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“Nessuno può presumere di non essere peccatore”

Lo ha ricordato Papa Francesco ieri pomeriggio, nella celebrazione che ha aperto “24 ore con il Signore”: i confessionali aperti ininterrottamente per un giorno a disposizione dei fedeli

«Nel periodo della Quaresima la Chiesa, a nome di Dio, rinnova l’appello alla conversione. È la chiamata a cambiare vita. Convertirsi non è questione di un momento o di un periodo dell’anno, è impegno che dura tutta la vita». Lo ha detto ieri pomeriggio Papa Francesco durante la celebrazione penitenziale, nella Basilica di San Pietro, che ha dato il via all’evento “24 ore per il Signore”, promosso dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova evangelizzazione, consistente dell’apertura ininterrotta di alcune parrocchie romane e non solo che fino a questa sera saranno a disposizione dei fedeli per pregare e confessarsi. Lo stesso Papa Francesco, prima di confessare sei fedeli, si è a sua volta confessato: «Chi tra di noi può presumere di non essere peccatore? Nessuno – sottolinea il Pontefice, evidenziando come la Parola di Dio che abbiamo ascoltato abbia introdotto due elementi essenziali della vita cristiana».

Papa Francesco

Il primo è rivestirci dell’uomo nuovo: «L’uomo nuovo, creato secondo Dio, nasce, – spiega il Santo Padre – nel Battesimo, dove si riceve la vita stessa di Dio, che ci rende suoi figli e ci incorpora a Cristo e alla sua Chiesa. Questa vita nuova permette di guardare alla realtà con occhi diversi, senza più essere distratti dalle cose che non contano e non possono durare a lungo. Per questo, siamo chiamati ad abbandonare i comportamenti del peccato e fissare lo sguardo sull’essenziale».

È questa, dunque, la differenza tra la vita deformata dal peccato e quella illuminata della grazia: «Dal cuore dell’uomo rinnovato secondo Dio – spiega il Papa – provengono i comportamenti buoni: parlare sempre con verità ed evitare ogni menzogna; non rubare, ma piuttosto condividere quanto si possiede con gli altri, specialmente con chi è nel bisogno; non cedere all’ira, al rancore e alla vendetta, ma essere miti, magnanimi e pronti al perdono; non cadere nella maldicenza che rovina la buona fama delle persone, ma guardare maggiormente al lato positivo di ognuno».

Il secondo elemento essenziale per una vita cristiana è, invece, il rimanere nell’amore: «L’amore di Gesù Cristo – osserva il Papa – dura per sempre, non avrà mai fine perché è la vita stessa di Dio. Questo amore vince il peccato e dona la forza di rialzarsi e ricominciare, perché con il perdono il cuore si rinnova e ringiovanisce. Il nostro Padre non si stanca mai di amare e i suoi occhi non si appesantiscono nel guardare la strada di casa, per vedere se il figlio che se n’è andato e si è perduto fa ritorno».

E questo Padre, a detta di Papa Bergoglio, non si stanca nemmeno di amare l’altro figlio che, pur rimanendo sempre in casa con lui, tuttavia non è partecipe della sua misericordia, della sua compassione: «Dio – ribadisce Papa Francesco – non solo è all’origine dell’amore, ma in Gesù Cristo ci chiama ad imitare il suo stesso modo di amare. Allora, nella misura in cui i cristiani vivono questo amore, diventano nel mondo discepoli credibili di Cristo. L’amore non può sopportare di rimanere rinchiuso in se stesso. Per sua stessa natura è aperto, si diffonde ed è fecondo, genera sempre nuovo amore».

Infine, il Papa ha rivolto un invito a chiunque in questa due giorni abbia riscoperto il sacramento della Riconciliazione: «Cari fratelli e sorelle, dopo questa celebrazione, – esorta il Pontefice – molti di voi si faranno missionari per proporre ad altri l’esperienza della riconciliazione con Dio. A quanti incontrerete, potrete comunicare la gioia di ricevere il perdono del Padre e di ritrovare l’amicizia piena con Lui. Chi sperimenta la misericordia divina, è spinto a farsi artefice di misericordia tra gli ultimi e i poveri. In questi “fratelli più piccoli” – conclude il Santo Padre – Gesù ci aspetta, andiamogli incontro! E celebreremo la Pasqua nella gioia di Dio!».

About Davide De Amicis (2555 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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