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“Chiediamoci, chi sono davanti al Signore che soffre?”

E’ stata questa la provocazione lanciata ieri da Papa Francesco alla Chiesa, proseguendo la sua visita in Terra Santa, visitando la chiesa del Getsemani accanto all’Orto degli ulivi

Papa Francesco

«Al Getsemani, la sequela si fa difficile e incerta; c’è il sopravvento del dubbio, della stanchezza e del terrore. Nel succedersi incalzante della passione di Gesù, i discepoli assumeranno diversi atteggiamenti nei confronti del Maestro: di vicinanza, di allontanamento, di incertezza». Lo ha ricordato ieri pomeriggio Papa Francesco, nell’incontro con sacerdoti, religiosi, religiose e seminaristi nella chiesa del Getsemani accanto all’Orto degli Ulivi: «Farà bene a tutti noi – riconosce il Papa -, vescovi, sacerdoti, persone consacrate, seminaristi, in questo luogo, domandarci: chi sono io davanti al mio Signore che soffre?».

La Chiesa del Getsemani

Così anche nella Terra di Gesù, il Pontefice ha riproposto un esame di coscienza, come aveva fatto nella celebrazione della Domenica delle Palme e della Passione del Signore. Di qui una serie di domande se siamo tra quelli che, invitati da Gesù a vegliare con Lui, si addormentano o sono fuggiti per paura o come chi “ha tradito Gesù” per trenta denari o, come Pietro, lo ha rinnegato? Ma esistono anche esempi positivi: «Oppure, grazie a Dio, – osserva il Santo Padre – mi ritrovo tra coloro che sono stati fedeli sino alla fine, come la Vergine Maria e l’apostolo Giovanni? Mi riconosco in quelli che hanno imitato il loro Maestro e Signore fino al martirio, testimoniando quanto Egli fosse tutto per loro, la forza incomparabile della loro missione e l’orizzonte ultimo della loro vita? L’amicizia di Gesù nei nostri confronti, la sua fedeltà e la sua misericordia sono il dono inestimabile che ci incoraggia a proseguire con fiducia la nostra sequela di Lui, nonostante le nostre cadute, i nostri errori, anche i nostri tradimenti – riflette Papa Bergoglio -. Ma questa bontà del Signore non ci esime dalla vigilanza di fronte al tentatore, al peccato, al male e al tradimento che possono attraversare anche la vita sacerdotale e religiosa».

Proseguendo a braccio, ha poi ribadito: «Tutti noi siamo esposti al peccato, al male, al tradimento. Anche se avvertiamo la sproporzione tra la grandezza della chiamata di Gesù e la nostra piccolezza, tra la sublimità della missione e la nostra fragilità umana, il Signore, nella sua grande bontà e nella sua infinita misericordia, ci prende sempre per mano, perché non affoghiamo nel mare dello sgomento. Egli è sempre al nostro fianco, non ci lascia mai soli». Dunque, è emerso l’invito a non lasciarci vincere dalla paura e dallo sconforto, andando invece avanti con coraggio e fiducia nel nostro cammino e nella nostra missione: «Voi, cari fratelli e sorelle, – precisa Papa Francesco – siete chiamati a seguire il Signore con gioia in questa Terra benedetta! È un dono e anche una responsabilità. La vostra presenza qui è molto importanteTutta la Chiesa vi è grata e vi sostiene con la preghiera».

Nuovamente a braccio, il Papa ha inoltre affermato: «Da questo luogo, luogo santo, – aggiunge il Pontefice – desidero inoltre rivolgere un affettuoso saluto a tutti i cristiani di Gerusalemme. Vorrei assicurare che li ricordo con affetto e che prego per loro, ben conoscendo le difficoltà della loro vita nella città». Il Papa ha quindi esortato tutti ad essere testimoni coraggiosi della Passione del Signore, ma anche della Sua Risurrezione con gioia e nella speranza. Infine, l’invito a imitare la Vergine Maria e san Giovanni: «Stiamo accanto alle tante croci – conclude il Santo Padre – dove Gesù è ancora crocifisso. Questa è la strada nella quale il nostro Redentore ci chiama a seguirlo. Non ce n’è un’altra, è questa».

About Davide De Amicis (2488 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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