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“Davanti a Dio siamo tutti peccatori e bisognosi di perdono”

Lo ha ricordato quest'oggi Papa Francesco, celebrando l'Angelus domenicale in piazza San Pietro

Lo ha ricordato quest’oggi Papa Francesco, celebrando l’Angelus domenicale in piazza San Pietro

Papa Francesco ieri, durante l'Angelus

È sul tema della correzione fraterna, presentato dal Vangelo odierno, che Papa Francesco ha incentrato il consueto Angelus domenicale: «Gesù – ricorda il Santo Padre – suggerisce un progressivo intervento quando devo correggere un fratello cristiano che fa una cosa non buona».

Ed i passaggi di questo itinerario, indicano lo sforzo che il Signore chiede alla sua comunità per accompagnare chi sbaglia, affinché non si perda: «Occorre anzitutto – spiega il Pontefice – evitare il clamore della cronaca e il pettegolezzo della comunità – questa è la prima cosa, evitare questo. “Va’ e ammoniscilo fra te e lui solo – puntualizza citando il verso 15 del Vangelo”. L’atteggiamento è di delicatezza, prudenza, umiltà, attenzione nei confronti di chi ha commesso una colpa, evitando che le parole possano ferire e uccidere il fratello. Perché, voi sapete, anche le parole uccidono! Quando io sparlo, quando io faccio una critica ingiusta, quando io spello un fratello con la mia lingua, questo è uccidere la fama dell’altro! Anche le parole uccidono. Nello stesso tempo, questa discrezione di parlargli da solo ha lo scopo di non mortificare inutilmente il peccatore».

Dunque lo scopo della correzione fraterna, secondo il Papa – è quello di aiutare la persona a rendersi conto di ciò che ha fatto e che con la sua colpa ha offeso non solo uno, ma tutti: «Ma anche – aggiunge Papa Bergoglio – di aiutare noi a liberarci dall’ira o dal risentimento, che fanno solo male: quell’amarezza del cuore che porta l’ira e il risentimento e che ci portano ad insultare e ad aggredire. È molto brutto vedere uscire dalla bocca di un cristiano un insulto o una aggressione. È brutto. Capito? Niente insulto! Insultare non è cristiano. Capito? Insultare non è cristiano. In realtà, davanti a Dio siamo tutti peccatori e bisognosi di perdono. Tutti! Gesù infatti ci ha detto di non giudicare».

La correzione fraterna è quindi da considerare un aspetto dell’amore e della comunione che devono regnare nella comunità cristiana, è un servizio reciproco che possiamo e dobbiamo renderci gli uni gli altri: «Ma – avverte Papa Francesco – correggere il fratello è un servizio ed è possibile ed efficace solo se ciascuno si riconosce peccatore e bisognoso del perdono del Signore». Il Pontefice ha poi evidenziato che la stessa coscienza che ci fa riconoscere lo sbaglio altrui, prima ancora ci ricorda che noi stessi abbiamo sbagliato e sbagliamo spesso.

Per questo, all’inizio della Messa, siamo invitati a riconoscere davanti al Signore di essere peccatori: «Tra le condizioni – ribadisce il Santo Padre – che accomunano i partecipanti alla celebrazione eucaristica, due sono fondamentali, due condizioni per andare bene a Messa: tutti siamo peccatori e a tutti Dio dona la sua misericordia. Dobbiamo sempre ricordare questo prima di andare dal fratello per la correzione fraterna». Il Pontefice ha inoltre levato un forte appello per la pace in Ucraina e nel Lesotho, dove nei giorni scorsi vi è stato un colpo di Stato. Al termine, il Papa ha quindi rivolto un ulteriore appello per la pace in Ucraina e nel Regno del Lesotho (Sudafrica), di recente sconvolto da un colpo di Stato.

About Davide De Amicis (2559 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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