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“Il Signore ci chiama a diventare santi”

Lo ha ricordato monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, parlando ai 700 giovani pescaresi intervenuti a “Pescara chiama Rio”

I 700 giovani riuniti al campo sportivo di Città Sant'Angelo

Mentre a Rio de Janeiro si svolgevano prima la veglia e poi la messa conclusiva della ventottesima Giornata mondiale della Gioventù, al campo sportivo di Città Sant’Angelo, sabato sera, si sono ritrovati 700 giovani provenienti da tutte le parrocchie dell’arcidiocesi di Pescara-Penne per vivere insieme “Pescara chiama Rio”, una due giorni di spiritualità e preghiera per seguire in collegamento con Rio de Janeiro la Giornata mondiale della gioventù stringendosi intorno all’arcivescovo Tommaso Valentinetti, ma soprattutto alla famiglia Di Giacomo ed ai loro cari scomparsi nel tragico incidente di giovedì scorso.

L'arcivescovo Valentinetti saluta i giovani pescaresi

Proprio per questo la kermesse, che si è protratta fino a domenica pomeriggio per seguire in diretta audio-video la messa conclusiva della Gmg presieduta da Papa Francesco, è cominciata con un minuto di raccoglimento in memoria delle vittime: «Questa sera – ha riflettuto monsignor Valentinetti, rivolgendosi ai giovani – per noi è festa grazie a “Pescara chiama Rio” e milioni di giovani nel mondo, come noi, sono in festa per unirsi ai giovani che stanno a Rio ed alla gioia del Papa. Ma noi ci troviamo in una località che, in questi ultimi giorni, ha vissuto un triste dramma con una famiglia che è praticamente distrutta, a causa dell’incidente sul lavoro di cui tutti sapete. Abbiamo però voluto continuare, nonostante il grave lutto che ha colpito Città Sant’Angelo, sapendo che il nostro era un momento di gioia, ma di gioia nel Signore».

Così, dopo aver doverosamente ricordato e pregato per le vittime della famiglia Di Giacomo, l’arcivescovo Valentinetti ha ufficialmente aperto il grande incontro: «Vi dico ciao – ha affermato il presule – come ho detto ciao anche ai nostri ragazzi dell’arcidiocesi di Pescara-Penne che sono partiti per Rio. E a voi tutti, carissimi giovani, va la mia parola di speranza e la mia parola di incoraggiamento perché questi due giorni non siano solo un momento particolare della nostra vita, ma siano un momento fondamentale. Viviamo un’esperienza di Chiesa, viviamo uniti nella comunità cristiana. Viviamo fortemente uniti dentro un cammino di comunione, che si interpreta anche con la vicinanza del Papa che in questi giorni, così come lui ci ha abituati in questi ultimi tempi, vive un grande desiderio di incontrare i giovani e in particolare tutti coloro che sono a Rio de Janeiro. Noi lo seguiamo con la nostra preghiera e la nostra simpatia. Rimettiamo la nostra vita nelle mani del Signore perché realmente, per noi, questo momento di festa sia anche un momento di conversione e di riflessione».

Don Fernando Pallini guida la meditazione

Un introduzione, quest’ultima, che ha lasciato il posto alla proclamazione del Vangelo di Marco, più precisamente, del passo in cui il Signore si rivolge ai discepoli chiedendo: “E voi chi dite che io sia?”. Una domanda che, in questa occasione, è stata rivolta anche ai giovani pescaresi i quali hanno potuto meglio meditare la risposta, attraverso la catechesi guidata da don Fernando Pallini: «Il Vangelo che abbiamo letto – ha commentato il presbitero, rivolgendosi ai 700 giovani – vuole chiederci chi è Cristo per noi e lo fa con una grande delicatezza attraverso la domanda “Chi dice la gente che io sia?”. Ma poi arriva il momento in cui il Signore fa la domanda diretta e i discepoli devono esporsi, perché davanti a Cristo non si può rimanere con il piede un due staffe. Di fronte a Cristo dici di sì o dici di no. E se qualche volta cadi nella mediocrità Cristo ti pungola, ti sprona, ti spinge a rifare la tua scelta per tornare all’entusiasmo delle origini».

La diretta televisiva di "Tv 2000" da Città Sant'Angelo

La riflessione, in seguito, ha lasciato spazio ad un’adorazione eucaristica e poi all’esame di coscienza con la veglia penitenziale, all’interno della quale i ragazzi hanno potuto vivere il sacramento della Confessione grazie alla presenza di diversi sacerdoti. In contemporanea con Rio, quindi, anche i giovani pescaresi riuniti a Città Sant’Angelo hanno potuto vivere l’emozione della veglia della Gmg presieduta da Papa Francesco, grazie ad un maxi schermo che ha diffuso la diretta televisiva dell’emittente “Tv 2000” che, all’indomani nel primo pomeriggio, ha inviato una troupe proprio per effettuare un collegamento con “Pescara chiama Rio” e conoscere meglio la realtà pescarese illustrata da alcuni giovani, reduci da una mattinata di preghiera e animazione, dal direttore della Caritas diocesana don Marco Pagniello e da monsignor Valentinetti il quale, poco dopo nella chiesa di San Michele Arcangelo, ha presieduto la liturgia eucaristica conclusiva in contemporanea con quella celebrata dal Papa sulla spiaggia di Copacabana.

I 700 giovani riuniti nella chiesa di San Michele Arcangelo

I giovani vicino l'urna del Beato Nunzio Sulprizio

L’arcivescovo di Pescara-Penne, all’interno della funzione, non ha pronunciato l’omelia così da consentire ai ragazzi di seguire quella del Pontefice, ma ha comunque rivolto un pensiero alla figura del Beato Nunzio Sulprizio, le cui spoglie mortali in questi giorni sono in pellegrinaggio nella parrocchia angolana: «Questa presenza di un santo giovane della nostra diocesi – ha concluso monsignor Tommaso Valentinetti – vuole essere l’indicazione di un cammino verso la santità perché, attraverso la preghiera, possiamo diventare santi insieme al Signore, che ci chiama ad esserlo». Al termine anche per gli stremati, ma entusiasti, giovani di “Pescara chiama Rio” è scattato il conto alla rovescia per la prossima Gmg polacca di Cracovia, nel 2016.

About Davide De Amicis (2486 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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