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“I nostri talenti usiamoli per gli altri, non teniamoli in cassaforte”

"I beni che abbiamo ricevuto sono per darli agli altri e così crescono, come se ci dicesse: “Eccoti la mia misericordia, la mia tenerezza, il mio perdono: prendili e fanne largo uso”

E’ stata questa l’esortazione rivolta ieri da Papa Francesco ai fedeli, in occasione della consueta recita dell’Angelus domenicale da piazza San Pietro

Papa Francesco ieri, durante l'Angelus

«Gesù non ci chiede di conservare la sua grazia in cassaforte, ma vuole che la usiamo a vantaggio degli altri». Lo ha affermato ieri il Papa affacciandosi su piazza San Pietro per la consueta recita dell’Angelus, davanti a migliaia di fedeli, dedicato alla parabola dei talenti approfondita dal Vangelo domenicale: «I talenti, secondo questo brano evangelico, – spiega il Papa – non sono le qualità individuali, ma il patrimonio che il Signore ci affida: la sua Parola, l’Eucaristia, la fede nel Padre celeste, il suo perdono, cioè i suoi beni più preziosi che noi siamo chiamati a far fruttare».

Fedeli in piazza San Pietro per l'Angelus

Fedeli in piazza San Pietro per l’Angelus

Così, la buca scavata nel terreno dal “servo malvagio e pigro” indica la paura del rischio che blocca la creatività e la fecondità dell’amore: «Tutti beni che noi abbiamo ricevuto – precisa il Santo Padre – sono per darli agli altri e così crescono. È come se ci dicesse: “Eccoti la mia misericordia, la mia tenerezza, il mio perdono: prendili e fanne largo uso”. E noi che cosa ne abbiamo fatto? Chi abbiamo “contagiato” con la nostra fede? Quante persone abbiamo incoraggiato con la nostra speranza? Quanto amore abbiamo condiviso col nostro prossimo? Sono domande che ci farà bene farci. Qualunque ambiente, anche il più lontano e impraticabile, può diventare luogo dove far fruttificare i talenti».

Dunque, non ci sono situazioni o luoghi preclusi alla presenza e alla testimonianza cristiana che non è chiusa, è aperta: «Questa parabola – sottolinea il Pontefice – ci sprona a non nascondere la nostra fede e la nostra appartenenza a Cristo, a non seppellire la Parola del Vangelo, ma a farla circolare nella nostra vita, nelle relazioni, nelle situazioni concrete, come forza che mette in crisi, che purifica, che rinnova».

E tutto questo, a detta di Papa Bergoglio, vale anche per il perdono che il Signore ci dona specialmente nel sacramento della Riconciliazione: «Non teniamolo chiuso in noi stessi – raccomanda -, ma lasciamo che sprigioni la sua forza, che faccia cadere quei muri che il nostro egoismo ha innalzato, che ci faccia fare il primo passo nei rapporti bloccati, riprendere il dialogo dove non c’è più comunicazione».

Del resto, il Signore non dà a tutti le stesse cose e nello stesso modo: «Ci conosce personalmente – afferma Papa Francesco – e ci affida quello che è giusto per noi, ma in tutti ripone la stessa, immensa fiducia. Dio si fida di noi. Dio ha speranza in noi. E questo è lo stesso per tutti. Non deludiamolo! Non lasciamoci ingannare dalla paura, ma ricambiamo fiducia con fiducia! La Vergine Maria incarna questo atteggiamento nel modo più bello e più pieno. Ella ha ricevuto e accolto il dono più sublime, Gesù in persona, e a sua volta lo ha offerto all’umanità con cuore generoso. A Lei chiediamo di aiutarci ad essere “servi buoni e fedeli”, per partecipare alla gioia del nostro Signore».

In conclusione dell’Angelus, il Pontefice ha quindi esortato a rileggere e meditare la parabola dei talenti (Matteo 25, 14-30), considerandola come un esame di coscienza per vedere se i beni di Dio li teniamo per noi o li usiamo per gli altri.

About Davide De Amicis (2467 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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