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“Quante volte Gesù passa nella nostra vita e non ce ne rendiamo conto!”

"Quando noi sentiamo nel nostro cuore: “Vorrei essere più buono, più buona… Sono pentito di questo che ho fatto… Se senti questa voglia di migliorare, è il Signore che bussa: non lasciarlo passare!"

Lo ha ricordato ieri Papa Francesco, pronunciando l’Angelus della quarta domenica di Avvento affacciandosi dal suo studio in piazza San Pietro

Papa Francesco durante l'Angelus

«Quante volte Gesù passa nella nostra vita, e quante volte ci manda un angelo, e quante volte non ce ne rendiamo conto, perché siamo tanto presi, immersi nei nostri pensieri, nei nostri affari e addirittura, in questi giorni, nei nostri preparativi del Natale, da non accorgerci di Lui che passa e bussa alla porta del nostro cuore, chiedendo accoglienza, chiedendo un “sì”, come quello di Maria».

Lo ha affermato ieri Papa Francesco, pronunciando l’Angelus della quarta ed ultima domenica di Avvento. Il Papa, tra l’altro, ha ricordato che un Santo diceva: «“Ho timore che il Signore passi”. Sapete perché aveva timore? Timore di non accorgersi e lasciarlo passare. Quando noi sentiamo nel nostro cuore: “Vorrei essere più buono, più buonaSono pentito di questo che ho fatto…”. È proprio il Signore che bussa – spiega il Santo Padre -. Ti fa sentire questo: la voglia di essere migliore, la voglia di rimanere più vicino agli altri, a Dio. Se tu senti questo, fermati. È il Signore lì! E vai alla preghiera, e forse alla confessione a pulire un po’: questo fa bene. Ma ricordati bene: se senti questa voglia di migliorare, è Lui che bussa: non lasciarlo passare!».

Fedeli in piazza San Pietro per l'Angelus

Fedeli in piazza San Pietro per l’Angelus

E nella liturgia della quarta domenica di Avvento, emerge l’esempio di colei che il Signore l’ha accolto senza se e senza ma quando è stata chiamata da Dio, attraverso l’arcangelo Gabriele, affinché diventasse la madre del suo Figlio unigenito: «Fissiamo lo sguardo su Maria – invita il Pontefice -, questa semplice fanciulla di Nazareth, nel momento in cui si rende disponibile al messaggio divino con il suo “sì”. Cogliamo due aspetti essenziali del suo atteggiamento, che è per noi modello di come prepararsi al Natale. Anzitutto la sua fede, il suo atteggiamento di fede, che consiste nell’ascoltare la Parola di Dio, per abbandonarsi a questa Parola con piena disponibilità di mente e di cuore».

Rispondendo all’Angelo, poi, Maria disse “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”: «Nel suo “eccomi” pieno di fede – osserva Papa Bergoglio -, Maria non sa per quali strade si dovrà avventurare, quali dolori dovrà patire, quali rischi affrontare. Ma è consapevole che è il Signore a chiedere e lei si fida totalmente di Lui e si abbandona al suo amore. Questa è la fede di Maria!». Un altro aspetto è quindi anche la capacità della Madre di Cristo di riconoscere il tempo di Dio: «Maria – aggiunge Papa Francesco – è colei che ha reso possibile l’incarnazione del Figlio di Dio, grazie proprio al suo “sì” umile e coraggioso. Maria c’insegna a cogliere il momento favorevole in cui Gesù passa nella nostra vita e chiede una risposta pronta e generosa. E Gesù passa».

Infatti, il mistero della nascita di Gesù a Betlemme, avvenuto storicamente più di duemila anni fa, si attua, come evento spirituale, nell’“oggi” della Liturgia: «Il Verbo – puntualizza il Papa – che trovò dimora nel grembo verginale di Maria, nella celebrazione del Natale viene a bussare nuovamente al cuore di ogni cristiano: passa e bussa. Perciò, ognuno di noi è chiamato a rispondere, come Maria, con un “sì” personale e sincero, mettendosi pienamente a disposizione di Dio e della sua misericordia, del suo amore».

E nel mistero del Natale, accanto a Maria c’è la silenziosa presenza di san Giuseppe, come viene raffigurata in ogni presepe – anche in quello che è possibile ammirare in piazza San Pietro: «L’esempio di Maria e di Giuseppe – ribadisce il Santo Padre – è per tutti noi un invito ad accogliere con totale apertura d’animo Gesù, che per amore si è fatto nostro fratello. Egli viene a portare al mondo il dono della pace: “Sulla terra pace agli uomini, che egli ama”, come annunciarono in coro gli angeli ai pastori».

Insomma, il dono prezioso del Natale è la pace, e Cristo è la nostra vera pace: «E Cristo – conclude il Papa – bussa ai nostri cuori per donarci la pace, la pace dell’anima. Apriamo le porte a Cristo! Ci affidiamo all’intercessione della nostra Madre e di san Giuseppe, per vivere un Natale veramente cristiano, liberi da ogni mondanità, pronti ad accogliere il Salvatore, il Dio-con-noi».

About Davide De Amicis (2507 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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