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“Gesù ci invita a cogliere i movimenti della storia, i segni dei tempi”

"I segni dei tempi sono dei segni della storia che dicono l’attesa della grazia, sono la potenza della grazia del cuore degli uomini che li prepara per ascoltare la Parola di Dio"

Lo ha affermato lo scorso lunedì il professor Andrea Toniolo, responsabile Cei per gli Studi superiori di Teologia e Scienze religiose, inaugurando l’anno accademico 2014/2015 dell’Istituto Toniolo di Pescara

Andrea Toniolo, responsabile Cei

Andrea Toniolo, responsabile Cei Studi superiori di Teologia e Scienze religiose

«Da qualche parte Gesù di Nazareth, ci invita ad essere attenti a cogliere i movimenti della storia, a cogliere i segni dei tempi». Lo ha affermato lunedì scorso, 17 novembre, il professor Andrea Toniolo, responsabile del Servizio nazionale della Cei per gli Studi superiori di Teologia e di Scienze religiose, che ha tenuto la prolusione inaugurale dell’anno accademico 2014/2015 dell’Istituto superiore di Scienze religiose Giuseppe Toniolo di Pescara, presso l’Auditorium Petruzzi gremito da studenti e docenti, dal tema “Il discernimento della storia: la teologia dei segni dei tempi, alla luce del Vaticano II”.

Per approfondirlo, l’esperto è partito dalla parabola della zizzania la quale insegna a fare affidamento alla pazienza ed al discernimento, per evitare di strappare anche il grano buono dal terreno. Non a caso, la prima parte della prolusione ha approfondito il tema del discernimento della storia prendendo come riferimento il recente Sinodo sulla famiglia, conclusosi con la beatificazione di Paolo VI: «Entrambi – spiega il professor Toniolo – sono la spia del travaglio dato dall’incontro e lo scontro del Cristianesimo, della nostra fede cristiana, della nostra Chiesa cattolica con la modernità e la post-modernità, la quale nega tutto ciò che è assoluto. Nello specifico, il Sinodo sulla famiglia ha posto la Chiesa cattolica e la sua dottrina di fronte alle trasformazioni, già in atto, delle relazioni affettive dell’istituzione famiglia e della sessualità mentre Paolo VI, invece, è stato il Papa che ha traghettato in porto il Concilio della modernità, cinquant’anni fa, gestendo con straordinaria saggezza i conflitti interni».

Sono queste, a detta dello studioso, le spie che ci dicono come qualcosa stia cambiando, nonostante la fatica del rapporto con la modernità e la post-modernità, oltre ad indicare la rotta che il Cristianesimo dovrà prendere: «Di fronte a questi movimenti della storia – sottolinea il responsabile del Servizio nazionale della Cei per gli Studi superiori di Teologia e di Scienze religiose – abbiamo bisogno di una bussola, come cristiani abbiamo bisogno di orientarci evitando di cadere nelle schiere dei tradizionalisti e dei progressisti, in quanto la posta in palio è molto alta e si riassume nelle domande “Il Cristianesimo ha ancora qualcosa da dire all’uomo di oggi o no?” e “La vita buona e bella del Vangelo può ancora interpellare la coscienza dell’uomo moderno?”».

La sede dell'Istituto Toniolo a Pescara

La sede dell’Istituto Toniolo a Pescara

In questa riflessione, dunque, deve intervenire il discernimento che è, innanzi tutto, capacità di ascolto della storia: «Le inquietudini della storia – osserva Andrea Toniolo – sono le inquietudini della fede, perché la fede è costitutivamente storica. Il Cristianesimo è il legame di Dio con la storia e quindi se l’umanità di oggi ha queste inquietudini, queste diventano le inquietudini del cristiano». È poi l’espressione “segni dei tempi”, presente nell’introduzione della costituzione apostolica “Gaudium et spes” dedicata ad una serie di problematiche presenti nel mondo (dalla famiglia all’economia), quella su cui è stata dedicata la seconda parte della prolusione: «I segni dei tempi – approfondisce l’esperto – sono dei segni della storia che dicono l’attesa della grazia, sono la potenza della grazia del cuore degli uomini che li prepara per ascoltare la Parola di Dio. Sono dei punti di innesto della storia».

E i segni dei tempi si differenziano in tre tipologie: «Ci sono quelli naturali – aggiunge il professor Toniolo – come ad esempio l’avvento di un temporale, quelli storici che sono sempre una spia ed un campanello d’allarme di ciò che sta accadendo (come l’attuale crisi del matrimonio e della famiglia), e ancora ci sono anche i segni dei tempi che indicano la realtà, ovvero la direzione che la Chiesa deve prendere e che sta prendendo, come nel caso della catechesi post-concilio».

