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“E’ uno scandalo la fame nel mondo”

E’ stato questo il grido di protesta lanciato da Papa Francesco mercoledì, inviando alla Fao il messaggio per la Giornata mondiale dell’alimentazione

Papa Francesco

«È uno scandalo che ci sia ancora fame e malnutrizione nel mondo!». A lanciare il grido è stato Papa Francesco nel messaggio inviato mercoledì, in occasione della trentaduesima Giornata mondiale dell’alimentazione, alla Fao. Nella missiva, indirizzata al direttore generale dell’agenzia Onu, Graziano da Silva, il Pontefice avverte: «Non si tratta solo di rispondere ad emergenze immediate, ma di affrontare insieme, a tutti i livelli, un problema che interpella la nostra coscienza personale e sociale, per giungere ad una soluzione giusta e duratura».

Per il Papa, dunque, fame e denutrizione non possono mai essere considerate un fatto normale al quale abituarsi. Per questo occorre abbattere le barriere dell’individualismo e della schiavitù del profitto a tutti i costi e non solo nelle dinamiche delle relazioni umane, ma anche nelle dinamiche economico-finanziarie globali: «Necessario, oggi più che mai, – ha proseguito il Santo Padre – educarci alla solidarietà e fare che diventi atteggiamento di fondo nelle scelte politiche, finanziarie, nei rapporti tra le persone e tra i popoli».

Jose Graziano da Silva, direttore generale Fao

Il tema della celebrazione di quest’anno, “Sistemas alimentarios sostenibles para la seguridad alimentaria y la nutrición” (ovvero “Sistemi alimentari sostenibili per la sicurezza e la nutrizione, ndr), secondo Papa Francesco invita a ripensare i nostri sistemi alimentari in una prospettiva solidale, superando la logica dello sfruttamento selvaggio del creato ed orientando meglio il nostro impegno di coltivare e custodire l’ambiente e le sue risorse. Da Papa Bergoglio giunge anche l’esortazione a modificare anche i nostri stili di vita, segnati in tante area del pianeta da consumismo, spreco e sperpero di alimenti.

La Fao ricorda infatti che un terzo della produzione alimentare mondiale è indisponibile a causa di perdite e di sprechi sempre più ampi: «Ma lo spreco di alimenti – puntualizza il Papa – non è che uno dei frutti di quella “cultura dello scarto” che spesso porta a sacrificare uomini e donne agli idoli del profitto e del consumo. Un triste segnale di quella globalizzazione dell’indifferenza, che ci fa lentamente abituare alla sofferenza dell’altro, quasi fosse normale. La sfida della fame e della malnutrizione – ricorda – ha anche e soprattutto una dimensione etica ed antropologica. Educarci alla solidarietà significa allora educarci all’umanità».

Richiamando il tema dell’imminente Anno internazionale, che per iniziativa della Fao sarà dedicato alla famiglia rurale, il Papa avverte: «L’educazione alla solidarietà e ad uno stile di vita che superi la “cultura dello scarto” e metta realmente al centro ogni persona e la sua dignità, parte dalla famiglia. Sostenere e tutelare la famiglia affinché educhi alla solidarietà e al rispetto – conclude -, è un passo decisivo per camminare verso una società più equa e umana».

About Davide De Amicis (2487 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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1 Comment on “E’ uno scandalo la fame nel mondo”

  1. Della fame nel mondo

    Perché mai la fame quando l’uomo dispone della crescita del cibo, e l’animale e la pianta, per attenuarla? Forse perché l’acqua come sua premessa non disposta ugualmente sulla Terra? E quindi non è qui che deve attivarsi per fare sì che cessi? Ma come può disporsi in tal distensivo senso se il suo raggio d’azione limitato alla sua comunità e sia con suoi confini sulla Terra e con sua lingua variegata in egli?

    A chi o cosa serve la sua comunità e lingua variegata se comunque sottostante al medesimo dilemma innato e inteso l’ossigeno e il cibo e l’abitazione per attenuarlo come altrimenti sua…

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