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“Un’iniziativa provvidenziale per riscoprire la fede”

Lo ha affermato Papa Francesco concludendo, con una Santa Messa celebrata ieri in piazza San Pietro, l’Anno della Fede a sua volta concluso anche nell’arcidiocesi di Pescara-Penne dall’arcivescovo Valentinetti

I 60 mila fedeli in piazza San Pietro

«Una provvidenziale iniziativa per riscoprire la bellezza del cammino di fede». Così Papa Francesco ha definito l’Anno della fede, chiuso nella celebrazione presieduta ieri in piazza San Pietro nella solennità di Cristo Re dell’Universo. Sono stati 60 mila i fedeli giunti dai cinque continenti per partecipare all’evento che è stato coronato dalla consegna, da parte del Papa ai vari rappresentanti ai vari rappresentanti della Chiesa e della società, dell’Esortazione apostolica “Evangelii gaudium” (La gioia nel Vangelo).

Il rito eucaristico è stato preceduto da una colletta per le vittime del tifone Hayan nelle Filippine. Un’altra novità, infine, è stata l’esposizione al pubblico, per la prima volta, delle reliquie di San Pietro custodite nella cappella dell’appartamento pontificio. Il primo pensiero di affetto e riconoscenza del Pontefice è poi andato a Benedetto XVI, che l’11 ottobre 2012 aveva aperto l’Anno della Fede a 50 dal Concilio Vaticano II: «Con tale provvidenziale iniziativa – riflette il Santo Padre -, egli ci ha offerto l’opportunità di riscoprire la bellezza di quel cammino di fede che ha avuto inizio nel giorno del nostro Battesimo, che ci ha resi figli di Dio e fratelli nella Chiesa».

Subito dopo il Papa ha salutato i patriarchi e gli arcivescovi maggiori delle Chiese orientali cattoliche presenti alla Messa rivolgendosi, attraverso loro, a tutti i fedeli sparsi in Oriente: «Lo scambio della pace – afferma Papa Bergoglio -, che compirò con loro, vuole significare anzitutto la riconoscenza del Vescovo di Roma per queste comunità, che hanno confessato il nome di Cristo con una esemplare fedeltà, spesso pagata a caro prezzo. Con questo gesto, intendo raggiungere tutti i cristiani che vivono nella Terra Santa, in Siria e in tutto l’Oriente, al fine di ottenere per tutti il dono della pace e della concordia».

Commentando poi le letture bibliche, Papa Francesco ha messo in evidenza la centralità di Cristo in quanto centro della creazione, centro del popolo e centro della storia: «Quando si perde questo centro – sottolinea -, perché lo si sostituisce con qualcosa d’altro, ne derivano soltanto dei danni, per l’ambiente attorno a noi e per l’uomo stesso. A Lui infatti possiamo riferire le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce, di cui è intessuta la nostra vita: quando Gesù è al centro, anche i momenti più bui della nostra esistenza si illuminano, e ci dà speranza, come avviene per il buon ladrone nel Vangelo di oggi. Rivolto al buon ladrone, Gesù pronuncia solo la parola del perdono, non quella della condanna, quando l’uomo trova il coraggio di chiedere questo perdono Gesù non lascia mai cadere la richiesta».

Con queste parole Papa Francesco ha quindi chiuso l’Anno della fede: «Ognuno di noi ha la sua storia, ognuno di noi, anche, ha i suoi sbagli, i suoi peccati, i suoi momenti felici e i suoi momenti bui. Ci farà bene, in questa giornata, pensare alla nostra storia e guardare Gesù e dal cuore ripetergli tante volte, ma con il cuore, in silenzio, ognuno di noi: “Ricordati di me, Signore, adesso che sei nel tuo Regno! Gesù, ricordati di me, perché io ho voglia diventare buono, io ho voglia di diventare buona, ma non ho forza, non posso: sono peccatore, sono peccatore! Ma ricordati di me, Gesù: tu puoi ricordarti di me, perché tu sei al centro, tu sei proprio nel tuo Regno!”. Che bello!».

Il clero diocesano intervenuto a San Cetteo

E la chiusura dell’Anno della fede è stata vissuta intensamente anche nell’arcidiocesi di Pescara-Penne, con l’arcivescovo monsignor Tommaso Valentinetti che ha convocato tutti i presbiteri e i fedeli diocesani presso la Cattedrale di San Cetteo, nella quale ha presieduto una liturgia solenne: «Quest’Anno della Fede – osserva il presule nell’omelia – è trascorso nel cercare di meditare e riapprofondire i misteri fondamentali della vita cristiana, ma anche ponendosi il grande quesito di come noi trasmettiamo la fede a coloro che vengono dopo di noi. Ci siamo riuniti in questa Cattedrale più di un anno fa, per celebrare l’inizio dell’Anno della Fede.

monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne

Ora siamo alla conclusione: quale cammino abbiamo seguito, quale forza ha preso la nostra vita e la nostra esistenza per sentire sempre più fortemente la vocazione a vivere, dentro la Chiesa, il ministero dell’annuncio della Parola e la testimonianza della vita cristiana? Noi ci rimettiamo alla misericordia di Dio, se non abbiamo vissuto intensamente quest’anno che la Chiesa ci ha offerto, ma abbiamo ancora tempo. La liturgia, infatti, torna a ridirci il mistero fondamentale della vita cristiana. Il Vangelo ci presenta Gesù che regna dalla croce: è quello il suo trono regale, da lì ammette già qualcuno a partecipare definitivamente a quel regno di giustizia, di amore e di pace. Il Signore ci conceda la grazia, per quest’Anno della Fede che abbiamo vissuto, di sentire sempre più fortemente il bisogno di una testimonianza viva ed efficace».

About Davide De Amicis (2658 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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