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C’è la fame, nel mondo, dietro le crisi politiche

“E, col tempo, non potranno che peggiorare!. E’ questa la denuncia lanciata da Jeffrey Sachs, consigliere per la povertà del segretario generale Onu

«Molte delle crisi politiche nel mondo sono crisi di fame e non potranno che peggiorare». Lo ha detto lunedì l’economista Jaffrey Sachs, Ban Ki Moon, nel suo intervento alla Pontificia Accademia delle Scienze organizzato all’interno del seminario di alto livello, dal titolo “Povertà, beni pubblici e sviluppo sostenibile – Le sfide globali del nuovo millennio”, ospitato dalla Pontificia Accademia delle Scienze e organizzato dall’Aises, Accademia internazionale per lo sviluppo economico e sociale, con il patrocinio dell’associazione Greenaccord onlus.

Per la prima volta in Vaticano, dunque, l’economista statunitense ha puntato il dito contro i paradisi fiscali, agricoltura intensiva, aziende inquinanti, mancanza di governance globale. Partendo dalle proteste di piazza che da ormai parecchi mesi stanno accomunando molti Paesi nel mondo, dall’Egitto al Brasile, dalla Turchia alla Tunisia, dalla Spagna a New York, Sachs ha poi osservato come esse siano strettamente collegate con il tradimento delle aspettative delle generazioni future, con l’aumento delle disuguaglianze sociali, con un ecosistema sempre più degradato ed una governance mondiale in crisi: «Esse – ha spiegato consigliere per la povertà del segretario generale Onu – rispecchiano il senso di insicurezza, la crisi giovanile, la disoccupazione generalizzata, l’illegittimità della leadership di molti Paesi».

Jeffrey Sachs, consigliere per le povertà del Segretario generale Onu

Si è trattato di proteste di piazza che, altrove, hanno assunto la condizione di vere e proprie guerre civili e militari, come accaduto con la guerra in Mali: «La carenza di risorse idriche e la grave siccità – ha precisato Sachs – sono cause non sufficientemente prese in considerazione per spiegare l’insorgenza del conflitto». Molte guerre, inoltre, sarebbero invece provocate da sottovalutati fattori ambientali: «Quelle – ha approfondito l’economista – che noi in Occidente leggiamo come crisi di estremismo e scontri di civiltà sono in realtà crisi di fame. E non potranno che peggiorare se non interveniamo a fondo sui fattori che le provocano».

Sachs ha per questo denunciato l’agricoltura intensiva che ha distrutto il ciclo dell’azoto: «Stiamo compromettendo il ciclo idrico del pianeta – ha accusato il funzionario Onu -, ma anche l’industria estrattiva che continua a negare i drammatici effetti della CO2 che invece la scienza ha ormai provato senza ombra di dubbio. E quel che è peggio le nostre economie non hanno ancora iniziato a riconoscere i danni provocati».

Anche se, a detta dell’esperto, un aiuto decisivo potrebbe arrivare dalla riscoperta delle Dottrine sociali della Chiesa, che offrono indirizzi per un’etica universale: «Per eliminare la povertà estrema entro il 2030 – ha concluso l’economista Jaffrey Sachs -, bisogna costruire società socialmente inclusive, investire nell’uguaglianza di genere, garantire l’accesso ai servizi educativi e sanitari, eseguire una transizione verso economie a basse emissioni di CO2, realizzare un’agricoltura sostenibile. Tanti punti di un programma che sia coerente con un messaggio di etica globale».

About Davide De Amicis (2487 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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