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“Umanizzazione dei punti nascita e più sostegno a coppie e neo mamme”

"Il percorso nascita - ammonisce Raffaella Milano di Save the Children - non può continuare ad essere a ostacoli e bisogna intervenire perché, insieme al miglioramento dell’assistenza sanitaria, si rafforzi la rete degli interventi sociali per le neo-mamme e coppie"

Lo ha richiesto ieri Save the Children pubblicando il rapporto “Mamme in arrivo” del progetto “Fiocchi in Ospedale”, avviato per migliorare le condizioni dei bambini fin dai primi giorni di vita

Save the Children propone di stabilire una road map per la messa in sicurezza e l’umanizzazione di tutta la rete dei punti nascita, a partire da una chiara valutazione delle loro attuali condizioni e definendo anche eventuali utilizzi alternativi delle strutture più piccole, laddove se ne decida la chiusura.

Raffaella Milano, direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children

Raffaella Milano, direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children

La conciliazione fra maternità e lavoro rappresenta un’ulteriore sfida per le neo-mamme: circa 1/5 delle donne lascia o perde il lavoro dopo la gravidanza, con un aumento di coloro che si ritrovano forzatamente in tale condizione: «Il percorso nascita – ammonisce Raffaella Milano, direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children – non può continuare ad essere a ostacoli e bisogna intervenire perché, insieme al miglioramento dell’assistenza sanitaria, si rafforzi la rete degli interventi sociali per le neo-mamme e coppie, assicurando continuità di cura fra ospedale e territorio e il coordinamento degli interventi di sostegno del percorso nascita, inclusi quelli delle organizzazioni non profit».

Inoltre, l’organizzazione richiede provvedimenti per prevenire situazioni di maltrattamento, abuso o di grave disagio materno: «È necessario – rilancia la Milano – definire protocolli che escludano, in qualsiasi circostanza, le dimissioni ospedaliere di una neo mamma che mostri gravi condizioni di fragilità sociale o psicologica, senza una adeguata presa in carico da attivarsi già durante il ricovero ospedaliero».

Proposte, queste ultime, lanciate ieri dall’organizzazione umanitaria in seguito alla pubblicazione del rapporto “Mamme in arrivo”: «Nell’assistenza alle “mamme in attesa” – spiega il rapporto – o che hanno appena partorito, dal punto di vista sanitario l’Italia vanta una qualità diffusa, benché non manchino alcune criticità, sensibili differenze territoriali e ancora si verifichino tragedie evitabili, come la morte di una bambina appena nata in quanto bisognosa di terapia intensiva a Catania».

L’indagine si inserisce nel progetto “Fiocchi in Ospedale”, avviato da Save the Children nel 2012 per migliorare le condizioni dei bambini fin dai primi giorni di vita attraverso il sostegno al piccolo e i genitori, in sinergia con l‘ospedale e il territorio: «Il 29% – illustra la ricerca – dei punti nascita dove avviene la maggioranza dei parti, fatto salvo circa l‘1% di mamme che dà alla luce il bimbo in casa, non è in linea con i parametri poiché, tra l’altro, vi si effettuano meno di 500 parti l‘anno. Eccessivo il ricorso ai tagli cesarei, pari al 36,3% dei parti, con punte ancora più elevate in Campania (61,5%), Molise (47,3%), Puglia (44,6%) e Sicilia (44,8%)».

E differenze territoriali si riscontrano anche rispetto alla mortalità infantile che: «Pur tra le più basse al mondo – sottolinea Save the Children -, fa registrare un +30% nel Mezzogiorno, con picchi in Sicilia, Campania, Lazio e Liguria». Ma il rapporto snocciola ulteriori dati, a partire dal fatto che 11 neonati su 100 in Italia hanno una mamma sotto i 25 anni, 8 su 100 invece di 40 anni e più e 280 sono state le mamme over 50. Inoltre, tra l’8 e il 12% delle neo madri, pari a un numero compreso tra le 45 e le 50 mila donne all’anno, soffre di depressione post partum e circa 400 neonati ogni anno, non sono riconosciuti dalle madri e vengono lasciati in ospedale.

Il nido di un punto nascita

Il nido di un punto nascita

Per quanto riguarda i servizi territoriali per la salute materno-infantile, i consultori si sono ridotti di numero negli anni e attualmente sono 1.911: circa 1 ogni 29 mila abitanti; la copertura degli asili nido pubblici riguarda solo il 13% dei bambini di età compresa tra 0 e 2 anni e scende ulteriormente in alcune regioni, toccando quota 2% circa in Calabria e Campania, d’altra parte è appena del 4,8% la percentuale di risorse destinate alle famiglie, sul totale della spesa sociale: «Con il rapporto – osserva il direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children – abbiamo cercato di documentare le disfunzioni di una rete sanitaria che, pur essendo riconosciuta come una delle migliori al mondo, non assicura dappertutto e in ogni circostanza le condizioni di sicurezza fondamentali».

Nel rapporto, è stata poi prestata attenzione anche al sostegno “sociale” al percorso nascita: «Abbiamo constatato – conclude Raffaella Milano – come tale sostegno sociale sia spesso inadeguato e le mamme e le coppie si ritrovino sole».

About Davide De Amicis (2705 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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