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“Davanti a Gesù, siamo Maria o Giuda?”

E’ stata questa la domanda pronunciata stamani da Papa Francesco, nel corso della Santa messa della Domenica delle Palme, per scuotere la coscienza di chiunque si definisca cristiano

«La Settimana Santa sia scandita da una domanda: sono come Giuda o Pilato, o come Maria, il Cireneo, le donne che rimasero con Gesù fino alla sua morte? A quale di queste persone io rassomiglio?». Con queste domande dirette Papa Francesco ha interrogato la coscienza degli oltre 60 mila fedeli che stamani hanno assistito, in piazza San Pietro, alla liturgia eucaristica della Domenica delle Palme. Dunque, attraverso il Vangelo della Passione di Cristo, nell’omelia il Pontefice ha ripercorso il profilo di tutti i personaggi che caratterizzarono le ultime ore della vita di Gesù: «Abbiamo sentito tanti nomi – osserva il Santo Padre, riferendosi ai personaggi che popolano le ultime ore della vita di Gesù -. Come quel “gruppo di dirigenti”sacerdoti, farisei, maestri della leggeche avevano deciso di ucciderlo. O come Giuda che lo vende per 30 monete. Sono io come Giuda? – si interroga e interroga il Papa -. O sono come i discepoli? I discepoli che non capivano niente, che si addormentavano mentre il Signore soffriva. La mia vita è addormentata? O sono come i discepoli, che non capivano cosa fosse tradire Gesù? Come quell’altro discepolo che voleva risolvere tutto con la spada: sono io come loro? Sono io come Giuda, che fa finta di amare e bacia il Maestro per consegnarlo, per tradirlo? Sono io, traditore? Sono io come quei dirigenti che di fretta fanno il tribunale e cercano falsi testimoni: sono io come loro?».

I fedeli in piazza San Pietro

Paragoni, quelli fatti da Papa Bergoglio tra i nostri comportamenti abituale e quelli adottati tra i personaggi biblici, che proseguono in tutti i luoghi nei quali fu decisa la crocifissione di Gesù. Perché dal Sinedrio al palazzo del governatore romano il tragitto della coscienza è breve: «Sono io come Pilato – si chiede e chiede nuovamente Papa Francesco – che quando vedo che la situazione è difficile, mi lavo le mani e non so assumere la mia responsabilità e lascio condannare o condanno io – le persone? O sono – insiste – come quelli del popolo si fanno beffe di Gesù? Sono io come quella folla che non sapeva bene se era in una riunione religiosa, in un giudizio o in un circo, e sceglie Barabba? Per loro è lo stesso: era più divertente, per umiliare Gesù. Sono io come i soldati che colpiscono il Signore, sputano addosso a Lui, lo insultano, si divertono con l’umiliazione del Signore?».

Ponendo questi interrogativi, il Papa ha suscitato la riflessione nei fedeli per poi rivolgersi al cuore di chiunque si dica cristiano: «Sono io come il Cireneo che tornava dal lavoro, affaticato, ma che ha avuto la buona volontà di aiutare il Signore a portare la croce? Sono io come quelle donne coraggiose, e come la mamma di Gesù, che erano lì, soffrivano in silenzio? Sono io come Giuseppe, il discepolo nascosto, che porta il corpo di Gesù con amore, per dargli sepoltura? Sono io come queste due Marie che rimangono alla porta del Sepolcro, piangendo, pregando?». Con il termine della celebrazione della Domenica delle Palme, è dunque iniziata la Settimana Santa e per trascorrerla nel migliore dei modi, basta una domanda: «Dove è il mio cuore? A quale di queste persone io mi assomiglio? Che questa domanda ci accompagni durante tutta la settimana».

About Davide De Amicis (2657 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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