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E’ Facebook la prima fonte d’informazione per i giovani

Cala, invece, inesorabilmente l’utilizzo della carta stampata: solo un italiano su due (51,4%) legge i libri, l’8,9% della popolazione fa ricorso agli e-book (+3,7%) -1,6% i lettori dei quotidiani rispetto al 2013, tengono i settimanali e i mensili, mentre sono in crescita i contatti dei quotidiani online (+2,6%) e degli altri portali web d’informazione (+4,9%)

Emerge dal 12° Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione, presentato giovedì a Roma, che ha fatto il bilancio della “grande trasformazione” dei media dell’ultimo decennio

Telegiornali, giornali radio, Google e gli altri motori di ricerca, tv all news e Facebook. Sono le prime cinque fonti d’informazione degli italiani – in ordine per utilizzo -, come denota il 12° Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione presentato giovedì a Roma, che ha fatto il bilancio della “grande trasformazione” dei media dell’ultimo decennio.

L’indagine mostra un aumento record dell’utenza delle tv all news, + 34,6% rispetto al 2011; in crescita pure Facebook (+16,9%), le app per smartphone (+16,7%), YouTube (+10,9%) e i motori di ricerca (+10%).

Giuseppe De Rita, presidente Censis

Giuseppe De Rita, presidente Censis

Ma tra i più giovani la gerarchia delle fonti cambia: al primo posto si colloca Facebook come strumento per informarsi (71,1%), al secondo posto Google (68,7%) e solo al terzo posto compaiono i telegiornali (68,5%), con YouTube che non si posiziona a una grande distanza (53,6%) e comunque viene prima dei giornali radio (48,8%), tallonati a loro volta dalle app per smartphone (46,8%).

Circa l’utilizzo di Internet, la funzione pratica maggiormente sfruttata nella vita quotidiana è la ricerca di strade e località (lo fa il 60,4% degli utenti del web); seguono la ricerca d’informazioni su aziende, prodotti, servizi (56%), l’home banking (46,2%) e l’ascolto della musica (43,9% tra tutti gli utenti, 69,9% nel caso dei più giovani).

Fanno acquisti sul web 15 milioni di italiani (43,5% degli utenti). Tra le attività pure guardare film (25,9%, 46% tra i più giovani), cercare lavoro (18,4%), telefonare tramite Skype o altri servizi voip (16,2%). Sbrigare pratiche con uffici pubblici è invece limitato al 17,1% degli internauti.

E a tal proposito, nel 2015 gli utenti di Internet aumentano ancora (+7,4% rispetto al 2013) e arrivano alla quota record del 70,9% della popolazione italiana. Ma solo il 5,2% di essi si connette con banda ultralarga. Continua la forte diffusione dei social network.

È iscritto a Facebook il 50,3% dell’intera popolazione (il 77,4% dei giovani under 30), YouTube raggiunge il 42% di utenti (il 72,5% tra i giovani) e il 10,1% degli italiani usa Twitter: «La televisione – sottolinea il Rapporto – continua ad avere una quota di telespettatori che coincide sostanzialmente con la totalità della popolazione (96,7%), con un rafforzamento però del pubblico delle nuove televisioni: la web tv è arrivata a una utenza del 23,7% (+1,6% rispetto al 2013), la mobile tv all’11,6% (+4,8%), mentre le tv satellitari si attestano a una utenza complessiva del 42,4% e ormai il 10% degli italiani usa la smart tv connessa in rete».

Anche per la radio si conferma una larghissima diffusione di massa (l’utenza complessiva corrisponde all’83,9% degli italiani), con l’ascolto per mezzo dei telefoni cellulari (+2%) e via internet (+2%) ancora in ascesa. In aumento gli smartphone (+12,9%), usati regolarmente da oltre la metà degli italiani (il 52,8%), mentre il 26,6% utilizza i tablet.

Cala, invece, inesorabilmente l’utilizzo della carta stampata: solo un italiano su due (51,4%) legge i libri, l’8,9% della popolazione fa ricorso agli e-book (+3,7%) -1,6% i lettori dei quotidiani rispetto al 2013, tengono i settimanali e i mensili, mentre sono in crescita i contatti dei quotidiani online (+2,6%) e degli altri portali web d’informazione (+4,9%).

Spiccano, inoltre, le distanze tra i consumi mediatici giovanili e quelli degli anziani: «Tra i giovani – rileva il Rapporto – la quota di utenti della rete arriva al 91,9%, mentre è ferma al 27,8% tra gli anziani; l’85,7% dei primi usa telefoni smartphone, ma lo fa solo il 13,2% dei secondi; il 77,4% degli under 30 è iscritto a Facebook, contro appena il 14,3% degli over 65; il 72,5% dei giovani usa YouTube, come fa solo il 6,6% degli ultrasessantacinquenni; i giovani che guardano la web tv (il 40,7%) sono molti di più degli anziani che fanno altrettanto (il 7,1%); il 40,3% dei primi ascolta la radio attraverso il telefono cellulare, dieci volte di più dei secondi (4,1%); e mentre un giovane su tre (il 36,6%) ha un tablet, solo il 6% degli anziani lo usa».

Al contrario, l’utenza giovanile dei quotidiani (il 27,5%) è ampiamente inferiore a quella degli ultrasessantacinquenni (il 54,3%).

About Davide De Amicis (2531 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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