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Messaggi choc per scoraggiare il fumatori

Saranno inseriti sui pacchetti di sigarette e tabacco, in base alla nuova normativa europea da recepire entro due anni, per cercare di scoraggiare i fumatori

Dal prossimo mese di maggio, gli Stati membri dell’Unione Europea avranno due anni di tempo per recepire le regole secondo cui i pacchetti di sigarette, di tabacco da pipa e altri prodotti simili dovranno essere uniformati, presentando sul 65% della superficie messaggio chiari e choccanti che scoraggino i fumatori.

L'europarlamentare inglese Linda McAvan

Così il Parlamento europeo, riportando 514 voti a favore, 66 contrari e 58 astensioni, in questi giorni ha dato il via libera alle nuove norme per scoraggiare il fumo, anche grazie alle sollecitazioni dell’eurodeputata britannica Linda McAvan: «Le nuove misure – osserva la parlamentare europea – sono un grande passo avanti per il controllo del tabacco e aiuteranno a prevenire che una nuova generazione di fumatori sia reclutata. Sappiamo che si tratta di ragazzi, non adulti, che iniziano a fumare: la stragrande maggioranza dei fumatori inizia prima del diciottesimo compleanno».

L’iter della normativa è stato lungo, complesso e sottoposto, come ha confermato la McAvan, a fortissime pressioni delle lobby del tabacco. Comunque, anche la Commissione europea ha accolto positivamente il voto dell’emiciclo, sostenendo addirittura che all’uso del tabacco siano da ascriversi annualmente, in Europa, 700 mila decessi evitabili provocati da malattie cardiovascolari, tumori e non solo: «Queste regole dovrebbero contribuire – sottolinea la Commissione europea – a dissuadere i giovani dal provare i prodotti del tabacco e divenirne in tal modo dipendenti».

Jose Manuel Barroso, presidente Commissione europea

La revisione della direttiva europea sui prodotti da fumo, risalente al 2001, dovrebbe determinare un calo del 2% del consumo di tabacco in un periodo di 5 anni. Ciò, a detta della Commissione europea, equivarrebbe grosso modo a 2,4 milioni di fumatori in meno. I costi umani ed economici (che ad esempio gravano sui sistemi sanitari nazionali e sulle imprese, per quanto attiene alle malattie connesse al fumo) legati a sigarette e cigarillos sono incalcolabili.

Ma, sempre secondo la Commissione europea, i governi e la società nel suo complesso beneficeranno del miglioramento della salute pubblica, che si concretizza in vite più lunghe e più sane: «La salute – ricorda la Commissione – è un valore a sé e una popolazione sana è un fattore essenziale per la crescita economica. La riduzione del consumo di tabacco determinata dalle nuove misure dovrebbe tradursi in un risparmio annuale sul piano dell’assistenza sanitaria pari a 506 milioni di euro». Normative specifiche sono fissate anche per gli aromatizzanti nelle sigarette (come il mentolo), che attirano particolarmente un pubblico giovanile e femminile, per le sigarette elettroniche e per il tabacco da fiuto.

About Davide De Amicis (2508 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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2 Comments on Messaggi choc per scoraggiare il fumatori

  1. Giovanni Antonio Nigro // 28 febbraio 2014 a 10:18 //

    Non tutti sanno che il regime nazista adottò politiche moderne contro il tabagismo e le sostanze inquinanti: rinvio in proposito al libro di R. N. Proctor, La guerra di Hitler al fumo. Ciò che la Germania fece per motivi razziali, lo fa ora l’UE per ragioni socio-sanitarie ed economiche… Un adulto responsabile non dovrebbe essere libero di fare ciò che vuole della sua vita?

  2. Giovanni Antonio Nigro // 27 febbraio 2014 a 18:32 //

    Per me è triste vedere che siamo solo numeri conteggiati rispettivamente fra profitti (per le multinazionali del tabacco) e perdite (in termini di costi per l’assistenza sanitaria e mancata produttività nazionale). Dov’è l’uomo in tutto questo? Prima ci imboniscono e poi ci terrorizzano?

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