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Lavoro minorile: 260 mila gli italiani under 16 coinvolti

Sono questi gli allarmanti dati diffusi dall’indagine “Game over”, realizzata dalle associazioni “Save the Children” e “Bruno Trentin”

In Italia la piaga del lavoro minorile coinvolge circa 260 mila minori sotto i 16 anni: più di 1 su 20, il 5,2% della fascia dai 7 ai 15 anni. Lo ha denunciato “Game over”, l’indagine realizzata dalle associazioni Save the Children e Bruno Trentin, presentata ieri a Roma in occasione dell’odierna Giornata contro il lavoro minorile.

Raffaella Milano, programma Italia-Europa Save the Children

Tra questi minori, sono almeno 30mila i 14-15enni a rischio sfruttamento che fanno un lavoro pericoloso per la propria salute, sicurezza o integrità morale, lavorando di notte o in modo continuativo, con il rischio di compromettere gli studi e non avere neanche un piccolo spazio per il divertimento o il riposo necessario: «Al di là dei numeri – ha spiegato Raffaela Milano, direttore programmi Italia-Europa di Save the children, illustrando la ricerca alla presenza del ministro del lavoro Enrico Giovannini, del sottosegretario all‘Istruzione Marco Rossi Doria, del segretario della Cgil Susanna Camusso – che descrivono un fenomeno non marginale e in continuità, da un punto di vista quantitativo, con gli ultimi dati che risalgono ormai al 2002, l’indagine mette in evidenza come la crisi economica in atto rende ancora meno negoziabili le condizioni di lavoro dei minori, esponendoli ad ulteriori rischi.

Valerio Neri, direttore generale Save the Children

Dalle voci dei ragazzi raccolte con la ricerca partecipata, emerge il forte legame tra lavoro minorile, disaffezione scolastica e reti familiari e sociali, che si trasforma in una vera trappola quando l’opportunità di soldi facili arriva a coinvolgere i minori in attività criminali». Secondo lo studio si inizia a lavorare anche molto presto, prima degli 11 anni (0,3%), ma è col crescere dell’età che aumenta l’incidenza del fenomeno (il 3% dei minori inizia a lavorare tra gli 11 e i 13 anni) per raggiungere il picco di quasi 2 su 10, il 18,4%, tra i 14 e i 15 anni, l’età di passaggio dalla scuola media a quella superiore.

Il lavoro minorile, precisamente, è più frequente al Sud mentre il 41% dei ragazzi lo svolge nella cerchia familiare: «É necessario – ha concluso Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia – procedere tempestivamente all’adozione di un Piano nazionale sul lavoro minorile, incentrato anzitutto su percorsi di inclusione sociale abbinati alla Carta Acquisti appena varata in via sperimentale e che prevedano la frequenza scolastica. Ma bisogna anche promuovere il raccordo scuola-lavoro e le esperienze più professionalizzanti». Per i ragazzi in aree ad alta densità criminale, infine, la proposta  è stata quella di istituire aree ad alta densità educativa, basate sull’offerta attiva di opportunità e spazi qualificati per i più giovani, a scuola e sul territorio» .

About Davide De Amicis (2464 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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