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“Contro la miseria materiale, sostenere chi crea lavoro”

Si è espresso così ieri il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, nella prolusione del Consiglio episcopale permanente

Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana

«Se in tempi recenti forse vi era il rifiuto del “padre”, categoria che esprime ogni legame di riferimento e di valore, oggi la situazione sembra rovesciata: a tutti i livelli ed età pare che vi sia la ricerca del “padre”, cioè di punti di riferimento veri e credibili, che aiutino l’orientamento dentro ad nuova Babele».

Il Consiglio episcopale permanente della Cei

Con questo pensiero il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha affrontato il tema della Quaresima in rapporto alla miseria materiale, morale e spirituale, con il quale ieri ha introdotto la sua prolusione in occasione della riunione del Consiglio episcopale permanente Cei. Circa la miseria materiale, ha ricordato come ormai sono passati più di sei anni dall’inizio della grave crisi economica, che chiede un prezzo altissimo al lavoro e all’occupazione: «In modo speciale – osserva Bagnasco -, si riversa come una tempesta impietosa sui giovani che restano, come una moltitudine, fuori della porta del lavoro che dà dignità e futuro. Per questo auspichiamo che la politica riesca ad incentivare i consumi senza ritornare nella logica perversa del consumismo che divora il consumatore, anzi invitando a sostenere in modo incisivo chi crea lavoro e occupazione in Italia».

Non ha poi tralasciato di invitare il nuovo Governo ad incidere su sprechi e macchinosità istituzionali e burocratiche, ma soprattutto a mettere in movimento la crescita e lo sviluppo. Una crisi economica, questa, che ha provocato una povertà tutt’ora in rapido e preoccupante aumento, come dimostrato dai dati del Rapporto Caritas 2014 “False partenze”, di imminente presentazione, che il presidente della Cei ha citato ricordando gli sforzi delle 220 Caritas diocesane e degli 814 Centri di ascolto che si sono moltiplicati registrando un aumento impressionante di italiani che bussano alla porta, così come di gruppi sociali che fino ad oggi erano estranei al disagio sociale.

Quindi, ha parlato anche dei fondi diocesani di solidarietà aumentati dell’11%, e degli sportelli per aiutare la ricerca del lavoro o della casa, giunti a 216: «Si registrano – sottolinea il porporato – anche gravi e crescenti difficoltà derivanti purtroppo dalla rottura dei rapporti coniugali, sia a livello occupazionale che abitativo. Il 66,1 % dei separati dichiara di non riuscire a provvedere all’acquisto dei beni di prima necessità. Ma a questi dati di ordine materiale, vanno aggiunti anche altri di tipo relazionale tra padri e figli, con il 68% del campione intervistato che ha dichiarato come la separazione abbia inciso negativamente sul rapporto: «Come vescovi – ribadisce il cardinale Angelo Bagnascovogliamo incoraggiare il servizio delle nostre Caritas e dei Centri di ascolto, come di tutte le 25.000 parrocchie e delle molte aggregazioni. È uno spiegamento di persone e di risorse che umilmente affronta un’onda sempre più grande e minacciosa».

Parlando poi di miseria morale e spirituale, il cardinal Bagnasco ha ricordato come nel primo caso si divenga schiavi del vizio e del peccato, causa non infrequente di rovina economica, mentre nel secondo ci si allontana da Dio rifiutando il suo amore: «L’autosufficienza – riflette l’alto prelato – è la forma sostanziale di ogni peccato, in quanto i diversi peccati consistono nel porsi con alterigia davanti a Dio, anziché porsi con fiducia con Dio. Una forma particolare e attuale di questa alterigia è quella rappresentata dalla violenza accattivante delle ideologie – ha poi aggiunto, portando ad esempio il fatto che l’obiezione di coscienza è ormai sul banco europeo degli imputati -. Non è più un diritto dell’uomo? Perché accade che in Europa alcune serie “raccomandazioni” sono tranquillamente disattese, mentre altre – non senza ideologismo – vengono assunte come vincoli obbliganti? L’occidente non è più al centro del mondo anche per certi comportamenti ambigui e “ricattatori” verso i popoli poveri, quali finanziamenti in cambio di leggi immorali (in riferimento ai temi della vita, famiglia, contraccezione ecc.)».

Il cardinale ha quindi giudicato questa azione come politica come una corruzione dell’umanesimo: «Se l’occidente – ammonisce Bagnasco – vuole corrompere l’umanesimo, sarà l’umanesimo che si allontanerà dall’occidente e troverà altri lidi meno ideologici e più sensati». Concludendo così la prolusione, dopo aver notato come la famiglia sia non di rado rappresentata come un capro espiatorio, quasi l’origine dei mali del nostro tempo anziché il presidio universale di un’umanità migliore, il presidente della Cei ha richiamato i tre volumetti dal titolo “Educare alla diversità a scuola” che sono approdati nelle scuole italiane per “istillare” (questo il termine usato) nei bambini preconcetti contro la famiglia, la genitorialità, la fede religiosa, la differenza tra padre e madre: «Parole dolcissime – denuncia Bagnasco – che sembrano oggi non solo fuori corso, ma persino imbarazzanti, tanto che si tende a eliminarle anche dalle carte. Si tratta di una vera dittatura che vuole appiattire le diversità, omologare tutto fino a trattare l’identità di uomo e donna come pure astrazioni». Con questi presupposti, il presidente della Conferenza episcopale italiana si è chiesto, con amarezza, se si vuol fare della scuola dei campi di rieducazione, di indottrinamento, esortando i genitori a non lasciarsi intimidire avendo il diritto di reagire con determinazione e chiarezza.

About Davide De Amicis (2704 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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