Nord del Paese. È questa l’allarmante fotografia scattata dalla seconda relazione annuale al Parlamento dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, presentata ieri mattina a Palazzo Madama, a Roma, dal garante Vincenzo Spadafora.

Vincenzo Spadafora, Garante per l'infanzia e l'adolescenza

Illustrando così il rapporto, riferito al 2012, alla presenza del presidente del Senato Piero Grasso e del ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, Spadafora ha confermato i dati pubblicati nelle scorse settimane dall’Istat sottolineando: «Il fallimento – ha avvertito il Garante per l’infanzia e l’adolescenza – delle politiche sinora adottate è quello relativo al rischio di povertà ed esclusione sociale per i bambini e gli adolescenti che vivono in famiglie con tre o più minorenni: esso è pari al 70% nel Mezzogiorno, a fronte del 46,5% a livello nazionale».

Ricordando, inoltre, che nella classifica stilata recentemente dall’Unicef sul benessere dei minori, l’Italia occupa il 22° posto su 29 Paesi, Spadafora ha evidenziato che nella nostra Penisola si registra il tasso di Neet (Not in Education, Employment or Training, ovvero giovani che non studiano, non lavorano o non lo cercano, ndr) è il più elevato tra i Paesi industrializzati, dopo la Spagna. L’11% dei nostri ragazzi tra i 15 e i 19 anni, infatti, non è iscritto a scuola, non lavora e non frequenta corsi di formazione.

Un minore su quattro, emerge ancora dalla relazione, non pratica sport e la stessa percentuale fa registrare problemi di sovrappeso. Per di più quasi il 9% degli adolescenti fuma, mentre il 5% ha un consumo di alcol rischioso per la salute. Dulcis in fundo gli studenti italiani sono al 24° posto sui 29 Paesi dell’indagine Unicef per il rendimento scolastico, nonostante il miglioramento del +10% rispetto al 2000. Resta confermata, invece, l’eccellenza della nostra scuola per l’infanzia con il 6° tasso più alto di iscrizione prescolare, alla pari con la Norvegia.

Nel ribadire l’impatto negativo della mancanza di investimenti, da parte dello Stato, a favore dell’infanzia e dell’adolescenza, la relazione ha rilevato che la classe dirigente italiana continua a non comprendere il valore di questi investimenti, che possono essere un antidoto per uscire dalla crisi e per non compromettere la crescita futura: «Oltre a rispettare i diritti dei bambini e degli adolescenti italiani – ha concluso lo studio -, investire oggi su di loro significa domani avere un numero inferiore di famiglie povere da sostenere, meno sussidi per i disoccupati, meno spese per il disagio sociale, probabilmente meno spese per detenuti, più lavoratori e quindi più contributi per il welfare di domani».

About Davide De Amicis (3022 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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