Ultime notizie

“La stagione attuale è adolescente: rifiuta la Chiesa, ma in realtà la cerca”

"L’intento del prossimo Convegno di Firenze - spiega il cardinal Bagnasco -, in una società occidentale che ha svuotato la coscienza collettiva dei valori spirituali soffocandoli di cose, è quello di far ritorno al Signore perché dall’incontro vivo con Gesù nasce la vita buona"

Lo ha affermato venerdì il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, intervenendo al Convegno delle Chiese diocesane d’Abruzzo e Molise in preparazione al Convegno di Firenze

Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana
Il cardinal Bagnasco con Mons. Valentinetti e Mons. Santoro

Il cardinal Bagnasco con Mons. Valentinetti e Mons. Santoro

«La Chiesa è maestra nell’intuire il cuore dell’uomo, al di là delle sue immediate espressioni, dove c’è nostalgia di assoluto, di infinito, perché l’uomo è e sarà sempre il miglior alleato del Vangelo, nonostante le culture, le filosofie, la società, le ideologie, gli interessi economici e le potenze oscure vi giochino espressamente contro. Ma così come gli adolescenti, nelle nostre famiglie, rifiutano istintivamente i genitori pur volendoli vicino, anche se fanno finta di non considerarli, la stagione di oggi possiamo paragonarla ad una grande adolescenza che snobba, che si oppone, che rifiuta, che prende a male parole la Chiesa e il suo messaggio, ma in realtà la cerca, la desidera e la attende».

Lo ha affermato venerdì sera il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, intervenendo al Convegno delle Chiese diocesane d’Abruzzo e Molise, dal tema “Non abbiamo che cinque pani”, svoltosi presso l’Hotel Adriatico di Montesilvano e conclusosi ieri: «Quello lanciato dal Convegno delle Chiese d’Abruzzo e Molise – introduce la biblista Rosalba Manes, nella lectio divina che ha approfondito il tema del convegno pescarese – vuole essere un messaggio di ottimismo, che parte dalla valorizzazione di quei cinque pani che abbiamo. Forse abbiamo poco ma da questo poco, con la forza di Dio e della fede, possiamo ottenere tanto guardando al bene che germoglia intorno a noi e valorizzandolo».

Rosalba Manes, biblista

Rosalba Manes, biblista

Questi cinque pani, dunque, possono rappresentare una ricchezza: «In questi cinque pani – approfondisce la biblista – vedo il pane della Parola di Dio, il pane dell’Eucaristia, il pane del perdono, il pane della preghiera, del dono e della capacità di condividere ciò che abbiamo». Da questi elementi, quindi, è possibile ricavare un messaggio di speranza: «È necessario – suggerisce la Manes – mettere da parte un atteggiamento di lamento, coltivando maggiormente quello della lode e della benedizione, costruendo relazioni di qualità nella Chiesa in grado di placare non solo la fame di cibo, ma anche quella di affetto, di calore e di casa. Dobbiamo essere coltivatori dell’umano e filantropi con Gesù».

L’appuntamento, al quale hanno partecipato le undici delegazioni diocesane abruzzesi e molisane guidate dai rispettivi vescovi, è stato la prova generale del quinto Convegno ecclesiale della Chiesa italiana, che avrà luogo a Firenze dal 9 al 13 novembre, al quale parteciperanno tutte le diocesi italiane, intitolato “In Gesù Cristo, il nuovo umanesimo”: «L’intento del prossimo Convegno di Firenze – spiega il cardinal Bagnasco -, in una società occidentale che ha svuotato la coscienza collettiva dei valori spirituali soffocandoli di cose, è quello di far ritorno al Signore perché dall’incontro vivo con Gesù nasce la vita buona».

Un incontro, quest’ultimo, che avviene all’interno della Chiesa: «Le nostre parrocchie – rileva il presidente della Cei –, i nostri gruppi ed associazioni sono l’unico aspetto rimasto della vita aggregata, della possibilità per la gente non di incontrarsi per fare qualcosa, ma per essere di più se stessi soprattutto per chi è più debole venendo quindi rifiutato dalla logica dell’efficienza e del profitto». E proprio nel deserto, nel vuoto di questa società, si insidiano ideologie barbare: «Non è difficile immaginare – osserva il porporato – che dietro certi fondamentalismi, che vedono anche giovani occidentali arruolarsi in eserciti di morte, ci sia proprio questo vuoto».

