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Tre proposte per accogliere i profughi

Le ha lanciate Caritas italiana a Lampedusa, sostenendo l’urgenza di rivedere l’approccio italiano ed europeo all’accoglienza

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Oliviero Forti, Caritas Italiana

«Non fermare il dibattito politico solo al livello della legislazione sull’immigrazione, perché c’è una questione più urgente: chiediamo che tutte queste morti non siano invano, perché avvenga un cambiamento utile e necessario: rivedere l’intero approccio europeo e italiano all’accoglienza di chi fugge da guerre e persecuzioni e predisporre dei corridoi umanitari, soprattutto per i profughi siriani, distribuendoli nei vari Paesi europei».

È questa la posizione della Caritas italiana espressa da Oliviero Forti, responsabile dell’ufficio nazionale immigrazione – che da Lampedusa, dove in questi giorni sono riuniti 40 rappresentanti di tutte le Caritas siciliane, avanza anche tre proposte concrete: «La rete diocesana delle Caritas – spiega Forti – è disposta ad accogliere 150/200 profughi che attualmente sono nel sovraffollato centro di Contrada Imbriacola; accogliere in albergo almeno le donne e i bambini; aprire dal mese prossimo un centro Caritas permanente a Lampedusa. È chiaro che andrà rivisto l’impianto del testo unico sull’immigrazione a partire dagli interventi della legge Bossi-Fini. Ma ora siamo in una situazione di emergenza internazionale che va affrontata con strumenti di carattere emergenziale. I canali umanitari al momento sono più urgenti».

Jose Manuel Barroso, presidente Commissione europea

E per quanto concerne l’Europa, domani sarà a Lampedusa il presidente della Commissione europea Barroso, al quale Forti chiederà di affrontare il tema delle frontiere esterne cruciale per il vecchio continente: «Non sia – conclude il responsabile dell’ufficio nazionale immigrazione – semplicemente delegato ai Paesi del Mediterraneo. La redistribuzione delle persone che arrivano in Europa aiuterebbe nel processo di corresponsabilità a livello europeo. Dove sta la solidarietà europea? Serve un piano europeo che non esiste. Si va avanti dicendo che i numeri non sono grandi e si lascia che rimanga un problema nazionale. Ma perché non farlo come Europa? Ci vuole più coscienza, a partire dall’Italia che per prima deve fare la sua parte».

About Davide De Amicis (2489 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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