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“Solo lo Spirito Santo può trascendere le barriere nella fede cristiana”

"Ortodossi - sostiene Padre Alin -, cattolici, protestanti che camminano sul sentiero della santità fino al suo termine, che è in Cristo, possono ritrovarsi, icone viventi, nell’iconostasi del Tempio del Signore, porta santa che si apre sull’abisso del Padre"

Lo ha affermato Padre Iarca Alin, parroco della parrocchia ortodossa romena di Pescara, in occasione del Vespro ortodosso celebrato nella Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

Padre Iarca Alin, presiede il Vespro ortodosso

«Ortodossi, cattolici, protestanti, non ci è dato relativizzare le verità dogmatiche. Solo lo Spirito Santo può trascendere le barriere senza relativizzare nulla, ma anzi completando e integrando tutti gli aspetti della fede cristiana nella loro pienezza, ricca di infinite sfumature».

Padre Iarca Alin con don Emilio Lonzi e don Achille Vilanucci

Padre Iarca Alin con don Emilio Lonzi e don Achille Villanucci

Lo ha affermato venerdì sera Padre Iarca Alin, parroco della parrocchia ortodossa romena di San Simeone il Giusto e Anna Profettessa ospitata nella chiesa del Gesù Maestro di Pescara diretta don Emilio Lonzi, nella sua riflessione al termine del Vespro ortodosso recitato insieme ai cattolici, in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che oggi è conclusa: «Forse – osserva Padre Iarca – l’ecumenismo soffre di un eccesso di teologia discorsiva e di una mancanza dell’elemento liturgico: la discussione, forzatamente, prevale sulla preghiera».

Ma in tutto questo, a detta del parroco ortodosso, il primato esistenziale e carismatico appartiene alla santità: «È nei suoi santi – sottolinea Padre Alin – che la Chiesa parla e predica meglio, si esprime più efficacemente». Una mediazione, quest’ultima, in grado di agevolare l’ecumenismo insieme all’utilizzo di un’immagine assai diffusa nella Chiesa Ortodossa: «Le nostre chiese – ricorda il parroco della parrocchia ortodossa romena di San Simeone il Giusto e Anna Profetessa – hanno all’interno un’iconostasi, una parete che separa il santuario dalla navata centrale, ovvero il Regno dal mondo. Inizialmente, era una barriere leggera che separava il popolo dall’altare per mantenere l’ordine necessario durante gli uffici, ma col tempo il genio liturgico ha adornato questa linea di separazione con delle icone disposte, secondo un ordine proprio, sull’intera iconostasi».

Cattolici e Ortodossi pescaresi insieme

Cattolici e Ortodossi pescaresi insieme

In base a quest’ordine il Cristo della Deisis, immagine di Cristo benedicente tra la Madonna e san Giovanni Battista (in alcune rappresentazione sostituito da San Nicola o altri santi) in atto di preghiera e supplica per i peccatori, troneggia al centro e tutto intorno vi sono i santi: «L’insieme – spiega Padre Iarca Alin -, ad un tratto, ci pone dinanzi agli occhi la metamorfosi meravigliosa e ciò che all’inizio era un muro di separazione diviene un ponte, il Cristo costituito dai suoi santi, diviene il passaggio di ciascuno di noi vero il Regno».

Da qui la separazione può mutarsi in legame, in unità: «Ortodossi – sostiene Padre Alin -, cattolici, protestanti che camminano sul sentiero della santità fino al suo termine, che è in Cristo, possono ritrovarsi, icone viventi, nell’iconostasi del Tempio del Signore, porta santa che si apre sull’abisso del Padre».

Greetie van der Veer, responsabile

Greetie van der Veer, responsabile circuito evangelico Abruzzo e Marche

Intanto stamani, presso la chiesa metodista di via Latina 32, è stato la celebrazione del culto evangelico a chiudere le liturgie pescaresi della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Un rito caratterizzato dall’alternanza di letture di passi biblici e preghiere, intervallati dai canti propri della tradizione evangelica: «L’unità – riflette Greetie van der Veer, responsabile del circuito evangelico dell’Abruzzo e delle Marche – non vuol dire che siamo tutti uguali. Abbiamo una meta comune, ma le strade e i mezzi per raggiungerla sono diversi, però la meta è quella ed lì che potremo davvero incontrare».

Immagini, quelle espresse dalle comunità ortodossa ed evangelica, pienamente condivise anche dalla rappresentanza cattolica presente ai due riti: «L’Ecumenismo – commenta don Achille Villanucci, direttore della Pastorale Ecumenica dell’arcidiocesi di Pescara-Penne – non va avanti con i discorsi, ma con la preghiera, la liturgia e la santità. Immaginiamo la ruota della bicicletta: Cristo è il centro e noi siamo i raggi: più ci avviciniamo a Cristo e più siamo vicini gli uni gli altri, più ci allontaniamo da Lui e più ci allontaniamo tra noi. Occorre santità di vita, essere vicino a Cristo, e con questo il dialogo ecumenico è già raggiunto».

About Davide De Amicis (2487 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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