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“Occorrono tempo e amore per realizzare la pace”

Lo ha detto martedì sera l’arcivescovo di Campobasso-Bojano, monsignor Giancarlo Bregantini, presiedendo la quarantaseiesima edizione della Marcia per la pace

«Per costruire la pace occorre tanto tempo. Non la si improvvisa mai, ma la si prepara con cura, con amore, fin nei particolari, tramite relazioni costruite con amore. Con la stessa tenerezza, una montagna di tenerezza, con cui Maria realizzò le povere fasce della grotta di Betlemme. Ma proprio quella tenerezza ha trasformato una dimora per animali in una casa luminosa, la casa di Gesù».

Mons. Giancarlo Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Bojano

Lo ha detto martedì sera l’arcivescovo di Campobasso-Bojano, monsignor Giancarlo Bregantini, nell’omelia della Santa Messa a conclusione della quarantaseiesima edizione della Marcia per la Pace, organizzata da Cei, Pax Christi, Caritas italiana e Azione cattolica italiana, quest’anno svoltasi nel capoluogo molisano con la partecipazione, tra gli altri, di una delegazione pescarese: «Dunque – spiega il presule – ci vuole pazienza infinita per costruire la pace, giorno per giorno, fedelmente, con tenacia e caparbietà. Da qui l‘importanza dei piccoli passi, come in una marcia, fatta insieme ai compagni di strada. È la forza del germoglio, che ci viene dalla contemplazione del piccolo Bambino Gesù, icona di questo Natale. Quel bambino che è nato anche lui senza documenti, lungo una strada, fuori dai controlli legali, da due genitori precari, costretto poco dopo a scappare davanti alla polizia. Questo è il Natale, non caramelloso, ma vero, da contemplare con amore. La pace esige tempo, più tempo che spazio. Nella pace riceviamo ciò che veramente siamo. Ricostituire la pace nel tessuto umano e culturale significa accogliere l‘invito divino più grande: restare nell‘Amore di Dio!».

Per l’arcivescovo, dunque, il no alla guerra rappresenta il sì all’uomo: «Solo chi porta la pace in mezzo al mondo – avverte monsignor Bregantini – è degno di essere chiamato uomo, perché egli fa del suo simile un prossimo e del suo prossimo, un fratello! Eccoci così al cuore di questa marcia: riconoscerci e vivere da fratelli, poiché siamo figli dello stesso Padre Celeste. Per noi, di Campobasso, è proprio il programma pastorale dell‘anno che viviamo! Allora sarà veramente la città della pace, per tutto il 2014! Una meta ambiziosa ma limpida, come le cime del Matese!».

Ripercorrendo quindi i luoghi visitati nella marcia a Campobasso, la chiesa di San Giuseppe Artigiano, la nuova mensa Caritas inaugurata per l’occasione, l’Università degli studi del Molise, il carcere di Campobasso, il Municipio, la chiesa di S. Antonio Abate e la Cattedrale della Santissima Trinità dove appunto si è tenuta la liturgia eucaristica conclusiva, monsignor Bregantini è tornato a sottolineare il vero significato della pace: «La pace – conclude l’arcivescovo di Campobasso-Bojano – è intercessione e preghiera insistente; è scuola di fraternità già nelle aule scolastiche e nel lavoro condiviso; è risanare le nostre ferite perché divengano feritoie già in un carcere, in un passato redento; è accoglienza di tutti, per vincere la cultura dell‘indifferenza e dello scarto; è sguardo al volto di Dio e al cuore di Maria, per imparare da loro a stimare, senza permalosità negative, ogni persona. La pace, è proprio il mondo che attende di attuarsi. Però l‘apice della sua realizzazione è e rimane sempre la persona, come ci ha insegnato lo studio accurato della Pacem in Terris».

Per i fedeli pescaresi, invece, l’appuntamento con la nona edizione della Marcia per la pace diocesana è fissato per sabato 18 gennaio prossimo, a partire dalle ore 18, sulle strade di Pianella (con raduno di partenza in via Catania). Il tutto, alle ore 16, verrà anticipato da un incontro di riflessione sul tema della Giornata mondiale della Pace, trascorsa ieri, dal tema “Fraternità, fondamento e via per la pace”.

About Davide De Amicis (3313 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa metropolitana di Pescara-Penne. Recentemente ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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