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“L’immagine di Dio è la coppia matrimoniale”

Lo ha affermato stamani Papa Francesco nell’udienza generale del mercoledì, chiudendo il ciclo di incontri sui sacramenti. Nel finale ha salutato un gruppo di aquilani, ricordando il terremoto

«L’immagine di Dio è la coppia matrimoniale. L’immagine di Dio con noi è lì, è rappresentata da quest’alleanza tra l’uomo e la donna». Lo ha affermato stamani Papa Francesco, nella consueta udienza generale del mercoledì chiudendo il ciclo di catechesi dedicate ai sacramenti, soffermandosi sul sacramento del matrimonio che ci conduce nel cuore del disegno di Dio, che è un disegno di alleanza, di comunione: «L’immagine di Dio è la coppia di sposi – esordisce il Papa, pronunciando la catechesi quasi interamente a braccio -. Non soltanto il maschio, non soltanto l’uomo, ma tutt’e due. All’inizio del libro della Genesi, il primo libro della Bibbia, a coronamento del racconto della creazione si dice: “Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò. Maschio e femmina li creòPer questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne. Siamo creati per amare, come riflesso di Dio e del suo amore: e nell’unione coniugale l’uomo e la donna realizzano questa vocazione, nel segno della reciprocità e della comunione di vita piena e definitiva».

I fedeli in piazza San Pietro

Il Santo Padre ha quindi paragonato il matrimonio ad un’icona dell’amore di Dio, spiegando che quando un uomo ed una donna celebrano il sacramento del matrimonio Dio, per così dire, si rispecchia in essi, imprime in loro i propri lineamenti ed il carattere indelebile del suo amore: «La Bibbia è forte, dice un’unica carne – ricorda il Pontefice -. Così intima è l’unione tra uomo e donna nel matrimonio, ed è proprio questo il mistero del matrimonio: l’amore di Dio si rispecchia nel matrimonio, nella coppia che decide di vivere insieme. Per questo l’uomo lascia la casa dei suoi genitori e va a vivere con sua moglie e si unisce tanto fortemente a lei che diventa una sola carne».

Successivamente, il Papa ha citato la lettera agli Efesini per far comprendere come il matrimonio risponda ad una vocazione specifica e deve essere considerato come una consacrazione: «Il matrimonio – ribadisce Papa Bergoglio – è una consacrazione, uomo e donna sono consacrati in questo amore. Gli sposi, in forza del sacramento, vengono investiti di una vera e propria missione, perché possano rendere visibile, a partire dalle cose semplici, ordinarie, l’amore con cui Cristo ama la sua Chiesa».

Quindi, sul finire dell’udienza generale, Papa Francesco ha ripetuto quelle che considera tre parole magiche, permesso, grazie, scusa, la preghiera che uno sposo ed una sposa dovrebbero rivolgersi vicendevolmente per fare la pace prima che finisca la giornata: «Il sacramento del matrimonio – precisa il Papa – si attua nella semplicità e anche nella fragilità della condizione umana. Sappiamo bene quante difficoltà e prove conosce la vita di due sposi, ma l’importante è mantenere vivo il legame con Dio, che è alla base del legame coniugale. Il vero legame è sempre col Signore: quando lo sposo prega per la posa e la sposa prega per lo sposo, il legame diviene forte. Ci sono tante difficoltà – sottolinea ancora il Santo Padre, tracciando un’analisi del vissuto coniugale -. Il lavoro, i soldi non bastano, i bambini hanno problemi e tante volte il marito e la moglie diventano un po’ nervosi e litigano tra loro».

Insomma, nel matrimonio si litiga sempre: «Alcune volte volano i piatti -ironizza Papa Francesco – ma non dobbiamo diventare tristi per questo. La condizione umana è così, ma il segreto è che l’amore è più forte del momento nel quale si litiga. Non finire la giornata nella quale avete litigato senza fare la pace, sempre, – il consiglio del Papa che ha usato anche toni scherzosi quando ha detto che per fare la pace non è necessario chiamare le Nazioni Unite -: è sufficiente un piccolo gesto, una carezza, e domani si ricomincia un’altra volta».

Questo, in sintesi, il segreto della riuscita di un matrimonio: «Portare avanti nel coraggio di volerlo vivere insieme. È una cosa bellissima – esorta il Pontefice – la vita matrimoniale e dobbiamo custodirla sempre». Infine, durante i saluti conclusivi, il Papa si è soffermato sulla delegazione aquilana dell’associazione “Jemo ‘Nanzi” in visita in prossimità del quinto anniversario dal terremoto che devastò L’Aquila il 6 aprile 2009: «A cinque anni dal terremoto che ha devastato la vostra città – saluta Papa Bergoglio – mi unisco alla preghiera per le numerose vittime e affido alla protezione della Madonna di Roio quanti ancora vivono nel disagio».

About Davide De Amicis (2769 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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