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“I giovani credono ancora nella famiglia”

Lo stabilisce il Rapporto Giovani, elaborato dall’Istituto Toniolo, presentato in questi giorni al Convegno di Pastorale Giovanile che si conclude oggi a Genova

Nando Pagnoncelli, sondaggista e presidente Ipsos

«I giovani credono nella famiglia, sempre più importante per il ruolo di sostegno strumentale ed emotivo, ed è essa che consente di tenere alta la fiducia nella possibilità di realizzare, nonostante le difficoltà del predente, obiettivi importanti nel futuro». È il Rapporto Giovani dell’Istituto Toniolo, presentato in questi giorni al convegno di pastorale giovanile in corso a Genova (dal tema “Tra il porto e l’orizzonte”) dai sondaggisti Nando Pagnoncelli e Pierpaolo Triani, a sottolineare il legame tra i “millennials” (ovvero coloro che hanno compiuto la maggiore età nel terzo millennio) e la famiglia d’origine. Un’indagine, questa, che offre uno spaccato del mondo giovanile senza dimenticare che: «Proseguendo con il trend attuale – sottolinea Pagnoncelli, presidente dell’Ipsos -, nel 2050 gli ultra 65enni passano dal 20% attuale al 30% e gli over 80 dal 6 al 15%».

Il problema è che aspirazioni e realtà si scontrano nelle scelte di vita: i giovani vorrebbero avere da 2 a 4 figli, ma facendo i conti con la realtà dimezzano, da oltre il 30% al 15%, quanti ritengono che ne avranno 3 e aumentano le risposte a favore del figlio unico o addirittura per nessun figlio. Tra l’altro, se il ritratto del giovane italiano lo vede in casa con i genitori, è pur vero che tre su quattro (65,3% dei maschi, 61,8% tra le femmine) vi rientrano dopo un periodo d’autonomia: «Una parte rilevante di giovani – spiegano i due ricercatori – vuole una propria autonomia e costruire un proprio percorso di vita, ma molto spesso si trova costretta a fare retromarcia. In questi casi, sono proprio i genitori a riaccogliere i figli in casa quando il posto di lavoro viene meno o se esso non consente loro di mantenersi pur continuando a lavorare».

Pierpaolo Triani, sondaggista

Non va dimenticata, a tal proposito, la realtà dei giovani che non studiano e non lavorano – i cosiddetti Neet -, che sono oltre il 20% degli under 30 e risultano essere anche le persone più demotivate e disilluse rispetto al proprio futuro. Per quanto riguarda la fiducia, al primo posto vengono le figure parentali: «La mamma e, poi, il papà – illustra Nando Pagnoncelli – perché sanno ascoltare senza giudicare, come pure gli amici, segno che l’aspetto educativo è strettamene correlato all’aspetto relazionale».

Su politica e istituzioni, al contrario, la bocciatura è solenne, mentre per oltre il 70% dei giovani intervistati Papa Francesco è una persona di cui fidarsi: «I giovani – sintetizza Nando Pagnoncelli – sono camaleonti adattabili al dinamismo incalzante, disposti ad adattarsi con grande flessibilità ma senza rinunciare a sognare. Al tempo stesso vogliono una famiglia, un luogo di rifugio, almeno due figli; sono consapevoli che l’Italia stia andando in una direzione sbagliata, ma sono più ottimisti degli adulti».

About Davide De Amicis (2508 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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