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In Italia aumenta la speranza di vita e diminuisce la mortalità infatile

"È urgente - secondo il Rapporto Osservasalute 2014 - incentivare l’offerta di servizi di prevenzione e di politiche socio-sanitarie ad hoc che riducano la probabilità dei cittadini di ammalarsi e fronteggino i bisogni sanitari di una popolazione sempre più anziana"

Lo rileva il 12° Rapporto Osservasalute 2014 registrando, tuttavia, un aumento dell’insorgenza di tumori, assunzione di antidepressivi e ricorso ai suicidi

Nell’ultimo decennio è migliorato lo stato di salute degli italiani, con un aumento della speranza di vita passata dal 2002 al 2012 per gli uomini da 77,2 a 79,6 anni e per le donne da 83,0 a 84,4 anni. Oltre un italiano su 5 ha più di 65 anni, più di 16 mila sono gli ultracentenari (la regione più “anziana” è la Liguria, mentre la più “giovane” è la Campania).

Sono i primi dati del 12° Rapporto Osservasalute 2014, l’analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell‘assistenza sanitaria nelle Regioni italiane, presentata ieri mattina a Roma presso il Policlinico universitario “Agostino Gemelli”, da Walter Ricciardi, direttore Osservasalute e ordinario di igiene dell‘Università Cattolica; Roberta Siliquini, ordinario di igiene dell‘Università di Torino; Alessandro Solipaca, segretario scientifico dell‘Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane.

La presentazione del 12° Rapporto Osservasalute 2014 al Policlinico Gemelli di Roma

La presentazione del 12° Rapporto Osservasalute 2014 al Policlinico Gemelli di Roma

In base ai dati raccolti, risulta diminuito il tasso di mortalità infantile: nel 2011 era di 3,1 morti per 1.000 nati vivi, in calo rispetto al 2006 (3,4). Un nato residente nel Meridione ha tuttavia una probabilità di morire nel primo anno di vita 1,3 volte superiore rispetto a uno del Centro e 1,4 volte superiore rispetto a uno residente al Nord.

In Sicilia il tasso di mortalità infantile è pari addirittura a 4,59 per 1.000 nuovi nati; 3,42 il tasso di mortalità neonatale. La speranza di vita è più alta nella Provincia autonoma di Trento, maglia nera alla Campania: «È urgente – secondo il Rapporto Osservasalute 2014 – incentivare l’offerta di servizi di prevenzione e di politiche socio-sanitarie ad hoc che riducano la probabilità dei cittadini di ammalarsi e fronteggino i bisogni sanitari di una popolazione sempre più anziana».

Preoccupano, inoltre, l’aumento dei nuovi casi di tumori prevenibili. Tra le donne i casi di tumore al polmone, tra il 2003 e il 2013, sono aumentati del 17,7%, alla mammella del 10,5%. Tra gli uomini l‘incidenza del tumore al colon retto è cresciuta del 6,5% (soprattutto in Emilia Romagna). Gli aumenti più marcati si registrano nelle regioni meridionali. Le malattie cardiovascolari continuano a costituire uno dei più importanti problemi di salute pubblica: sono tra le principali cause di morbosità, invalidità e mortalità.

La mortalità per le malattie ischemiche del cuore continua a colpire quasi il doppio degli uomini rispetto alle donne; nel 2011 si sono registrati 13,47 decessi (per 10.000) fra gli uomini e 7,46 decessi (per 10.000) fra le donne.

A livello regionale il primato negativo spetta alla Campania: «Sono segnali molto preoccupanti – commentano gli autori del Rapporto – che testimoniano con forza l‘esigenza di investire in prevenzione, soprattutto se si considera che, laddove questa attività è stata svolta, si sono ottenuti risultati molto positivi».

Ad esempio, i nuovi casi di tumore alla cervice uterina sono diminuiti del 33,3%. E gli italiani, secondo l’indagine, hanno anche pessimi stili di vita. Un dato per tutti, la sedentarietà in aumento: da 34,6% a 36,2% negli uomini e da 43,5% a 45,8% nelle donne. Continua inoltre il trend in crescita della percentuale di italiani sovrappeso e obesi: il 45,8% dei soggetti di età ≥18 anni è in eccesso ponderale, soprattutto in Campania e Basilicata.

Nel 2012, nella fascia di età 18-64 anni, la prevalenza dei consumatori di alcol a rischio è diminuita rispetto al 2011 di 2,9 punti percentuali tra gli uomini (19,5%) e di 1 punto percentuale tra le donne (8,7%). La prevalenza di binge drinkers (coloro che assumono più bevande alcoliche in un intervallo di tempo più o meno breve) è pari a 13,8% tra gli uomini e a 4,0% donne, con valori più alti nella Provincia autonoma di Bolzano (37,8% uomini e 13,8% per le donne) e più bassi in Campania tra gli uomini (8,8%) ed in Basilicata tra le donne (2,0%).

Aumenta invece il consumo di antidepressivi anzitutto in Toscana, nella Provincia autonoma di Bolzano ed in Liguria, mentre i consumi più bassi si registrano in Campania, Basilicata e Molise. Nel biennio 2010-2011 il tasso medio annuo di mortalità per suicidio e stato pari a 7,32 per 100.000 residenti, con punte dell’11,08 in Valle d‘Aosta. Il tasso di mortalità da suicidio è pari a 12,41 (per 100.000) per gli uomini e a 2,97 (per 100.000) per le donne e aumenta al crescere dell‘età, in modo esponenziale per gli uomini over 65.

About Davide De Amicis (2635 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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