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“Accogliete il Signore, lasciatelo camminare con voi”

Lo ha affermato mercoledì sera l’arcivescovo di Pescara-Penne, monsignor Tommaso Valentinetti, pregando insieme ai separati, divorziati e riaccompagnati pescaresi

«Il mistero di un amore infranto, il mistero di un amore che non viene portato a compimento, il mistero di un amore che si ricostruisce, ma che sedimenta sempre la fatica dell’andare avanti. A chi vive queste esperienze, è mai possibile che il Signore venga in contro? È mai possibile che, finalmente, la comunità cristiana allunghi la mano tenendo forte quella di chi si sente solo ed in difficoltà e che, purtroppo, vive la triste esperienza del rifiuto? Ma il Signore vi dice “Sono io, non abbiate paura”».

Mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne

Lo ha affermato, con determinazione e spiccata sensibilità, l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti presiedendo, mercoledì sera presso la chiesa pescarese del Cristo Re, il primo di vari incontri di preghiera che nei prossimi mesi vedranno riunirsi separati, divorziati e riaccompagnati aderenti, e non, al percorso diocesano Samaria: l’itinerario biennale di supporto e condivisione di tali problematiche promosso e curato dall’ufficio diocesano di Pastorale Familiare.

Erano oltre un centinaio, dunque, i partecipanti alla veglia di preghiera i quali hanno cercato conforto e incoraggiamento nell’omelia dell’arcivescovo Valentinetti, che ha parlato lasciandosi ispirare dal brano del Vangelo di Giovanni nel quale i discepoli, paragonati ai separati, divorziati e riaccompagnati, devono attraversa il Mare di Galilea agitato a notte fonda per raggiungere Cafarnao: «E dopo aver remato tre o quattro miglia – spiega monsignor Valentinetti – videro Gesù camminare sulle acque. E la prima reazione fu di paura: è mai possibile che il Signore gli viene in contro? Prendetelo sulla vostra barca – invita il presule, rivolgendosi all’assemblea – perché il Signore non attende nient’altro che questo e lasciatelo camminare costantemente insieme a voi, dentro la vostra vita, dentro la vostra storia attraverso la preghiera, l’ascolto assiduo della Parola di Dio, attraverso la carità  che può essere il dono d’amore nei confronti dei più poveri e degli ultimi della Terra. Un dono che può essere espresso mediante le tantissime forme di aiuto e di condivisione, alle persone che hanno bisogno di noi perché si sentano veramente accolti dal Signore».

Ma anche e soprattutto accolte dalla Chiesa: «Da questa Chiesa – sottolinea l’arcivescovo di Pescara-Penne – che ha tanti pregi e tanti difetti. Che ha tanti peccati, come ci ricorda Papa Francesco, ma che sa essere anche una Chiesa che finalmente vuole aprirsi al mistero della misericordia: a quella follia d’amore, con la quale respirare liberi e contenti il mistero dell’amore di Dio, che ci rende partecipi immettendoci dentro il mistero della Trinità e in quell’amore che ci si può scambiare tra un uomo ed una donna che vivono l’esperienza dell’essere l’uno per l’altra, come esperienza di dono e di riconoscenza a Dio che, fin dall’eternità, vi ha chiamato ad essere una cosa sola. E, come disse il profeta Osea, vi farà riposare tranquilli e finalmente pacificati: introdotti e salvati nell’amore di Dio, finalmente degni di vivere una vita nuova ed una vita cristiana degna di questo nome».

Sono state parole di grande speranza, dunque, quelle affidate da monsignor Valentinetti ai tanti che vivono il dramma di una separazione, di un divorzio o di una nuova unione con un divorziato che, inevitabilmente, li ha marginalizzati dalla vita della propria comunità parrocchiale ed ecclesiale: «Mi chiamo Rita – testimonia una separata, all’inizio della veglia di preghiera – ho 50 anni e ho quattro figli di età compresa fra i 10 ed i 18 anni. Tre anni fa, proprio di questi tempi in Quaresima, il mio matrimonio è definitivamente naufragato. Ora sono single e separata, ma devo dire che in questo buio mi è venuto in contro il percorso Samaria: qui mi sono sentita riconosciuta nelle mie difficoltà ed accolta con amore. Nelle condivisioni delle nostre esperienze, con i miei compagni di viaggio, ho imparato che comunque sia andata e qualunque sia stato l’ordine dei fatti, in fondo, c’è una grande fragilità sotto ogni singola storia. Così, questa esperienza mi ha regalato un nuovo sguardo di misericordia con cui guardare alla mia storia».

don Cristiano Marcucci, direttore Pastorale familiare Pescara

Vicende difficili, che hanno segnato e segnano la vita di Rita e di tanti altri uomini e donne i quali cercano di ripartire dal percorso Samaria: «Attualmente – precisa don Cristiano Marcucci, direttore della Pastorale Familiare diocesana, nonché del Consultorio familiare Ucipem – abbiamo attivi circa 6-7 gruppi di separati e divorziati, single e riaccompagnati, guidati da una coppia, che spesso ha già vissuto la problematica, e da un presbitero». Tra l’altro, l’equipe diocesana che lavora al percorso, in queste settimane, è impegnata nell’aggiornamento e nella revisione completa del percorso, a tre anni dalla sua prima attivazione, in modo da essere sempre attuale con l’evolversi della società: «Del resto – conferma don Cristiano Marcucci – i dati che affluiscono al nostro consultorio, lasciano intravedere un futuro nel quale tematiche come la separazione, il divorzio, l’omosessualità e la transessualità saranno sempre più presenti e la Chiesa non potrà restare immobile». Per altre informazioni sul Percorso Samaria è possibile visitare il sito web: http://www.diocesipescara.it/uffici/famiglia/situazione-particolari .

About Davide De Amicis (2655 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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1 Comment on “Accogliete il Signore, lasciatelo camminare con voi”

  1. Il nostro Vescovo lo possiamo definire veramente un Pastore che ama il suo gregge senza trascurare nessuna delle sue pecore.

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