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“C’è un legame indistruttibile tra noi viventi e quanti sono morti”

"Questa meravigliosa unione comune tra terra e cielo, si attua nel modo più alto e intenso nella liturgia e soprattutto nella celebrazione dell’Eucaristia, dove incontriamo Gesù vivo e attraverso di Lui entriamo in comunione con i nostri fratelli nella fede"

Lo ha affermato ieri Papa Francesco, affacciatosi su piazza San Pietro per pronunciare l’Angelus nella solennità di Ognissanti

Papa Francesco durante l'Angelus

«C’è un legame indistruttibile tra noi viventi in questo mondo e quanti hanno varcato la soglia della morte». Lo ha assicurato ieri Papa Francesco, durante l’Angelus pronunciato affacciandosi su di una piazza San Pietro gremita di fedeli nel giorno di Ognissanti, ricordando che noi quaggiù sulla terra, insieme a coloro che sono entrati nell’eternità, formiamo una sola grande famiglia: «Tutti siamo uniti – sottolinea il Papa -, si mantiene questa familiarità. Questa meravigliosa unione comune tra terra e cielo, si attua nel modo più alto e intenso nella liturgia e soprattutto nella celebrazione dell’Eucaristia, dove incontriamo Gesù vivo e la sua forza e attraverso di Lui entriamo in comunione con i nostri fratelli nella fede: quelli che vivono con noi qui in terra e quelli che ci hanno preceduto nell’altra vita, la vita senza fine».

Fedeli in piazza San Pietro per l'Angelus

Fedeli in piazza San Pietro per l’Angelus

Dunque, per il Santo Padre è bello avere tanti fratelli nella fede: «Che camminano al nostro fianco – aggiunge -, ci sostengono con il loro aiuto e insieme a noi percorrono la stessa strada verso il cielo ed è consolante sapere che ci sono altri fratelli che hanno già raggiunto il cielo, ci attendono e pregano per noi, affinché insieme possiamo contemplare in eterno il volto glorioso e misericordioso del Padre. Maria è al centro della comunione dei santi: per chi vuole seguire Gesù sulla via del Vangelo, lei è la guida sicura, perché è la prima discepola. Lei è la madre, è la nostra madre».

Successivamente, il Pontefice ha rivolto un pensiero sulla solennità celebrata ieri, dando lode a Dio per la schiera innumerevole dei santi e delle sante di tutti i tempi: «Uomini e donne – osserva Papa Bergoglio – comuni, semplici, a volte ultimi per il mondo, ma primi per Dio». I primi due giorni del mese di novembre, a detta del Papa, costituiscono per tutti un momento intenso di fede, di preghiera e di riflessione sulle cose ultime della vita: «Celebrando tutti i santi e commemorando tutti i fedeli defunti – precisa Papa Francesco -, la Chiesa pellegrina sulla terra vive ed esprime nella liturgia il vincolo spirituale che la unisce alla Chiesa del cielo. Al tempo stesso, già ricordiamo i nostri cari defunti visitando i cimiteri: è motivo di grande consolazione pensare che essi sono in compagnia della Vergine Maria, degli apostoli, dei martiri e di tutti i santi e le sante del Paradiso!».

Così la solennità di Ognissanti, per il Santo Padre -, ci aiuta così a considerare una verità fondamentale della fede cristiana, che professiamo nel Credo: «La comunione dei santi – conclude il Papa -, quella comunione che nasce dalla fede e unisce tutti coloro che appartengono a Cristo in forza del battesimo: una unione spirituale che non viene spezzata dalla morte, ma prosegue nell’altra vita».

About Davide De Amicis (2488 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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10 Comments on “C’è un legame indistruttibile tra noi viventi e quanti sono morti”

  1. ..dice l’Encyclopedia Britannica che…contadini di molti paesi cattolici credono che quella notte i morti tornino nelle loro case precedenti e si cibino degli alimenti dei vivi….
    Sarebbe in contrasto con Qoelet 9:5,10 e Salmo146:4…..

    • Giovanni Antonio Nigro // 6 novembre 2014 a 12:12 //

      Ti ricordo anche l’evocazione dello spirito di Samuele operata dalla maga di Endor (1 Sam 28) e la parabola di Lazzaro e del ricco epulone (Lc 16, 19-31). La concezione ebraica dell’oltretomba e della vita ultraterrena è stata influenzata da quella delle civiltà circostanti (assiro-babilonese, egiziana, aramea, iranica) e si è evoluta con esse, secondo il disegno di Dio.

      • La legge (Deut 18) proibiva la pratica di divinazione. Poteva Dio appoggiare il disubbidiente Saul e una Maga in questa vicenda ?….sono perplesso.
        Poteva essere forse un inganno del Diavolo l’apparizione di Samuele ?….

        • Giovanni Antonio Nigro // 9 novembre 2014 a 12:48 //

          Infatti i Padri della Chiesa greca hanno oscillato fra due posizioni interpretative: a) l’evocazione dell’anima di Samuele è avvenuta realmente per divina permissione e ammonimento del ribelle Saul sul suo destino; b) si è trattato di inganno diabolico perpetrato ai danni di un re già abbandonato da Dio per la sua disubbidienza.

        • Giovanni Antonio Nigro // 9 novembre 2014 a 12:53 //

          Leggi l’articolo di K.A.D. Smelik, “The Witch of Endor: I Sam 28 in Rabbinic and Christian Exegesis till 800 A.D.”, Vigiliae Christianae 33, 1979, pp. 160-179, e il volume a cura di M. Simonetti, “La maga di Endor”, Bologna 1989.

          • …la Settanta traduceva invece di “una donna con uno spirito”..,.”ventriloquo”.,..forse anche a motivo di questo Origene rimase confuso….Quindi anche il peccato di “pratica spiritica” è da attribuire a Saul…Giustamente Paolo lo inserisce nell’elenco delle “opere della carne in Galati…

        • Giovanni Antonio Nigro // 10 novembre 2014 a 12:07 //

          Leggi anche il volume a cura di R. A. Greer e M. M. Mitchell, “The “Belly-Myther” of Endor. Interpretations of 1 Kingdoms 28 in the Early Church”, del 2007 (con testi tradotti e commentati in inglese).

          • …non ho molto tempo…sto leggendo il testo di Maisano e quello di Arduini /Pizzorni…ho letto inoltre testi di Lapide Phincas (tutti interessanti)….

  2. Giovanni Antonio Nigro // 4 novembre 2014 a 20:57 //

    Anticamente la Chiesa celebrava solo i dies natales dei martiri. Successivamente si avvertì l’esigenza di ricordare anche tutti gli altri giusti defunti, in date diverse a seconda delle aree geografiche, finché in età carolingia la Chiesa di Roma non fissò al 1. novembre (poi spostata al 2) la memoria liturgica della Commemorazione dei Defunti. Un’ipotesi è che in tal modo si intendesse contrastare la festa pagana celtica di Samhain.

  3. sarebbe curioso capire quale sia l’origine della commemorazione dei defunti……se lo scopo per cui le si da spazio oggi è lo stesso di quando ebbe origine…..Per semplice informazione…

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