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Gli italiani? “Una popolazione che invecchia”

Lo ha confermato ieri l’Istat pubblicando, a nove anni dall’ultima edizione, l’indagine “Tutela della salute e accesso alle cure – Anno 2013”. Aumentano i pazienti affetti da malattie croniche

È sempre più una popolazione che invecchia quella italiana, fotografata dall’Istat in base ai risultati dell’indagine “Tutela della salute e accesso alle cure – Anno 2013”, pubblicata ieri in occasione del convegno tenuto a Roma, al ministero della Salute, organizzato da Istat, Regione Piemonte e ministero stesso.

Antonio Golini, presidente Istat

L’Italia, dunque, è un Paese in cui le patologie croniche sono sempre più diffuse e nel quale, rispetto al 2005, anno della precedente indagine, diminuiscono malattie respiratorie croniche e artrosi, perché la popolazione che invecchia proviene da esperienze di vita più “sane” e curate sotto diversi profili, mentre aumentano i tumori maligni, Alzheimer e demenze senili.

I risultati dell’Indagine 2013, effettuata su un campione di 120 mila persone, costituiscono un contributo per comprendere, dopo sette anni rispetto all’indagine precedente, e in un periodo di congiuntura economica sfavorevole, se sono peggiorate o migliorate le condizioni di salute, se si sono modificate le modalità di accesso ai servizi sanitari, quali i comportamenti di tutela della salute e quali le differenze a livello regionali o socio-economiche. Rispetto al 2005, a parità di età aumentano i tumori maligni (+60%), le malattie della tiroide (+52%), l’Alzheimer e le demenze senili (+50%), l’emicrania ricorrente (+39%), l’allergia (+29%) e l’osteoporosi (+26%), mentre diminuiscono le prevalenze di bronchite cronica/enfisema (-24%) e dell’artrosi/artrite (-18%).

Queste variazioni riflettono l’impatto di molti fattori, tra cui i progressi della medicina e il miglioramento delle capacità diagnostiche, la migliore consapevolezza e informazione dell’intervistato sulle principali patologie rispetto al passato, i cambiamenti epidemiologici in atto in una popolazione che invecchia e progredisce in termini di istruzione. Con riferimento alla presenza di patologie croniche gravi, nel 2013 il 14,7% della popolazione dichiarava di essere affetto da almeno una malattia cronica grave (diabete, infarto del miocardio, angina pectoris, altre malattie del cuore, ictus…).

Tale quota è in aumento solo per effetto dell’invecchiamento della popolazione. Rispetto al 2005, facendo riferimento allo stesso insieme di patologie, aumenta invece di quasi un punto percentuale, anche tenendo sotto controllo l’effetto dell’età, la percentuale di quanti riferiscono di avere almeno tre patologie croniche, indipendentemente dalla gravità (13,6%). La ricerca Istat, diffusa ieri, sottolinea altri elementi nel campo della salute degli italiani: ad esempio la depressione risulta il problema più diffuso e più “sensibile” alla crisi economica, mentre invece sono in lieve calo le persone con limitazioni funzionali, pur essendo oltre un milione fra gli ultraottantenni.

Le difficoltà nella sfera della comunicazione (nel vedere, sentire o parlare) coinvolgono, infine, circa 900 mila persone di 6 anni e più. La situazione di maggiore riduzione dell’autonomia riguarda il 2,5% della popolazione (1,4 milioni di persone) che riferisce di essere costretta a stare a letto, su una sedia o rimanere nella propria abitazione per impedimenti di tipo fisico o psichico. Il maggior numero di soggetti con limitazioni funzionali risiede nel Mezzogiorno. Istat, tra l’altro, ha reso noto che oltre una famiglia su 10 ha almeno un componente con limitazioni funzionali e oltre il 70% delle famiglie non ha alcuna assistenza domiciliare.

About Davide De Amicis (2488 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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