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“Rallegriamoci per la presenza dei consacrati nelle nostre comunità”

"I vescovi italiani - scrivono i presuli - ripongono grande fiducia in voi, soprattutto per il contributo che potete offrire a rinnovare lo slancio e la freschezza della nostra vita cristiana, così da elaborare insieme forme nuove di vivere il Vangelo e risposte adeguate alle sfide attuali"

Lo hanno scritto i vescovi italiani, riuniti nel Consiglio episcopale permanente della Cei, nel Messaggio per la Giornata mondiale della vita consacrata intitolato “Portate l’abbraccio di Dio”

Una suora in servizio a scuola

«Rallegriamoci dunque per la presenza delle consacrate e dei consacrati nelle nostre comunità. Facciamo festa con loro, ringraziando per una storia ricca di fede e di umanità esemplari e per la passione che mostrano oggi nel seguire Cristo povero, casto, obbediente».

Lo hanno scritto i vescovi italiani nel Messaggio per la Giornata mondiale della vita consacrata, che si celebrerà lunedì 2 febbraio, dal titolo “Portate l’abbraccio di Dio”, diffuso ieri in conclusione del Consiglio episcopale permanente della Conferenza episcopale italiana tenutosi a Roma: «I vescovi italiani – scrivono i presuli – ripongono grande fiducia in voi, sorelle e fratelli carissimi, soprattutto per il contributo che potete offrire a rinnovare lo slancio e la freschezza della nostra vita cristiana, così da elaborare insieme forme nuove di vivere il Vangelo e risposte adeguate alle sfide attuali».

Card. Angelo Bagnasco, presidente Conferenza episcopale italiana

Card. Angelo Bagnasco, presidente Conferenza episcopale italiana

Dopo aver ricordato l’esortazione del Papa ai consacrati (“Svegliate il mondo”), creando altri luoghi dove si viva la logica evangelica del dono, il testo sottolinea che le persone consacrate si legano all’amore assoluto di Dio per ogni uomo, affinché nessuno vada perduto.

Nel testo, inoltre, i vescovi sottolineano anche come la gente chieda alle persone consacrate occhi che sappiano scrutare la storia guardando oltre le apparenze, spesso contraddittorie della vita, che lascino trasparire vicinanza e possibilità nuove, che illuminino di tenerezza e di pace: «È questo – osservano i vescovi della Cei – che contraddistingue chi mette la propria vita nelle mani di Dio: uno sguardo aperto, libero, confortante, che non esclude nessuno, abbraccia e unisce».

Il messaggio, poi, prosegue dicendo: «È vero quello che scrive Papa Francesco nella sua Lettera a tutti i consacrati: “Dove ci sono i religiosi c’è gioia”. Ciò accade – spiega il Consiglio episcopale permanente della Cei – perché essi riconoscono su loro stessi, e in tutti i luoghi e i momenti della vita, l’opera di un Dio che ci salva con gioia. La stanchezza e la delusione sono esperienze frequenti in ciascuno di noi: benedetti coloro che ci aiutano a non ripiegarci su noi stessi e a non rinchiuderci in scelte comode e di corto respiro».

Viene, quindi, evidenziata anche la felice coincidenza di quest’anno, che vedrà la celebrazione del quinto Convegno ecclesiale nazionale a Firenze, dal 9 al 13 novembre prossimi, sul tema “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”: «L’opera di tante persone consacrate – auspicano infine i vescovi – diventi sempre più il segno dell’abbraccio di Dio all’uomo e aiuti la nostra Chiesa a disegnare il “nuovo umanesimo” cristiano sulla concretezza e la lungimiranza dell’amore».

E la Giornata mondiale della vita consacrata verrà celebrata anche nell’arcidiocesi di Pescara-Penne con una Santa Messa, presieduta dall’arcivescovo monsignor Tommaso Valentinetti, domenica 1 febbraio alle ore 18 presso la chiesa pescarese dello Spirito Santo.

About Davide De Amicis (2488 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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