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I bambini italiani nella morsa della povertà

Emerge dal quarto atlante “L’Italia SottoSopra”, elaborato da Save the Childre Italia, presentato ieri

Una tenaglia di povertà e deprivazione che quotidianamente stringe nella sua morsa sempre più bambini e adolescenti, costringendoli a vivere un presente con pochissimo “ossigeno”: cibo al discount, pochi o nessun libro, scuola solo la mattina senza neanche un’ora in più per attività di svago e socializzazione, e poi a casa, in uno spazio piccolo e soffocante, nient’altro da fare nel tempo libero perché non ci sono soldi e gli aiuti che arrivano dai servizi sociali, se ci sono, sono pochi perché il Comune è in default. È il contrario di ciò che dovrebbe essere l’infanzia e di come dovrebbe essere il nostro paese per le sue giovani generazioni quanto emerge da “L’Italia SottoSopra”, il quarto atlante dell’infanzia (a rischio) in Italia elaborato da Save the Children e diffuso ieri.

Raffaella Milano, Save the Children Italia

Sono oltre un milione, illustra il documento anche con l’aiuto di 50 mappe, i minori che vivono in povertà assoluta, il 30% in più nel 2012, pari a un minore su dieci. Sono, invece, un milione e 344 mila i minori che vivono in condizioni di disagio abitativo, 650 mila i comuni in default o sull’orlo del fallimento e per la prima volta, è di segno negativo la percentuale di bambini presi in carico dagli asili pubblici, scesa dello 0,5%. Il 22,2% di ragazzini è in sovrappeso e il 10,6% in condizioni di obesità: il cibo buono costa e le famiglie con figli hanno ridotto i consumi e gli acquisti anche alimentari. Tra il 2007 ed il 2012, inoltre, la spesa media mensile dei nuclei con bambini si è ridotta a 138 euro, quasi il doppio quasi il doppio rispetto a quanto accaduto sul totale delle famiglie. Nello stesso periodo, i minori in povertà assoluta sono più che raddoppiati, passando da 500 mila a più di un milione.

In particolare, i bambini che non hanno il necessario per condurre una vita dignitosa, sono i figli di genitori disoccupati (il tasso di povertà assoluta ha fatto registrare un dato del +8,5% nelle famiglie senza occupati), oppure monoreddito (nelle quali l’indice di povertà è salito al +3,1%) o ancora i bambini i cui genitori hanno un livello d’istruzione basso: «Tra povertà economica e povertà educativa – spiega Raffaella Milano, direttore Programmi Italia-Europa Save the Children Italia – c’è una stretta relazione e l’una alimenta l’altra in un circolo perverso. Se si comparano i consumi di una famiglia in povertà con una benestante si rileva che, nella prima, le spese per il pane e il cibo assorbono quasi il 35% del reddito mensile a fronte dell’11% circa di una famiglia più agiata. Così, i meno abbienti cercano di risparmiare dove possono e finisce che all’istruzione possano destinare appena 11 euro al mese e 24 alla cultura, tempo libero e gioco a fronte dei 360 euro delle famiglie più abbienti. Questo deficit di spesa educativa delle famiglie in povertà non è compensato da investimenti pubblici su welfare e educazione».

Del resto, l’intensa povertà e deprivazione in cui vivono sempre più bambini, adolescenti e giovani si traduce innanzi tutto nella riduzione delle libertà di scelta, privazione di opportunità, chiusura di orizzonti, impossibilità di fissare e raggiungere traguardi: «Ancora prima della mancanza di reddito – conclude il direttore Programmi Italia-Europa Save the Children Italia – è questa la povertà che spezza le gambe, una condizione che si può contrastare solo tornando ad investire sulla educazione. Serve più scuola, e di prim’ordine, e, allo stesso tempo, servono territori ad alta densità educativa dove tutti i bambini, senza alcuna eccezione, possano non solo studiare ma fare attività ugualmente rilevanti, come sport, musica, gioco, stare insieme, scoprendo le proprie passioni e talenti e imparando a pensare il futuro in modo aperto».

About Davide De Amicis (2654 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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