I vescovi della Conferenza episcopale abruzzese e molisana presenti al convegno

I vescovi della Conferenza episcopale abruzzese e molisana presenti al convegno

Un vuoto che genererebbe altre controverse prassi, come la diffusione della teoria gender nelle scuole e l’eventuale riconoscimento europeo dell’aborto post-partum, condannate duramente dalla Chiesa italiana: «Questa – denuncia l’arcivescovo di Genova e presidente dei vescovi italiani – è la colonizzazione ideologica: entrano in un popolo con un’idea che non ha niente a che fare col popolo e lo colonizzano cambiando una mentalità».

Ma tornando al prossimo Convegno di Firenze, esso aiuterà a leggere e verificare, nella chiave dell’autentico umanesimo, esperienze concrete già in atto nelle singole diocesi o nelle varie realtà ecclesiali attraverso l’analisi di cinque vie, proposte dalla traccia di preparazione: «Cinque verbi – ricorda Bagnasco -, uscire, annunciare, abitare, educare e trasfigurare, cinque dimensioni nelle quali è insito un dinamismo attraverso cui riscoprire una pastorale che, partendo da Gesù Cristo, ponga la persona al centro del proprio agire. Se volete, sono i nostri cinque pani che, messi con fiducia nelle mani del Signore, sfamano veramente tutti».

Non a caso, questi cinque verbi sono stati al centro dei laboratori di approfondimento ai quali hanno preso parte i circa 200 delegati diocesani partecipanti, per elaborare e condividere progetti utili. Il primo verbo è uscire: «È – nota il presidente della Conferenza episcopale italiana – l’invito pressante a riscoprirci Chiesa missionaria, che si rende presente là dove l’uomo vive sapendone riscoprire e valorizzare i tanti gesti di umanità, illuminandoli con la proposta del Vangelo».

Il secondo verbo è annunciare: «Si tratta – riflette il cardinale – dell’ambito della testimonianza annunciata, generata dalla fede. È il pane della Parola di Dio, della catechesi per comunità ecclesiali che non rinunciano ad annunciare il Vangelo anche in un contesto pluriculturale e plurireligioso».

I 200 delegati diocesani partecipanti al convegno

I 200 delegati diocesani partecipanti al convegno

La terza via è poi quella dell’abitare: «Ci ricorda – aggiunge il presidente dei vescovi italiani – come la proposta ecclesiale si configuri come presenza viva, nel tessuto dei nostri paesi e delle nostre città. Pensavo a quella forma di Chiesa che vive tra le case della gente, la parrocchia, e pensavo a tutte quelle realtà educative, assistenziali e caritative che sono fiorite sul territorio, in risposta ai bisogni primari dell’uomo».

Il quarto pane è l’educare: «È la prospettiva – ribadisce Bagnasco – che come Chiesa italiana abbiamo assunto per il decennio in corso, convinti come siamo che l’educazione rimane il compito urgente. Questo pane è cucinato innanzi tutto dalla famiglia e dalla scuola, rinvia il primato delle relazioni al recupero fondamentale della coscienza e dell’interiorità, nella costruzione dell’identità della persona umana».

Infine, l’ultimo dei cinque verbi è trasfigurare: «È il pane – conclude il cardinale Angelo Bagnasco – della preghiera, della liturgia e dei sacramenti. Questa via ci ricorda come il nuovo umanesimo nasca e si radichi nella storia dell’umanità a partire dal suo cuore pulsante di amore di vita nuova, che è l’Eucaristia».

Mons. Pietro Santoro, vescovo di Avezzano e delegato Ceam per il convegno

Mons. Pietro Santoro, vescovo di Avezzano e delegato Ceam per il convegno

Una riflessione importante, quella lanciata dalla undici Chiese diocesane d’Abruzzo e Molise, all’insegna di un’umanità insaporita dallo Spirito: «Non vogliamo realizzare – ribadisce monsignor Pietro Santoro, vescovo di Avezzano e delegato Ceam per l’organizzazione del Convegno – una Chiesa recintata, chiusa, ma una Chiesa che voglia abitare le periferie dell’umano, là dove l’uomo d’oggi vive, soffre e lavora. La via della Chiesa è l’uomo».

Tra l’altro questo appuntamento in preparazione al Convegno ecclesiale di Firenze, promosso dalla Conferenza episcopale abruzzese e molisana, per ammissione dello stesso cardinale Bagnasco, ad oggi, non conosce eguali fra le altre diocesi italiane: «Il convegno – precisa monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne e presidente della Ceam – è stato preparato e voluto proprio perché volevamo prepararci per tempo per il Convegno di Firenze, per le nostre Chiese locali e per la nostra regione. È un contributo abbastanza importante e, secondo me, sarà una via maestra anche per il rinnovamento pastorale delle nostre comunità diocesane».

About Davide De Amicis (2768 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
Contact: Website