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“La mafia è la negazione del Vangelo”

Così il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, ha definito il fenomeno mafioso partecipando alla riunione della Conferenza episcopale calabrese

Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcpale italiana

«La Chiesa non è la magistratura, non è la polizia. E la magistratura non è la Chiesa. Abbiamo criteri diversi con cui aggredire le realtà mafiose, nel rispetto delle competenze di ciascuno. Al prete, al vescovo, non compete dichiarare chi è mafioso e chi non lo è. Questo spetta alla magistratura».

La contestata processione della S.S. Maria Annunziata ad Oppido Mamertina

Lo ha detto monsignor Nunzio Galantino, vescovo di Cassano all’Jonio e segretario generale della Cei, nell’intervista a Tv2000 rilasciata a conclusione della riunione della Conferenza episcopale calabra che si è tenuta nel santuario di Paola, in provincia di Cosenza, venerdì. Commentando le recenti vicende di Oppido Mamertina, dove alcuni giorni fa i fedeli che portavano in processione la statua della Vergine Maria hanno permesso che la statua facesse un segno di riverenza nei pressi dell’abitazione di un esponente mafioso, il segretario della Cei ha sottolineato la necessità di fare chiarezza sulle competenze coinvolte nella gestione del fenomeno mafioso: «Il prete e il vescovo, come tutta la comunità cristiana, – puntualizza il presule – dicono ovviamente con chiarezza chi è contro il Vangelo e contro i valori del Vangelo. La mafia va aggredita da tutte le parti, ognuno mantenendo le proprie competenze, ma con un impegno chiaro, leale, di collaborazione e anche di decisione degli interventi».

Il vescovo di Cassano allo Jonio, ha poi ribadito che dinanzi a fenomeni così complessi abbiamo bisogno tutti quanti di ritrovarci, di riflettere, di verificare e che, da parte dei vescovi calabresi, c’è una presa di distanza senza equivoci, come chiesto Papa Francesco: «Tutti – sottolinea monsignor Galantino – devono sapere che non c’è nessuna possibilità di commistione tra religione e malaffare. La ndrangheta è affari sporchi».

In seguito, ai microfoni di Tv2000 Galantino ha spiegato che quello della pietà e della religiosità popolare è un fenomeno molto complesso, ma un dato è certo: «Se per caso, o di fatto, – avverte il segretario generale della Conferenza episcopale italiana – qualche malavitoso si accosta al santo, semmai paga anche i fuochi artificiali o le luminarie, deve sapere che quel gesto non lo riscatta dal suo essere fuori dalla Chiesa, non lo riscatta dal suo essere assolutamente non in linea con il Vangelo. Non è l’offerta che ci fa santi, non è il pagare le spese o portare sulle proprie spalle la statua del santo che ci riscatta dalla malavita che noi viviamo. È altro: è il pentimento, la conversione e la voglia di far sapere pubblicamente che noi prendiamo le distanze da una vita vissuta male».

About Davide De Amicis (2486 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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