A tal proposito, l’espressione “segni dei tempi” figurava anche nel 1963 all’interno dell’enciclica di Papa Giovanni XXIII “Pacem in terris”, per indicare l’ascesa economico-sociale delle classi lavorative, l’ingresso della donna nella vita pubblica e la trasformazione sociale della famiglia umana. A questo punto, infine, non va tralasciata l’eredità lasciataci dal Concilio Vaticano II: «Per la prima volta – ribadisce il responsabile del Servizio nazionale della Cei per gli Studi superiori di Teologia e di Scienze religiose -, con il Concilio non c’è una Chiesa fuori dalla storia, ma dentro la storia. A volte, non ci rendiamo conto dello strumento grande che abbiamo a disposizione per formare centinaia di uomini e donne, religiosi e religiose, che conoscono la Bibbia, la teologia e vivono nel mondo, testimoniando sempre la gioia del Vangelo e la fiducia dello Spirito».

Quindi, il discernimento della storia non deve cedere al pessimismo sterile o ai profeti di sventura, ma credere nel Regno di Dio come sottolineato anche da Papa Francesco al paragrafo 84 dell’esortazione apostolica “Evangelii Gaudium”: «A cinquant’anni dal Concilio Vaticano II – scrive Papa Francesco -, anche se proviamo dolore per le miserie della nostra epoca e siamo lontani da ingenui ottimismi, il maggiore realismo non deve significare minore fiducia nello Spirito né minore generosità».

Padre Roberto Di Paolo, direttore Istituto Toniolo

Padre Roberto Di Paolo, direttore Istituto Toniolo

Ma tornando all’inaugurazione dell’anno accademico 2014/2015 dell’Istituto superiore di Scienze religiose “Giuseppe Toniolo”, collegato alla Pontificia Università Lateranense, l’Istituto conta ormai un totale di 148 studenti distribuiti fra il triennio per conseguire il Baccellierato in Scienze religiose e la successiva Licenza in Scienze religiose, da conseguire frequentando il biennio specialistico nei due indirizzi previsti, didattico e pastorale-sociale: «I nostri studenti – precisa Padre Roberto Di Paolo, direttore dell’Istituto Toniolo – arrivano da tutta la regione ecclesiale Abruzzo-Molise, 42 da Chieti-Vasto, uno studente da Isernia, 2 da Termoli, 11 da Lanciano-Ortona, 72 da Pescara-Penne, 4 da Sulmona, 15 da Teramo ed, infine, uno studente marchigiano proveniente da San Benedetto del Tronto».

Un plauso speciale, va poi conferito ai 30 docenti che dirigono i corsi dell’Istituto provenendo da Abruzzo, Molise, Marche e Lazio: «È edificante – rileva Padre Di Paolo – vedere come i professori riescano a mantenere le proprie attività professionali o pastorali, trovando tuttavia tempo ed energia da dedicare al Regno di Dio, attraverso la formazione degli studenti. Questa prospettiva di fondo, garantisce un servizio pressoché gratuito, umile e sereno a tal punto che i nostri docenti non si aspettano neanche di sentirsi dire grazie».

Mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne

Mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne

In conclusione dell’appuntamento, è stato l’arcivescovo di Pescara-Penne e moderatore dell’Istituto Toniolo monsignor Tommaso Valentinetti, ad aprire ufficialmente l’anno accademico intervenendo con l’ausilio di un videomessaggio in quanto impegnato, fuori Pescara, nell’ambito di un ritiro spirituale con il clero diocesano: «L’Istituto Toniolo – afferma il presule – costituisce oggi una bellissima realtà all’interno della nostra arcidiocesi di Pescara-Penne. Ormai, cominciamo già a vedere i frutti di questo lavoro e di questi insegnamenti, che vengono portati avanti da tutti i docenti che ringrazio. Cominciamo a vedere i frutti di questo lavoro, non solo grazie alle persone impegnate nell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole statali, ma anche per quel che riguarda l’accesso al ministero del diaconato, riservato anche agli uomini sposati. È senza dubbio, questo, un grande dono ed è un grande lavoro quello che si sta facendo, di cui ringrazio ancora tutti coloro che si impegnano a fondo oltre che la Pontificia Università Lateranense, la quale ci sponsorizza e ci assiste avendoci consentito di far camminare con le sue gambe questo nostro progetto. Un progetto, che ci fa veramente onore e ci fa rallegrare di tutto quello che di bene e di buono può donare agli alunni».

About Davide De Amicis (2421 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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