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“L’Italia è uno dei Paesi più vecchi al mondo”

Lo hanno rilevato gli ultimi dati estrapolati dall’Annuario statistico italiano 2013, curato e diffuso dall’Istat, secondo il quale sono in aumento anche i matrimoni

Gli anziani seduti a San Cetteo

Enrico Giovannini, presidente Istat

L’elevata sopravvivenza, unita al calo della fecondità, rende l’Italia uno dei Paesi più vecchi al mondo. È questo è uno dei dati principali contenuti nell’Annuario statistico italiano 2013, la pubblicazione dell’Istat che raccoglie i risultati della produzione della produzione statistica dell’anno dell’Istituto statistico, diffuso ieri. Infatti, la speranza di vita alla nascita, 79,4 anni per gli uomini e 84,4 anni per le donne, continua a subire l’influenza positiva di riduzione dei rischi di morte a tutte le età.

Nel 2011 l’indice di vecchiaia (ovvero il rapporto tra la popolazione “anziana” ultrasessantacinquenne e quella “giovane” da 0-14 anni), con 148,6 anziani ogni 100 giovani, ha collocato l’Italia al secondo posto fra i paesi europei nel processo di invecchiamento della popolazione, preceduta solo dalla Germania con un tasso del 155,8%. Per quanto riguarda la popolazione, nello stivale a fine 2012 si contavano 59.685.227 residenti, 291.020 in più rispetto all’anno precedente. Un dato in crescita, quest’ultimo, esclusivamente grazie al saldo attivo del movimento migratorio (+369.717 unità) che ha neutralizza l’effetto negativo del saldo naturale (-78.697). Le nascite segnano, non a caso, una nuova battuta d’arresto, passando da 546.585 del 2011 a 534.186, mentre i decessi salgono a 612.883 da 593.402.

Un fattore, questo, influenzato anche dalla maternità che viene sempre più posticipata: 31,4 anni è l’età media al parto in Italia, un valore fra i più alti in Europa, superato solo da quelli di Irlanda e Spagna (31,5). Nel 2011, inoltre, il numero medio di figli per donna si attesta a 1,39, in leggero calo rispetto all’anno precedente, pari a 1,41. Un risultato che, nell’Unione europea a 15 Paesi, posiziona l’Italia al quinto posto per bassa fecondità, preceduta da Portogallo e Regno Unito, con un valore medio di 1,35 figli per donna, e Spagna e Germania, con 1,36. Nell’Unione europea a 27, infine, i Paesi con il numero medio di figli per donna più basso sono Ungheria (1,23), Romania (1,25) e Polonia (1,30). L’Italia si posiziona al decimo posto.

In Italia aumentano i matrimoni: prevale il rito religioso

In aggiunta, dopo quattro anni di calo consecutivo, torna a crescere il numero di matrimoni: nel 2012 ne sono stati celebrati 210.082, contro i 204.830 del 2011 con il tasso di nuzialità che, conseguentemente, passa da 3,4 a 3,5 per mille. Anche se invariato rispetto all’anno precedente, fermo al 4,1 per mille, il tasso di nuzialità del Mezzogiorno supera la media nazionale. Prosegue invece il calo dei matrimoni religiosi, 123.428 contro i 124.443 di un anno prima, che comunque restano la scelta più diffusa, il 58,8% contro 60,8% nel 2011, anche se sono sempre di più le coppie che decidono di sposarsi con il rito civile, con un incremento del +7,8% rispetto al 2011.

Al Nord prevalgono i riti civili, con il 53,5% (la media nazionale si attesta al 41,2%), al Centro sono più o meno pari, il 49,8%, mentre nel Mezzogiorno quasi tre matrimoni su quattro sono celebrati in chiesa. A livello internazionale, tra l’altro, nel 2011 l’Italia si è confermata uno dei paesi con la nuzialità più bassa, con 3,4 matrimoni per mille abitanti. Solo Bulgaria (2,9 per mille), Slovenia (3,2 per mille) e Lussemburgo (3,3 per mille) hanno fatto rilevare un quoziente di nuzialità inferiore al nostro.

About Davide De Amicis (2655 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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