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Lo spread digitale ci costa 10 milioni di euro al giorno

Lo ha calcolato il Censis, in uno studio pubblicato all’interno del settimo numero di “Diario della transizione”

Quasi 10 milioni al giorno. È questo il valore in euro dello “spread digitale”, calcolato dal Censis, che attualmente penalizza l’Italia nella competizione internazionale, il peso che la nostra economia deve sopportare a causa del non allineamento dell’Italia ai migliori standard europei.

Giuseppe De Rita, presidente Censis

Il dato è presente nel settimo numero del “Diario della transizione”, che ha l’obiettivo di cogliere e descrivere i principali temi in agenda in un difficile anno di passaggio attraverso una serie di note di approfondimento diffuse nella primavera-estate del 2014: «È ancora basso – spiega il Censis – il grado di confidenza degli italiani con le nuove tecnologie digitali. Le persone con età compresa tra 16 e 74 anni che utilizzano internet sono il 58% del totale, contro il 90% del Regno Unito, l’84% della Germania e l’82% della Francia (la media europea è del 75%). Di questi, solo il 34% interagisce via web con le amministrazioni pubbliche, contro il 72% della Francia, il 57% della Germania e il 45% del Regno Unito (la media europea è del 54%). Ed è ancora forte il ritardo del nostro Paese sul fronte degli investimenti in reti di nuova generazione».

Sul fronte del commercio on line, infatti, le imprese attive nel commercio elettronico in Italia sono complessivamente il 5% del totale, contro il 22% della Germania, il 19% del Regno Unito e l’11% della Francia, mentre la media europea è del 14%. Inoltre, le imprese italiane con almeno 10 addetti che hanno un sito web attraverso il quale ricevere ordinazioni o prenotazioni online sono l’11,7% del totale, con un valore delle vendite realizzate via web pari solo al 2,1% del valore totale delle vendite.

Un altro discorso riguarda poi il cronico ritardo del nostro Paese nella diffusione di mezzi evoluti di pagamento: «Le transazioni – rileva l’istituto di statistica – con carte di pagamento (escluse le carte di moneta elettronica) sono solo 28 per carta all’anno, contro le 167 del Regno Unito, le 129 della Francia e le 30 della Germania». In Italia il denaro contante è utilizzato ancora nell’82,7% delle transazioni, contro una media europea del 66,6%: «Infine – conclude Censis – il nostro Paese è al penultimo posto in Europa per uso dei servizi online della pubblica amministrazione. Degli oltre 500 milioni di messaggi e-mail dei ministeri, solo il 27% è in uscita: segno di una scarsa interattività con l’esterno, mentre la firma digitale, seppure in crescita rispetto all’inizio del 2012 (ha raggiunto a maggio 2014 la quota di 5,3 milioni di certificati attivi), appare come uno strumento ancora sconosciuto nella cultura collettiva».

About Davide De Amicis (2488 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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