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“Perché cercate tra i morti colui che è vivo?”

Intorno a questa domanda, pronunciata dall’Angelo riferita alle donne che cercavano Gesù nel sepolcro, ieri Papa Francesco ha incentrato la catechesi all’interno dell’udienza del mercoledì

«Perché cercate tra i morti colui che è vivo?». Su questa frase, pronunciata dall’Angelo riferita alle donne che cercavano Gesù nel sepolcro, ieri si è soffermata la catechesi dell’udienza generale che Papa Francesco ha dedicato al mistero della Resurrezione di Gesù. Un’udienza che, vista la pioggia incessante che cadeva su Roma, si è eccezionalmente svolta presso l’aula Paolo VI mentre in piazza San Pietro si erano comunque radunati decine di migliaia di fedeli: «Questa frase deve entrare nel cuore – esordisce il Papa, esortando i fedeli a ripeterla con lui per tre volte e poi a rispondere, ciascuno, a tale domanda in silenzio -: la ripetiamo insieme tre volte? Oggi, quando torniamo a casa, diciamolo in silenzio: perché nella vita cerco tra i morti colui che è vivo? Ci farà bene farlo».

L'aula Paolo VI in Vaticano

Questa stessa frase è poi tornata più volte durante la catechesi, con il Pontefice che ne ha tratto una lunga ed intensa meditazione: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? – ripete il Santo Padre – nella parte finale. Questa frase ci fa superare la tentazione di guardare indietro, a ciò che è stato ieri, e ci spinge avanti vero il futuro. Gesù non è nel sepolcro, è Risorto, è il vivente. Abbiamo bisogno di sentirci ripetere, e di ricordarci a vicenda, l’ammonimento dell’Angelo: “perché cercate tra i morti colui che è vivo? Ci aiuta a uscire dai nostri spazi tristi e ci apre orizzonti di gioia e di speranza, che rimuove la pietra dal sepolcro».

Dopo la morte e il sepolcro del Venerdì Santo, Papa Francesco ha ricordato avviene la Resurrezione perenne verso la quale ci spinge lo Spirito Santo, donandoci la piena libertà. Così, l’interrogativo “perché cercate tra i morti colui che è vivo”, oggi viene rivolto anche a noi: «Tu che ti chiudi in te stesso dopo un fallimento – osserva Papa Bergoglio -, tu che ti senti solo, tu che ti senti abbandonato dagli uomini e forse anche da Dio, tu che hai perso la speranza e ti senti imprigionato dai tuoi peccati. Di qui la necessità che ognuno di noi, in silenzio, risponda a questo interrogativo. Lui è vivo, è con noi! Non andate – ammonisce il Papa – da tanti sepolcri che oggi ti promettono qualcosa e poi non ti danno niente! Quante volte noi cerchiamo la vita tra le cose morte, tra cose che non possono dare vita, che oggi ci sono e domani non ci sono più, le cose che passano?”, ha chiesto il Papa ai fedeli: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?” Ne abbiamo bisogno quando ci chiudiamo in qualsiasi forma di egoismo o di autocompiacimento, o ci lasciamo sedurre dalle cose di questo mondo, quando riponiamo le nostre speranze nel denaro, nel successo. “Perché stai cercando lì?” – ha chiesto il Papa quasi rivolgendosi idealmente ad ogni singolo fedele -: Forse trovi l’allegria di un minuto, di un giorno, di una settimanaE poi?».

Le parole dell’Angelo, per il Papa, sono una pietra miliare nella storia, ma anche una pietra di inciampo, se non ci apriamo alla buona notizia, se pensiamo che dia più fastidio un Gesù morto invece che vivo. La Resurrezione di Gesù, ha detto il Papa, è gioia vera, profonda, basata sulla certezza che Cristo Risorto ormai non muore più, ma è vivo e operante nella Chiesa e nel mondo: «Non è facile essere aperti a Gesù, non è scontato essere aperti alla presenza del Risorto – afferma il Santo Padre – citando le diverse reazioni alla Resurrezione di Cristo: quella di Tommaso, di Maria di Magdala e dei discepoli di Emmaus -. Tommaso pone una condizione alla fede, chiede di toccare l’evidenza. Maria di Magdala piange, lo vede ma non lo riconosce, lo riconosce solo quando la chiama per nome. I discepoli di Emmaus, infine, sono depressi, in preda a sentimenti di sconfitta prima di giungere all’incontro con Gesù nella figura di quel viandante. Per fortuna, c’è Gesù a correggere la rotta. Lui ci sarà sempre per correggere la rotta, se noi abbiamo sbagliato».

About Davide De Amicis (2772 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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