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Minori dipendenti affettivi da smartphone

Il dato inquietante emerge dai dati del rapporto, cofinanziato dalla Commissione europea, “Net children Go Mobile”

Giovanna Mascheroni, ricercatrice di OssCom

«Una dipendenza affettiva dallo smartphone sembra emergere chiara dalle ultime analisi». Lo affermano nel loro ultimo report, presentato ieri, i ricercatori del progetto “Net children Go Mobile”, cofinanziato dal Safer Internet Programme della Commissione Europea: «Dal momento – spiega Giovanna Mascheroni, ricercatrice di OssCom, Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica di Milano e coordinatrice del progetto – che i legami importanti sono mantenuti nel corso della giornata attraverso una comunicazione continua con gli smartphone, è facile che si sviluppi un legame affettivo con lo strumento. Questo, fa sì che l’essere sconnessi sia un’esperienza negativa tanto quanto la sensazione di dover essere sempre connessi».

In base ai dati, il 79% dei ragazzi che hanno uno smartphone dice di sentirsi in dovere di essere sempre raggiungibile dagli amici e dalla famiglia, il 52% afferma di sentire spesso un forte bisogno di controllare il cellulare e il 43% si sente a disagio quando non lo può controllare perché non c’è campo o la batteria è scarica. Il progetto ha coinvolto sette Paesi europei (Danimarca, Italia, Regno Unito, Belgio, Irlanda e Portogallo), dove sono state fatte 3.500 interviste a ragazzi utenti di internet tra i 9 e i 16 anni.

About Davide De Amicis (2467 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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