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“Mai più, Signore, mai più!”

Così ieri Papa Francesco, visitando lo Yad Vashem a Gerusalemme, ha supplicato il Signore affinché non si ripetano le atrocità dell’olocausto

«Adamo, dove sei? Dove sei, uomo? Dove sei finito? In questo luogo, memoriale della Shoah, sentiamo risuonare questa domanda di Dio: “Adamo, dove sei?”». Così si espresso Papa Francesco, in occasione della visita compiuta ieri mattina al memoriale di Yad Vashem a Gerusalemme, il monumento in memoria delle vittime ebree dell’olocausto: «Nella domanda – sottolinea il Papa -, c’è tutto il dolore del Padre che ha perso il figlio».

L'arrivo di Papa Francesco nello Yad Vashem

Il Santo padre, arrivando, aveva dapprima salutato alcuni superstiti, baciando loro la mano: «Il Padre – riflette il Pontefice – conosceva il rischio della libertà. Sapeva che il figlio avrebbe potuto perdersiMa forse nemmeno il Padre poteva immaginare una tale caduta, un tale abisso! Quel grido: “Dove sei?”, qui, di fronte alla tragedia incommensurabile dell’Olocausto, risuona come una voce che si perde in un abisso senza fondo».

Il Papa ha quindi ancora ha chiesto: «Uomo, chi sei? Non ti riconosco più. Chi sei, uomo? Chi sei diventato? Di quale orrore sei stato capace? Che cosa ti ha fatto cadere così in basso? Non è la polvere del suolo, da cui sei tratto. La polvere del suolo è cosa buona, opera delle mie mani. Non è l’alito di vita che ho soffiato nelle tue narici. Quel soffio viene da me, è cosa molto buona. No, questo abisso non può essere solo opera tua, delle tue mani, del tuo cuore… Chi ti ha corrotto? Chi ti ha sfigurato? Chi ti ha contagiato la presunzione di impadronirti del bene e del male? Chi ti ha convinto che eri dio?».

Papa Francesco incontra alcuni superstiti alla Shoah

L’uomo, si è dunque macchiato di gravi crimini: «Non solo hai torturato e ucciso i tuoi fratelli – esclama Papa Bergoglio -, ma li hai offerti in sacrificio a te stesso, perché ti sei eretto a dio. Oggi torniamo ad ascoltare qui la voce di Dio: “Adamo, dove sei?”». Di fronte agli orrori, a detta del Papa, dal suolo si leva un gemito sommesso: «Pietà di noi, Signore! – ripete Papa Francesco -. A te, Signore nostro Dio, la giustizia, a noi il disonore sul volto, la vergogna. Ci è venuto addosso un male quale mai era avvenuto sotto la volta del cielo. Ora, Signore, ascolta la nostra preghiera, ascolta la nostra supplica, salvaci per la tua misericordia. Salvaci da questa mostruosità. Signore onnipotente, un’anima nell’angoscia grida verso di te. Ascolta, Signore, abbi pietà!».

Quindi la supplica: «Abbiamo peccato contro di te – afferma il Santo Padre -. Tu regni per sempre. Ricordati di noi nella tua misericordia. Dacci la grazia di vergognarci di ciò che, come uomini, siamo stati capaci di fare, di vergognarci di questa massima idolatria, di aver disprezzato e distrutto la nostra carne, quella che tu impastasti dal fango, quella che tu vivificasti col tuo alito di vita. Mai più, Signore, mai più!». E, allora, davanti alla domanda di Dio: “Adamo, dove sei?”, la risposta è piena di fiducia nella misericordia di Dio: «Eccoci, Signore, con la vergogna di ciò che l’uomo – conclude il Pontefice -, creato a tua immagine e somiglianza, è stato capace di fare. Ricordati di noi nella tua misericordia».

About Davide De Amicis (2487 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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