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“E’ una vergogna”

Così Papa Francesco ha tuonato esprimendo il suo dolore per l’ennesima strage di migranti a Lampedusa che, come le altre, poteva essere evitata

Salme di migranti recuperate nel corso di una delle ultime stragi del mare

Papa Francesco, durante la sua recente visita a Lampedusa

«È una vergogna, è una vergogna!». Così Papa Francesco, stamani, ha espresso il suo grande dolore per le ennesime vittime, 94 morti e circa 250 dispersi, del grande naufragio avvenuto  largo di Lampedusa, parlando a braccio ai convegnisti durante l’udienza in Vaticano per il cinquantesimo anniversario dell’enciclica “Pacem in terris”: «Parlando di pace – ha aggiunto il Santo Padre -, della disumana crisi economica mondiale, sintomo di una grave mancanza di rispetto dell’uomo, non posso non ricordare con grande dolore le ennesime vittime del grande naufragio al largo di Lampedusa. È una vergogna, è una vergogna!». Il Papa ha quini chiesto di pregare insieme Dio per chi ha perso la vita, uomini, donne e bambini, per i loro familiari e per tutti i profughi, concludendo con un appello accorato: «Uniamo le nostre forze – ha esortato il Papa – perché non si ripetano più simili tragedie. Solo la decisa collaborazione di tutti può aiutare a prevenire tali tragedie».

Intanto, anche la Caritas italiana si è unita al cordoglio di Papa Francesco per il nuovo dramma dell’immigrazione odierno proponendo, inoltre, una risoluzione al dramma: «Si tratta con molta probabilità – ha ricordato don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana – di persone che fuggono da contesti di guerra, rispetto ai quali abbiamo dei doveri internazionali di accoglienza. Se pensiamo a situazioni come quella del conflitto siriano, con milioni di rifugiati che cercano di salvare le proprie famiglie, anche fuggendo dai campi profughi, una domanda viene spontanea: perché l’Italia, come hanno già fatto altri Paesi, ad esempio la Germania, non apre dei corridoi umanitari per far arrivare in sicurezza queste persone, con le loro famiglie, invece di costringerli nei fatti a mettersi in mano dei trafficanti di uomini e a rischiare la propria vita in mare?».

don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana

Una delegazione di Caritas italiana, comunque, raggiungerà Lampedusa lunedì per incontrare il vescovo di Agrigento, monsignor Francesco Montenegro, e gli operatori della Caritas diocesana. Ma la strage di migranti odierna è, purtroppo, solo l’ultima in ordine di tempo e solo pochi giorni fa si è verificato lo stesso a Scicli, nel ragusano. Per questo Caritas italiana, insieme a tutte le Caritas diocesane, partendo da quelle più direttamente coinvolte come quella di Agrigento, ha rilanciato il suo impegno sul territorio per l’accoglienza e l’accompagnamento dei profughi.

Accanto a questo, però, ricordano sempre da Caritas italiana, occorre la consapevolezza che la questione immigrazione necessita di un approccio legislativo globale, anche a livello europeo: «Gli strumenti internazionali per far arrivare in sicurezza i rifugiati sono infatti diversi – hanno sottolineato i vertici della Caritas -, ma solo in pochissimi casi vengono utilizzati dagli Stati europei. Si va dal reinsediamento di rifugiati da un Paese di primo asilo, alle operazioni di trasferimento umanitario attivate nel contesto di emergenze umanitarie (i cosiddetti corridoi umanitari), all’uso flessibile dei visti e le procedure di ingresso protetto che consentono ad un cittadino di uno stato terzo di poter chiedere asilo già nel Paese di origine o di transito».

About Davide De Amicis (2488 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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