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Discarica di Bussi: “Necessaria una bonifica integrale”

E’ l’accorata richiesta espressa dai vescovi e gli arcivescovi della Conferenza episcopale abruzzese e molisana, in una lettera firmata dal presidente monsignor Tommaso Valentinetti

«L’inquinamento in Val Pescara ha provocato gravi danni all’ambiente e a molte persone e continuerà a provocarne se non si pone riparo con una bonifica integrale, che risani l’ambiente». Lo hanno scritto in una lettera, diffusa quest’oggi, i vescovi e gli arcivescovi della Conferenza episcopale abruzzese e molisana che, a sei anni dall’ultimo documento episcopale intitolato “Una nuova sobrietà per abitare la terra”, tornano a parlare di ambiente e difesa del creato in riferimento alla mega discarica di Bussi sul Tirino e, più in generale, alla circostante area della Val Pescara: «È a tutti nota – esordiscono i presuli, nella lettera firmata dal presidente della Ceam ed arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti la situazione dell’area industriale di Bussi sul Tirino in provincia di Pescara e la contaminazione delle matrici ambientali nei pressi degli impianti e nelle aree limitrofe, tanto da essere definita la più grande discarica di rifiuti chimici di tutta Europa».

Mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne e presidente Ceam

Una catastrofe ambientale, quest’ultima, in corso da decenni e scoperta solo nel 2007 destando immediatamente l’attenzione e la preoccupazione dei vescovi d’Abruzzo e Molise: «Come Pastori della Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana – scrivono, citando il documento Una nuova sobrietà per abitare la terra -, per amore alla nostra gente e alle future generazioni, non possiamo restare indifferenti rispetto ai problemi che riguardano strettamente la parte di terra che ci è stata affidata: “Davvero il pianeta è casa che ci è stata donata, perché l’ abitiamo responsabilmente, custodendone la visibilità anche per le prossime generazioni”».

Inoltre, nella lettera, viene citato anche l’intervento di Papa Francesco avvenuto nella catechesi del 21 maggio scorso, quando il Pontefice ha sottolineato la necessità di custodire il creato: «Dobbiamo custodire il creato – osserva il Papa – perché è un dono che il Signore ci ha dato, è il regalo di Dio a noi; noi siamo custodi del creato. Quando noi sfruttiamo il creato, distruggiamo il segno dell’amore di Dio. Distruggere il creato è dire a Dio: “Non mi piace”… E questo non è buono: ecco il peccato… Dio perdona sempre, noi uomini perdoniamo alcune volte, ma il creato non perdona mai e se tu non lo custodisci lui ti distruggerà».

Parole chiare e profonde, queste, che richiamano la responsabilità morale di tutti: «In particolare – concludono vescovi ed arcivescovi della Ceam – chi ha inquinato ed è tenuto a riparare, ecco perché facendoci portavoce delle popolazioni che continuamente si rivolgono a noi, chiediamo che il male fatto, in modo particolare quello della Val Pescara, venga riparato. Dove è stata accumulata la ferita dell’inquinamento, ci sia la riparazione con una bonifica integrale. Questa sarà il segno che è dovuto come giustizia e apertura di speranza».

Foto copertina: www.meteoweb.eu

About Davide De Amicis (2421 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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