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“Sviluppate l’amore nella fraternità, trovando la pace”

E’ questa l’esortazione lanciata, sabato sera a Pianella, dall’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti ai mille fedeli protagonisti della Marcia per la Pace

L'arcivescovo Valentinetti con il sindaco di Pianella, Sandro Marinelli

«L’amore che si sviluppa nella fraternità e nella verità, può essere realmente il cammino per gustare e per cercare la pace in noi, intorno a noi e lontano da noi». Lo ha detto, sabato sera a Pianella, l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti avviando ufficialmente la nona edizione della Marcia diocesana per la Pace dal tema “Fraternità, fondamento e via per la Pace”, organizzata dalla Caritas diocesana, che ha visto la partecipazione di circa un migliaio di fedeli giunti, soprattutto da Pescara e Montesilvano oltre che dall’entroterra, presso il centro vestino che ha ospitato l’evento negli stessi giorni in cui accoglieva anche l’arcivescovo nella sua visita pastorale.

La partenza della marcia, illuminata dalle sole candele

I partecipanti, come da programma, si sono ritrovati puntualmente alle ore 18 in via Catania disponendosi in corteo, illuminato dalle candele e colorato da striscioni e bandiere, che ha attraversato via Aldo Moro, via Santa Lucia, via Villa De Felici, Corso Regina Margherita e via Roma, arrivando in piazza Garibadi: «Questa sera – introduce monsignor Valentinetti – siamo in tanti a ringraziare il cielo ed il Signore, che ci concede di vivere questo momento di fraternità pensando a chi, purtroppo, vive lontano dalla fede, a chi purtroppo vive le strade dell’odio e dell’incomprensione, a chi vive le strade della non fraternità, dell’egoismo e della cattiveria. Per loro preghiamo perché si convertano, e per noi chiediamo che il Signore ci conceda realmente di impegnarci per una fraternità che costruisce la pace».

Lo psicologo focolarino Ezio Aceti

La marcia, scandita dai canti suonati e interpretati dal coro della Pastorale Giovanile, ha così attraversato Pianella fermandosi solo per due soste nelle quali i passi hanno lasciato spazio alla riflessione, grazie al contributo offerto dapprima dallo psicologo focolarino Ezio Aceti: «Facciamo un patto tra di noi, questa sera – propone l’esperto -. Dimentichiamoci i torti che abbiamo subito, gli sbagli che abbiamo compiuto, facciamone un pacchetto e diamone a Dio. Sapete che succederà? Che Dio non resisterà e arriverà, trasformando tutte queste cose negative in positive, perché Lui ha un grande difetto: dimentica tutti gli sbagli e, in questo modo, riusciamo a vederci come persone nuove».

Giovanni ed altri giovani di Nomadelfia, condividono la propria esperienza

Successivamente, un altro esempio di fraternità è stato offerto da una delegazione di giovani arrivati da Nomadelfia, la comunità toscana fondata da don Zeno Saltini che ha abbandonato il futile per realizzare concretamente la Parola di Dio: «Papa Francesco – riflette Giovanni, un giovane ventisettenne di Nomadelfia -, nella lettera inviata per la Giornata mondiale per la Pace, ha sottolineato che la giustizia sociale è alla base della pace. Come possiamo pensare di essere in pace noi che stiamo bene, mentre altre persone stanno male? Come possiamo pensare di vivere la pace in questo mondo, nel quale ci sono delle nazioni che non riescono a sfamare i loro figli e a mandarli a scuola? Non ci possiamo dare la pace, la domenica a messa, pensando che ci sono dei nostri parrocchiani che non arrivano a fine mese. La vera pace, la realizziamo nel momento in cui costruiamo una vera giustizia sociale».

Ma la fraternità è anche quella dei nostri missionari pescaresi, Goffredo e Tiziana Leonardis, Maria Palma Di Battista e don Giovanni Cianciosi, inviati nella diocesi albanese di Sapa per animare ed evangelizzare i fedeli: «Vivere insieme – racconta Maria Palma – non è semplice, siamo tre persone diverse. Però, sappiamo che abbiamo una risorsa in più, l’amore di Cristo universale che ci rende fratelli tra noi, ma anche con i tanti giovani, adulti ed anziani che incontriamo quotidianamente, per dir loro che c’è qualcosa di più, c’è qualcuno di più che ci fa uno con gli altri e con Dio, Gesù Cristo».

Monsignor Valentinetti presiede la messa conclusiva

Giunto in piazza Garibaldi, il corteo si è radunato davanti all’altare esterno partecipando alla messa presieduta dall’arcivescovo Valentinetti e concelebrata da diversi sacerdoti diocesani: «Il regno di Dio – osserva il presule, pronunciando l’omelia – oggi non si è ancora realizzato pienamente, ma noi vogliamo esserne i costruttori realizzando un regno di amore, giustizia e pace. È l’augurio che faccio a tutti voi, perché il 2014 sia realmente per noi l’anno della pace ma che lo sia anche per tutte quelle nazioni, dove purtroppo regna ancora sovrana la legge della guerra. In particolare vogliamo ricordare la guerra in Siria e i continui fermenti di guerra in Palestina, nel Cono d’Africa dove si sta morendo sempre di più a causa delle guerre, degli omicidi e degli eccidi. Che sia realmente la buona volontà di tutti i potenti della Terra, a mettere fine alla guerra in atto e soprattutto a mettere fine alle costruzioni di armi convenzionali e straordinarie. La pace comincia da noi, il Signore ce la conceda».

I tanti giovani presenti alla Marcia per la Pace

Alla nona edizione della Marcia diocesana per la Pace, tra l’altro, spiccava la partecipazione di un’ampia delegazione giovanile ai quali l’evento, nel pomeriggio, ha dedicato uno spazio apposito nel quale hanno potuto riflettere, stimolati dalle considerazioni dello psicologo Ezio Aceti, comprendendo meglio il loro ruolo nella società come costruttori di pace nella fraternità: «Il seme della fraternità – sostiene lo psicologo esponente del movimento dei Focolari – è molto legato al seme della libertà. Così, aiutare i ragazzi a riconoscere la forza che si raccoglie dentro di loro quando sono liberi è importante come lo è, del resto, capire che la fraternità si basa sull’amore: se io divento una persona capace di amare, divento a mia volta una persona capace di costruire esperienze di fraternità».

Proprio quest’ultimo, dunque, è stato il messaggio lanciato dall’arcidiocesi di Pescara-Penne sabato a Pianella, per la gioia della cittadinanza che ha vissuto un’esperienza memorabile: «Siamo stati onorati – conclude Sandro Marinelli, sindaco di Pianella – di aver ospitato la Marcia della Pace in un clima gioioso, che speriamo possa essere contagioso per diffondere questo messaggio di pace e fraternità il più lontano possibile, raggiungendo il maggior numero di persone».

About Davide De Amicis (2964 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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