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“Dobbiamo essere gente che si mette in ascolto”

Questo l’obiettivo fissato da monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, annunciando una visita presso le Conferenze episcopali regionali

Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcpale italiana

«Alle Chiese in Italia direi ciò che dico alla mia diocesi di Cassano all’Jonio e cioè essere gente che si mette in ascolto, in ascolto di Dio e della storia: che significa ascolto delle persone e degli eventi perché l’azione pastorale più efficace non è quella che si basa soltanto su strategie, anzi se ci fissiamo con le strategie non andiamo molto lontano. Il problema invece è sviluppare dentro di noi proprio questa capacità di ascolto».

Lo ha dichiarato monsignor Nunzio Galantino, vescovo di Cassano all’Jonio e segretario generale ad interim della Conferenza episcopale, rispondendo a una domanda su cosa è importante per l’evangelizzazione in Italia, in un’intervista all’Avvenire di Calabria, settimanale delle diocesi di Reggio Calabria-Bova e Locri-Gerace, pubblicata oggi.

Papa Francesco

Riguardo poi alle visite presso le Conferenze episcopali regionali, iniziate in questo periodo proprio con quella calabrese, il vescovo ha spiegato che quello delle visite è un desiderio e soprattutto una preoccupazione che ha il Papa: «Egli – precisa monsignor Galantino – vuole mettersi veramente in ascolto dei singoli vescovi e delle Conferenze regionali, prese singolarmente, e ovviamente non potendo farlo lui personalmente ha chiesto a me di rendergli questo servizio. Le visito per conoscerle a nome del Santo Padre e far sentire la sua vicinanza e attenzione e per fare arrivare a lui le attese che ci sono nell’Episcopato italiano».

Intanto il neo segretario generale della Cei, si è voluto esprimere a proposito dei giovani che fanno fatica a mettere su famiglia e trovare lavoro: «Parlare di qualità della vita – sottolinea il presule – significa anche parlare di creazione di condizioni di vivibilità e di progettualità per i nostri giovani. Quello che manca ai nostri giovani oggi è la possibilità di progettare. E noi dobbiamo sostituire alla mania della raccomandazione la virtù della progettualità. Invece di formare a trovare chi è il più influente tra i politici o tra i preti, insegniamo ai ragazzi a fare progettualità serie e noi dobbiamo sostenere le progettualità e abolire, aborrire, del tutto le raccomandazioni. Più progettualità e per niente raccomandazioni».

About Davide De Amicis (2508 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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