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“Corrotti e fabbricanti di armi renderanno conto a Dio”

Lo ha sottolineato stamani con forza Papa Francesco, pronunciando la catechesi all’interno dell’udienza generale dedicata all’ultimo dono dello Spirito Santo: il timore di Dio

Papa Francesco

«Non mettiamo la speranza nei soldi, nell’orgoglio, nel potere, nella vanità. Penso per esempio alle persone che hanno responsabilità sugli altri e si lasciano corrompere, penso a coloro che vivono della tratta di persone e del lavoro schiavo, penso a coloro che fabbricano armi per fomentare le guerre. Quanti fabbricanti di armi ci sono tra voi? Nessuno! Questi sono mercanti di morte! Che il timore di Dio, faccia loro comprendere che un giorno tutto finisce e che dovranno rendere conto a Dio».

I fedeli in piazza San Pietro

Lo ha affermato stamani Papa Francesco, pronunciando la catechesi all’interno dell’udienza generale del mercoledì quest’oggi dedicata all’ultimo dei doni dello Spirito Santo, il timore di Dio, in una piazza San Pietro gremita da 35 mila fedeli: «Questo dono – spiega il Papa, parlando a braccio – ci fa sentire come bambini nelle braccia del nostro Padre. Timore di Dio non significa avere paura di Dio. Sappiamo bene che Dio Padre ci ama e vuole la nostra salvezza, e sempre perdona, per cui non c’è motivo di avere paura di Lui. Il timore di Dio, invece, ci ricorda quanto siamo piccoli di fronte a Dio e al suo amore e che il nostro bene sta nell’abbandonarci con umiltà, rispetto e fiducia nelle sue mani. Abbandonarci al nostro Padre, che ci vuole tanto bene: questo è ciò che ci permette il timore di Dio, dono che ci infonde consolazione e pace, e ci porta a sentirci così come siamo, cioè piccoli, con quell’atteggiamento di chi ripone tutte le sue preoccupazioni e le sue attese in Dio e si sente avvolto e sostenuto dal suo calore e dalla sua protezione, proprio come un bambino con il suo papà».

Inoltre, a detta del Santo Padre, il timore di Dio non fa di noi dei cristiani timidi, remissivi, ma genera in noi coraggio e forza, in quanto questo dono fa di noi dei cristiani convinti, entusiasti, che non restano sottomessi al Signore per paura, ma perché sono commossi e conquistati dal suo amore: «Quando siamo pervasi dal timore di Dio – sottolinea il Pontefice – siamo portati a seguire il Signore con umiltà, docilità ed obbedienza. Questo, però, non con atteggiamento rassegnato e passivo, ma con lo stupore e la gioia di un figlio che si riconosce servito e amato dal Padre. Lasciarsi conquistare dall’amore di un papà».

È stato questo l’invito rivolto ai fedeli da Papa Bergoglio, da realizzare assumendo tre atteggiamenti: «Docilità, riconoscenza e lode – precisa Papa Francesco -, che ricolmano il nostro cuore di speranza. Tante volte, non riusciamo a cogliere il disegno di Dio, e ci accorgiamo che non siamo capaci di assicurarci da noi stessi la felicità e la vita eterna. È proprio nell’esperienza dei nostri limiti e della nostra povertà, però, che lo Spirito ci conforta e ci fa percepire come l’unica cosa importante sia lasciarci condurre da Gesù fra le braccia del Padre. Il timore di Dio, dunque, ci fa prendere coscienza che tutto viene dalla grazia e che la nostra vera forza, sta unicamente nel seguire il Signore Gesù e nel lasciare che il Padre possa riversare su di noi la sua bontà e la sua misericordia».

Al termine dell’udienza, infine, il Papa ha rivolto un appello contro lo sfruttamento del lavoro minorile alla vigilia della Giornata mondiale contro lo sfruttamento minorile, che ricorrerà domani: «Decine di milioni di bambini – denuncia il Santo Padre, ripetendolo due volte – sono costretti a lavorare in condizioni degradanti, esposti a forme di schiavitù e di sfruttamenti, come anche ad abusi, maltrattamenti e discriminazioni. Auspico vivamente che la comunità internazionale possa estendere la protezione sociale dei minori per debellare questa piaga. Rinnoviamo tutti il nostro impegno, in particolare le famiglie, per garantire ad ogni bambino e bambina la salvaguardia della sua dignità e la possibilità di una crescita sana. Una fanciullezza serena, permette ai bambini di guardare con fiducia alla vita e al futuro».

About Davide De Amicis (2489 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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