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“Il creato diventi la nostra buona casa”

E’ l’auspicio espresso da monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, in occasione della Giornata diocesana di salvaguardia del creato

Padre Aldo D'Ottavio, direttore Pastorale Sociale diocesana

«Noi prendiamo consapevolezza che la coscienza del creato è qualcosa di fondamentale oltre che dal punto di vista sociale e umanoanche dal punto di vista religioso». Lo ha affermato venerdì sera monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, presiedendo la preghiera in occasione dell’ottava Giornata per la custodia del creato dal tema “La famiglia educa alla custodia del creato” presso la chiesa di San Pietro Apostolo a Pescara, organizzata dall’ufficio diocesano di Pastorale Sociale, che a Pescara viene vissuta in coincidenza con la festa di San Francesco d’Assisi: «Il tema – ha spiegato Padre Aldo D’Ottavio, direttore della Pastorale Sociale diocesana – ha preso spunto dall’ultima Settimana sociale dei cattolici italiani di Torino che, svoltasi dal 12 al 15 settembre scorso, ha avuto appunto per tema “La famiglia, speranza e futuro per la società italiana”E poi perché siamo nel cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II il quale, attraverso la costituzione pastorale Gaudium et Spes, ha definito la famiglia “una scuola di umanità più completa e più ricca”. Infine, la prima scuola di custodia e di sapienza è comunque la famigliacosì ha fatto Maria di Nazareth che, con mani d’amore, sapeva impastare “tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».

Mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne

La preghiera ha tratto la sua ispirazione dal brano del Vangelo di Matteonel quale si introduce il ritorno sulla Terra del Signore che separerà i giusti, che saranno alla sua destra avendo accolto, assistito e amato il prossimo come il Signore stesso, dai malvagi che saranno alla sua sinistra: «Potremo dire allora – ha riflettuto monsignor Valentinetti nell’omelia – che questo giudizio avverrà anche per chi avrà custodito o meno il creatonel quale troviamo tutto ciò che è necessario per il nostro sostentamento.Custodirsi vicendevolmente, però, non è sufficiente, dovendo custodire il creato con tutti gli uomini e le donne che lo abitano. Un tempo, questo, ineludibile perché al più presto si compia quel mistero della volontà del Signoreche ci interpella in prima persona e ci fa fare delle scelte fondamentaliperché il creato diventi la nostra buona casa».

Questo messaggio, ha quindi trovato un ulteriore sostegno nelle parole pronunciate da Papa Francesco in occasione della sua prima omelia, appena salito al soglio di Pietro: «La vocazione del custodire, però, – affermò allora il Papa – non riguarda solamente noi cristianiha una dimensione che precede e che è semplicemente umanariguarda tuttiÈ il custodire l’intero creato, la bellezza del creatoè l’avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo».

Veronica e Tiziano, sposati dal 2000 con 5 figli

E nell’anno in cui la Giornata di salvaguardia del creato è stata dedicata alla famiglia, non poteva essere che una coppia di sposi a testimoniare concretamente il loro impegno per la cura dell’ambiente in cui vivono: «Insieme ai nostri figli – hanno raccontato Veronica e Tiziano, sposati dal 2000 e genitori di Sofia,Vittoria, Elisabetta, Marco e Francesca – cerchiamo di trovare un metodo per fare ogni cosaa partire dalla spesa e dalla raccolta differenziatapassando per la raccolta dell’olio fritto che pratichiamoinsieme alla raccolta dei tappi di bottiglia, il cui ricavato verrà stanziato per il risanamento del fiume. Inoltre, cerchiamo di non sprecare l’acqua e la luce e di educare i nostri figli alla consapevolezza di pagare il giusto prezzo, rispettando chi lavora non sfruttandolo e riconoscendo loro il giusto salario, perché ognuno e ogni cosa ha il suo valore. Quindi cerchiamo di non sprecare l’acqua e la lucein modo da farli entrare nella consapevolezza che il nostro stile di vitavuole essere alla

don Cristiano Marcucci

sequela di Cristo».

Intanto, nella nostra arcidiocesi di Pescara-Pennec’è stato già qualcuno che ha dato il buon esempio. Infatti, il Consultorio familiare Ucipem, attraverso un’azienda internazionale, ha acquistato 16 alberi da piantare ad Haiti: «Questo gesto – ha precisato don Cristiano Marcucci, presidente di Ucipem Pescara – vuole innanzi tutto sensibilizzare la famiglia a condurre uno stile di vita più ecologico e sostenibileCosìabbiamo partecipato a questo progetto di compensazione di alberiche vengono impiantati in base alla produzione dei gas». In concreto, la piantumazione dei 16 alberi ha neutralizzato 8.000 kg di CO2 emessi.

About Davide De Amicis (2488 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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