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“Non ci sia più una Chiesa incapace di servire e lavare i piedi ai fratelli”

"La Chiesa - ribadisce monsignor Valentinetti - deve chinarsi di fronte al carisma della vita religiosa, ricercandolo affinché torni al centro del proprio cammino di fede. Una Chiesa che comincia a perdere il gusto della vita religiosa è una Chiesa in pericolo, perché non riesce più ad esprimere la totalità della consacrazione della propria persona a Dio, e ai fratelli, nella castità, nella povertà e nell’obbedienza"

Lo ha affermato ieri l’arcivescovo di Pescara-Penne, monsignor Tommaso Valentinetti, impartendo il rito della lavanda dei piedi a dodici religiosi durante la messa in Coena Domini

L'arcivescovo Valentinetti lava i piedi ad un religioso

«Non ci sia più una Chiesa incapace di servire, incapace di chinare il capo davanti ai fratelli per poter lavare i piedi, ma non per il gesto simbolico che stiamo per ripetere ancora una volta, quanto perché ogni giorno ci sia questa lavanda dei piedi per chi ne ha bisogno».

Mons. Valentinetti, pronuncia l'omelia

Mons. Valentinetti pronuncia l’omelia

È stato questo l’ammonimento lanciato ieri dall’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti, introducendo il tradizionale rito della lavanda dei piedi nel corso della messa in Coena Domini celebrata in una Cattedrale di San Cetteo gremita di fedeli.

Quest’anno sono stati dodici religiosi, nell’anno della vita consacrata, i prescelti ai quali l’arcivescovo ha lavato i piedi uno ad uno: «Ad essi – spiega il presule – Papa Francesco ha chiesto di ripensare attentamente la loro vocazione e il loro carisma, per riscoprirvi il cammino della santità. E ogni istituto, ogni congregazione credo che lo stia facendo».

Ma i religiosi e le religiose non vivono di certo isolati nei loro conventi e monasteri: «Vivono – sottolinea l’arcivescovo di Pescara-Penne – in una realtà diocesana che li stima, li apprezza, chiedendo il loro servizio alla vita della comunità parrocchiale, alla vita delle associazioni, dei movimenti e di quant’altro ci possa essere di benefico nel cammino di fede».

I fedeli e i movimenti ecclesiali presenti in Cattedrale

I fedeli e i movimenti ecclesiali presenti in Cattedrale

Un impegno, quest’ultimo, che la Chiesa, anche attraverso il rito della lavanda dei piedi di ieri, apprezza con rispetto e gratitudine: «La Chiesa – ribadisce monsignor Valentinetti – deve chinarsi di fronte al carisma della vita religiosa, ricercandolo affinché torni al centro del proprio cammino di fede. Una Chiesa che comincia a perdere il gusto della vita religiosa è una Chiesa in pericolo, perché non riesce più ad esprimere la totalità della consacrazione della propria persona a Dio, e ai fratelli, nella castità, nella povertà e nell’obbedienza».

Da qui è giunta l’esortazione del presule, rivolta alla comunità diocesana chiamata ad impegnarsi facendo in modo che la vita religiosa torni a rifiorire nella nostra Chiesa locale: «E oserei dire – esorta ancora Valentinetti – che si riscopra la bellezza della vita religiosa missionaria, perché da lì si parte per un’evangelizzazione che fa sentire la Chiesa viva nel portare a tutti l’annuncio dell’Evangelo. Un impegno missionario qui, come scrive Papa Francesco nell’Evagelii Gaudium, e presso i popoli che sono completamente a digiuno della predicazione del Vangelo».

L'arcivescovo di Pescara-Penne lava i piedi a una religiosa

L’arcivescovo di Pescara-Penne lava i piedi ad una religiosa

Quindi, monsignor Valentinetti ha rivolto a tutti i religiosi un incoraggiamento a proseguire, con rinnovato impegno, la propria missione: «Non abbiate paura – consola -, non abbiate timore. Il Signore è fedele: ha fatto un patto con voi e voi avete fatto un patto con lui. Il Signore è fedele al suo amore: riscoprite la fedeltà di questo amore e riscopritelo attraverso il pane e il vino dell’Eucaristia, segno della condivisione che voi dovete vivere nella storia delle vostre comunità, e vivetelo attraverso la lavanda dei piedi. Lavateveli gli uni gli altri, siate capaci di gesti di amore e di perdono».

Mons. Valentinetti prega davanti l'Eucaristia, all'altare della reposizione

Mons. Valentinetti prega davanti l’Eucaristia, all’altare della reposizione

Ma al di là di tutto, la vita religiosa dev’essere vita vera: «Qualcuno – ricorda il presule -, una volta, diceva una brutta parola “Vita come massima penitenza”. Che non sia così per voi, ma che sia vita come il massimo della gioia, della speranza e il massimo della risposta che voi date al Signore».

Al termine della lavanda dei piedi e della Santa Messa, l’arcivescovo ha quindi riposto l’Eucaristia presso l’altare della reposizione allestito in Cattedrale: «L’Eucaristia – conclude monsignor Valentinetti. – Non c’è niente di più grande, di più profondo, che ci unisce a Dio, perché veniamo visitati dal Signore che rinvigorisce costantemente quel patto d’amore che ha fatto con ciascuno di noi, in una fedeltà nuova e  sempre rinnovata».

 

About Davide De Amicis (2700 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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