Ultime notizie

“Il malato è povero tra i poveri”

Lo ha affermato ieri monsignor Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana, commentando i dati del primo Rapporto sulla povertà sanitaria, elaborato dall’Osservatorio donazione farmaco

Mons. Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana

«Fin dalle primissime ore del suo ministero petrino, Papa Francesco ha esortato a porre attenzione alle periferie esistenziali, e la persona malata si colloca in questo particolare campo perché il malato si configura come il povero tra i poveri». Lo ha affermato monsignor Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, intervenuto ieri mattina a Roma alla presentazione del primo “Rapporto sulla povertà sanitaria e sulla donazione dei farmaci in Italia”, elaborato dall’Osservatorio donazione farmaco della Fondazione Banco Farmaceutico onlus: «L’esperienza dei Centri di ascolto Caritas (tra gli oltre 1500 enti convenzionati con il Banco) – spiega monsignor Soddu – dimostra la preoccupante crescita della povertà sanitaria e stimola la necessità di potenziare gli aiuti sanitari gratuiti. C’è poi soddisfazione per l’impegno del Banco farmaceutico, nella linea di una forte idea di sussidiarietà che ci vede tutti compartecipi nel lavoro di costruzione dei servizi territoriali come assunzione di responsabilità di tutti i soggetti sociali. Occorre, avverte, una lettura non ideologica dei limiti del nostro Sistema sanitario nazionale, soprattutto alla luce dei dati della Caritas italiana: dal 2009 al 2012 l’aumento della richiesta di farmaci è stato superiore al 57%. Dati drammatici ma in linea con quelli della povertà nel suo complesso».

Nel richiamare, poi, le difficoltà e le distorsioni causate dalle politiche regionali nell’accesso ai farmaci e alle cure da parte delle persone a basso reddito, e gli indici di mortalità cinque volte maggiori nella popolazione povera rispetto a quella più ricca, il direttore di Caritas Italiana ammonisce: «Per invertire la rotta serve un lavoro di alleanze, le Chiese locali hanno già messo in atto un sistema di interventi tramite 14.246 servizi sociali e sanitari in cui operano oltre 279 mila volontari laici». Tutto questo mentre nel nostro Paese sul totale della spesa farmaceutica, di 15 miliardi, il 38% è a carico delle famiglie: «In questi anni – sottolinea Giancarlo Rovati, coordinatore scientifico dell’Osservatorio donazione farmaco – è aumentata la povertà assoluta, ormai il 6,8% della popolazione pari a 4,8 milioni di persone, e con essa la povertà sanitaria. Aumentata anche la quantità dei farmaci donati, eppure le oltre 1500 organizzazioni no profit che partecipano a questa filiera segnalano una crescente gap tra il bisogno e la disponibilità dei farmaci da donare. Di qui, la necessità di un’alleanza virtuosa tra settore profit, no profit e istituzioni».

Del resto, negli ultimi sei anni, la povertà sanitaria in Italia è aumentata in media del 97% non riguardando più solo gli immigrati o chi è ai margini della società, ma anche la popolazione un tempo considerata non a rischio. In particolare, tra il 2007 ed il 2013, la Fondazione Banco farmaceutico onlus (www.bancofarmaceutico.org), che raccoglie medicinali da donatori (grazie alla Giornata nazionale di raccolta del farmaco ogni secondo sabato di febbraio) e da aziende per destinarli a oltre 1500 enti assistenziali convenzionati, ha incrementato questa raccolta del 241%. Nel 2013 i farmaci donati sono stati 1.162.859, per oltre 8 milioni di euro. Dal rapporto, inoltre, emerge che la povertà assoluta interessa ormai il 6,8% della popolazione, pari a 4,8 milioni di persone. Nelle famiglie povere si spendono in media 16,34 euro al mese per la sanità, rispetto ai 92,45 euro spesi in media dalle famiglie. All’interno di questa spesa, circa 12,50 euro sono dedicati all’acquisto di farmaci.

Giancarlo Rovati, coordinatore scientifico Osservatorio donazione farmaco

In aggiunta, l’incremento dei medicinali donati dal Banco farmaceutico tra il 2007 e il 2013, fa notare il Rapporto presentato ieri a Roma, è dovuto sia alla crescita delle donazioni durante la Giornata di raccolta del farmaco (+23%) sia al boom (+1345%) delle donazioni aziendali. Tuttavia, l’aumento della povertà ha allargato la forbice tra bisogno e capacità di risposta: «Se nel 2007 – si legge nel documento – la Giornata di raccolta del farmaco riusciva a coprire quasi il 55% delle richieste, nel 2013 tale copertura è scesa al 43,2%». Nel 2013, 24 aziende hanno effettuato 274 donazioni per oltre 812 mila confezioni: «Si tratta – precisano dal Banco Farmaceutico – di una propensione al dono crescente nel tempo, che potrebbe essere incentivata rimuovendo taluni vincoli normativi e burocratici che ancora rendono complesso il sistema delle donazioni».

Nel 2013 hanno aderito alla Giornata nazionale di raccolta 3.366 farmacie, in tutte le regioni a eccezione del Molise. Al Nord tasso di adesione del 28%, rispetto ad una media nazionale di 18,7%. Complessivamente nelle farmacie sono state raccolte oltre 350mila confezioni, donate quindi da cittadini privati, di cui quasi una su tre acquistata in Lombardia. Oltre 12mila i volontari coinvolti nella Giornata di raccolta. Le donazioni sono destinate a 1.506 organizzazioni caritative, diffuse soprattutto in Lombardia (22%), Emilia – Romagna (12,5%), Piemonte (11,4%) e Veneto (8,8%). Intanto, nell’ultimo anno, sono state aiutate dal Banco Farmaceutico quasi 680 mila persone, il 51% delle quali donne e il 57% italiani: «Negli ultimi due anni – si legge nel Rapporto del Banco, presentato questa mattina a Roma – la presenza di italiani è diventata maggioritaria, modificando un trend storico di prevalenza di utenti stranieri. Più di un assistito su tre è minore».

Forte la speranza che si concluda l’iter di approvazione del disegno di legge, attualmente all’esame del Senato, sulla donazione dei farmaci. Esistono vari riferimenti normativi in materia, fa sapere il Banco farmaceutico, e diverse regioni hanno varato leggi contro lo spreco di medicinali stabilendo regole per il loro riutilizzo ma si tratta, secondo il Banco, di interventi sporadici. Per i farmaci manca insomma una legge sul modello del Banco alimentare, necessaria a regolamentare la materia e a garantire piena sicurezza al recupero e alla donazione dei medicinali non utilizzati, che devono essere integri e non scaduti. È del 2011 la prima proposta compiuta firmata da Domenico Di Virgilio, ripresa nel 2013 da Maurizio Lupi. Un‘anticipazione dei dati del Rapporto è stata presentata lo scorso agosto in occasione della XXXIV edizione del Meeting di Rimini.

About Davide De Amicis (2944 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
Contact: Website