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“No alla pena di morte e all’ergastolo, una pena di morte nascosta”

"È impossibile immaginare che oggi gli Stati non possano disporre di un altro mezzo che non sia la pena capitale per difendere dall’aggressore ingiusto la vita di altre persone"

Lo ha affermato ieri Papa Francesco, ricevendo in udienza una delegazione dell’associazione internazionale di diritto penale

«No alla pena di morte e no pure all’ergastolo, pena di morte nascosta». È stato questo il monito lanciato ieri da Papa Francesco, ricevendo in udienza una delegazione dell’associazione internazionale di diritto penale. Il Papa ha innanzitutto messo in guardia dall’incitazione alla vendetta e da un populismo penale, secondo il quale c’è la tendenza a costruire deliberatamente dei nemici: «Figure stereotipate – spiega il Papa -, che concentrano in sé stesse tutte le caratteristiche che la società percepisce o interpreta come minacciose, seguendo meccanismi identici a quelli che, a suo tempo, permisero l’espansione delle idee razziste».

Una postazione per l'esecuzione attraverso l'iniezione letale

Una postazione per l’esecuzione capitale attraverso l’iniezione letale

Dal Santo Padre è poi venuta anche una nuova condanna della pena di morte, già espressa da Giovanni Paolo II e nel Catechismo della Chiesa cattolica: «È impossibile – sottolinea il Pontefice – immaginare che oggi gli Stati non possano disporre di un altro mezzo che non sia la pena capitale per difendere dall’aggressore ingiusto la vita di altre persone». Ed il riferimento non è solo alla pena capitale comminata per legge, ma pure alle cosiddette esecuzioni extragiudiziali o extralegali: «Omicidi deliberati – denuncia Papa Bergoglio – commessi da alcuni Stati e dai loro agenti, spesso fatti passare come scontri con delinquenti o presentati come conseguenze indesiderate dell’uso ragionevole, necessario e proporzionale della forza per far applicare la legge».

Ma i cristiani, sono chiamati ad affermare il primato della vita e la dignità della persona umana: «Tutto questo – ricorda Papa Francesco –chiede ai cristiani e a tutti gli uomini di buona volontà di lottare non solo per l’abolizione della pena di morte, legale o illegale che sia, e in tutte le sue forme, ma anche al fine di migliorare le condizioni carcerarie, nel rispetto della dignità umana delle persone private della libertà». Il Papa ha quindi ricordato come il Codice penale del Vaticano abbia abolito il carcere a vita, ribadendo che l’ergastolo è una pena di morte nascosta. Papa Francesco si è quindi concentrato dapprima sulla carcerazione preventiva: «È – ammonisce il Santo Padre – una pena illecita occulta e questa situazione è particolarmente grave in alcuni Paesi e regioni del mondo, dove il numero dei detenuti senza condanna supera il 50% del totale».

Successivamente, è intervenuto anche sul tema della tortura: «Che si ha – aggiunge il Pontefice – non solo in centri clandestini di detenzione o in moderni campi di concentramento, ma anche in carceri, istituti per minori, ospedali psichiatrici, commissariati e altri centri e istituzioni di detenzione e pena». Infine, Bergoglio ha richiamato quelle forme di criminalità che ledono gravemente la dignità della persona ed il bene comune: «Il riferimento – conclude Papa Francesco – è alla tratta delle persone e alla corruzione. Nel primo caso si è dinanzi a un reato di lesa umanità, che non si può compiere senza la complicità, con azione od omissione, degli Stati. La corruzione, invece, è un male più grande del peccato che deve essere curato, perché difficilmente il corrotto potrà uscire dal suo stato per interno rimorso della coscienza».

About Davide De Amicis (2489 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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1 Comment on “No alla pena di morte e all’ergastolo, una pena di morte nascosta”

  1. Giovanni Antonio Nigro // 27 ottobre 2014 a 12:44 //

    Il Papa ci spieghi – dal momento che è contrario all’ergastolo – come si potrebbe impedire che serial killer, stupratori e colpevoli di crimini efferati tornino in libertà dopo aver scontato pochi anni di carcere. D’accordo, la pena deve tendere alla riabilitazione, ma anche garantire che il reo non possa nuocere alla società e debba espiare la sua colpa in maniera proporzionata alla gravità del delitto commesso.

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