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“Nel 2016 l’1% della popolazione avrà il 50% della ricchezza mondiale”

"Vogliamo davvero - si interroga Winnie Byanyima, direttrice esecutiva di Oxfam - vivere in un mondo dove l’1% possiede più di tutti noi messi insieme? La portata della disuguaglianza è semplicemente sconcertante"

E’ il dato più inquietante ad emergere dal rapporto “Grandi disuguaglianze crescono”, elaborato dalla Confederazione mondiale contro la povertà e le ingiustizie Oxfam, presentato ieri

«La ricchezza detenuta dall’1% della popolazione mondiale supererà nel 2016 quella del restante 99%. Nel mondo oltre un miliardo di persone vive con meno di 1,25 dollari al giorno e 1 su 9 non ha nemmeno abbastanza da mangiare. Inoltre, sono 80 le persone più ricche del pianeta che detengono oltre il 50% della ricchezza della popolazione più povera (3,5 miliardi di persone)».

Sono questi i dati più importanti illustrati nel rapporto “Grandi disuguaglianze crescono” di Oxfam, la confederazione mondiale contro la povertà e le ingiustizie, presentato ieri: «Il fatto che questa disuguaglianza – spiega l’organizzazione – sia in continua e costante crescita, rende necessarie misure dirette a invertire la tendenza».

Winnie Byanyma,

Winnie Byanyma, direttrice esecutiva di Oxfam

Dal rapporto, dunque, emerge che l’1% della popolazione ha visto la propria quota di ricchezza mondiale crescere dal 44% del 2009 al 48% del 2014 e che si supererà il 50% nel 2016: «Vogliamo davvero – si interroga Winnie Byanyima, direttrice esecutiva di Oxfam – vivere  in un mondo dove l’1% possiede più di tutti noi messi insieme? La portata della disuguaglianza – afferma – è semplicemente sconcertante».

Così alla vigilia del World economic forum di Davos (in programma dal 21 al 24 gennaio prissimi), Winnie Byanyima, nel ruolo di co-chair al Forum, chiederà un’azione urgente volta ad arginare questa marea crescente di disuguaglianza, partendo da una proposta di contrasto reale all’elusione fiscale delle multinazionali.

About Davide De Amicis (2488 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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5 Comments on “Nel 2016 l’1% della popolazione avrà il 50% della ricchezza mondiale”

  1. Se volessimo dare una connotazione biblica alla situazione si potrebbe iniziare da Eccl.8:9..”l’uomo ha dominato l’uomo a suo danno”…2 Timoteo 3…”amanti del denaro”..e “aventi una parvenza di adorazione”…..per poi finire con Sofonia 1:18 “ne il loro oro ne il loro argento li salverà nel giorno del furore di YHWH”

    • Giovanni Antonio Nigro // 22 gennaio 2015 a 12:18 //

      Aggiungerei anche Isaia 5, 8-9: “Guai a voi, che aggiungete casa a casa e unite campo a campo, finché non vi sia più spazio, e così restate soli ad abitare nel paese. 9 Ho udito con gli orecchi il Signore degli eserciti: «Certo, molti palazzi diventeranno una desolazione, grandi e belli saranno senza abitanti»”.

      • Il cristiano maturo quindi non si impegnerà ad “accumulare” o a “diventare qualcuno” in questo mondo….ma “metterà il Regno di Dio al primo posto” (Matt 6:33) e si impegnerà nell’opera di “fare discepoli” (Matt 28:18-20)…anche se va contro corrente rispetto a molti altri sedicenti cristiani

    • Giovanni Antonio Nigro // 22 gennaio 2015 a 19:25 //

      E anche la parola del Signore (Lc 6, 24-26): 24 “Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione. 25 Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete. 26 Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti”. Come pure Lc 12, 16-21 (la parabola del ricco stolto).

  2. Giovanni Antonio Nigro // 20 gennaio 2015 a 18:57 //

    Questo dato statistico è il risultato delle politiche neoliberiste scientemente portate avanti in tutto il mondo da almeno trent’anni. I CEO delle multinazionali non saranno soddisfatti sino a quando non avranno concentrato tutta la ricchezza del pianeta nelle loro mani e lasciato dietro di sè un deserto di rovine materiali, sociali, economiche e soprattutto spirituali. Prepariamoci a un’ulteriore contrazione dei diritti civili e politici e a cessioni di sovranità a organismi sovranazionali governati da consessi oligarchici non eletti.

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