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“Quando una famiglia ricorre all’usura non è umano”

E’ questa la riflessione sul fenomeno dell’usura, posta ieri da Papa Francesco a margine dell’udienza generale del mercoledì

Papa Francesco

«Quando una famiglia non ha da mangiare e deve pagare il mutuo, ricorre all’usura: non è umano!». È stato un forte appello per debellare l’usura, quello lanciato ieri da Papa Francesco in occasione dei saluti ai fedeli di lingua italiana al termine dell’udienza generale del mercoledì santo. In particolare, tra i 25 mila presenti in piazza San Pietro sotto la pioggia, il Papa ha salutato le Fondazioni associate alla Consulta nazionale antiusura: «Auspico che le istituzioni – afferma il Santo Padre, rivolgendosi a loro – possano intensificare il loro impegno al fianco delle vittime dell’usura, drammatica piaga sociale che ferisce la dignità inviolabile della persona umana».

I fedeli riuniti in piazza San Pietro

Nella catechesi, nella terza udienza dedicata ai sacramenti, si è soffermato sulla Cresima o Confermazione: «Abbiamo la preoccupazione – chiede il Pontefice, a braccio – che i bambini e i ragazzi ricevano la Cresima?». Un sacramento, questo, da intendere in continuità con quello del Battesimo al quale è legato in modo inseparabile: «Questi due sacramenti – spiega Papa Bergoglio -, insieme con l’Eucaristia, formano un unico evento salvifico, l’iniziazione cristiana nel quale veniamo inseriti in Gesù Cristo morto e risorto e diventiamo nuove creature e membra della Chiesa. Ecco perché in origine questi tre sacramenti si celebravano in un unico momento, al termine del cammino catecumenale, normalmente nella veglia pasquale: così veniva suggellato il percorso di formazione e di graduale inserimento nella comunità cristiana che poteva durare anche alcuni anni».

È dunque importante avere cura che i ragazzi ricevano questo sacramento: «Abbiamo cura – osserva il Papa – che i bambini e i ragazzi siano battezzati, ma forse non abbiamo tanta cura che ricevano la Cresima. Così, restano a metà cammino e non ricevono lo Spirito Santo, che è tanto importante per la vita cristiana perché ci dà la forza di andare avanti. Occorre fare tutto il possibile per portare a compimento il cammino dell’iniziazione cristiana, per far sì che i ragazzi ricevano la forza dello Spirito Santo. È molto importante, così com’è importante fornire una buona formazione al sacramento della Cresima».

E proprio sull’azione dello Spirito Santo, che pervade tutta la persona e tutta la vita, e sui suoi sette doni Papa Francesco si è soffermato, instaurando un dialogo con i fedeli: «Non voglio dirvi se li ricordate – scherza il Santo Padre -, forse tutti li diranno, lo faccio io: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore di Dio. A questi doni – annuncia – intendo dedicare le catechesi che seguiranno quelle sui sacramenti. Quando accogliamo lo Spirito Santo – aggiunge il Pontefice – nel nostro cuore e lo lasciamo agire, Cristo stesso si rende presente in noi e prende forma nella nostra vita. E questo è importante: attraverso di noi, sarà Lui a pregare, a perdonare, a infondere speranza e consolazione, a servire i fratelli, a farsi vicino ai bisognosi e agli ultimi, a creare comunione, a seminare pace».

 

About Davide De Amicis (2772 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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