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Papa Francesco riforma il sistema penale vaticano

Attraverso un motu proprio, il Papa ha aggiornato il sistema penale vaticano abolendo l’ergastolo, ma introducendo i delitti di tortura e di violenza sui minori

«Ai nostri tempi il bene comune è sempre più minacciato dalla criminalità transnazionale e organizzata, dall’uso improprio del mercato e dell’economia, nonché dal terrorismo». Inizia così il Motu Proprio in materia penale adottato giovedì scorso da Papa Francesco. E sempre giovedì la Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano ha approvato alcune leggi: la numero otto, recante “Norme complementari in materia penale”; la numero nove, recante “Modifiche al Codice penale ed al Codice di procedura penale”; la numero 10, recante “Norme generali in tema di sanzioni amministrative”. Il Motu Proprio ha il fine di estendere l’applicazione delle leggi penali approvate dalla Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano anche all’ambito della Santa Sede.

In particolare, le leggi penali adottate oggi proseguono l’adeguamento dell’ordinamento giuridico vaticano, in continuità con le azioni intraprese a partire dal 2010 durante il pontificato di Benedetto XVI. Le stesse leggi hanno contenuti anche più ampi, provvedendo all’attuazione di molteplici Convenzioni internazionali, tra le quali le quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 contro i crimini di guerra, la Convenzione internazionale del 1965 sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale; la Convenzione del 1984 contro la tortura ed altre penei, la Convenzione del 1989 sui diritti del fanciullo. Su questo versante sono da segnalare l’introduzione del delitto di tortura e l’ampia definizione della categoria dei delitti contro i minori, tra i quali la vendita, la prostituzione, l’arruolamento e la violenza sessuale in loro danno, la pedopornografia, la detenzione di materiale pedopornografico, gli atti sessuali con minori.

Papa Francesco

Sono state introdotte anche figure criminose relative ai delitti contro l’umanità, ai quali è stato dedicato un titolo a parte: si sono previste, tra l’altro, la specifica punizione di delitti come il genocidio e l’apartheid, sulla falsariga delle disposizioni dello Statuto della Corte penale internazionale del 1998; anche il titolo dei delitti contro la pubblica amministrazione è stato rivisto, in relazione alla Convenzione delle Nazioni Unite del 2003 contro la corruzione. Dal punto di vista sanzionatorio, inoltre, si è deciso di abolire la pena dell’ergastolo, sostituendola con la pena della reclusione da 30 a 35 anni. In linea con gli orientamenti più recenti in sede internazionale, si è anche introdotto un sistema sanzionatorio a carico delle persone giuridiche, per tutti i casi in cui esse profittino di attività criminose commesse dai loro organi o dipendenti, stabilendo una loro responsabilità diretta con sanzioni interdittive e pecuniarie.

Per quanto concerne le disposizioni di procedura penale, sono quindi stati introdotti i principi generali del giusto processo entro un termine ragionevole e della presunzione di innocenza dell’imputato, e sono stati potenziati i poteri cautelari a disposizione dell’Autorità giudiziaria (con l’aggiornamento della disciplina della confisca, potenziata dall’introduzione della misura del blocco preventivo dei beni). Un settore molto importante della riforma concerne la riformulazione della normativa relativa alla cooperazione giudiziaria internazionale, piuttosto risalente nel tempo, con l’adozione delle misure di cooperazione adeguate alle più recenti convenzioni internazionali.

La legge in materia di sanzioni amministrative ha carattere di normativa generale, al servizio di discipline particolari che, nelle diverse materie, prevedranno sanzioni finalizzate a favorire l’efficacia ed il rispetto di norme poste a tutela di interessi pubblici. Questi interventi normativi si inseriscono nella direzione di un aggiornamento volto a dare maggiore sistematicità e completezza al sistema normativo vaticano. Il Papa ha anche stabilito che la Lettera apostolica in forma di Motu Proprio venga promulgata mediante la pubblicazione su “L’Osservatore Romano” ed entri in vigore il 1° settembre 2013.

About Davide De Amicis (2465 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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