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“Non cediamo alla violenza, abbiamo il coraggio umile di perdono e di pace”

"Questa - spiega Papa Francesco - è la strada che conduce alla gloria. Il mondo propone di imporsi a tutti costi, di competere, di farsi valere, ma i cristiani, per la grazia di Cristo morto e risorto, sono i germogli di un’altra umanità, nella quale cerchiamo di vivere al servizio gli uni degli altri, di non essere arroganti ma disponibili e rispettosi"

E’ stata questa l’esortazione lanciata ai fedeli ieri da Papa Francesco, affacciatosi dalla loggia centrale della Basilica vaticana, prima di impartire la benedizione Urbi et Orbi

Papa Francesco impartisce la benedizione Urbi et Orbi

«Dal Signore risorto, oggi imploriamo la grazia di non cedere all’orgoglio che alimenta la violenza e le guerre, ma di avere il coraggio umile del perdono e della pace».

Lo ha affermato ieri Papa Francesco, affacciandosi dalla loggia centrale della Basilica vaticana, pronunciando il messaggio pasquale e impartendo la benedizione Urbi et Orbi ai numerosi fedeli presenti in piazza San Pietro, nonostante la pioggia battente: «L’amore – spiega il Papa – ha sconfitto l’odio, la vita ha vinto la morte, la luce ha scacciato le tenebre!

Con la sua morte e risurrezione, Gesù indica a tutti la via della vita e della felicità: questa via è l’umiltà, che comporta l’umiliazione. Questa è la strada che conduce alla gloria. Il mondo propone di imporsi a tutti costi, di competere, di farsi valere, ma i cristiani, per la grazia di Cristo morto e risorto, sono i germogli di un’altra umanità, nella quale cerchiamo di vivere al servizio gli uni degli altri, di non essere arroganti ma disponibili e rispettosi».

Migliaia i fedeli presenti in piazza San Pietro, sotto una pioggia battente

Migliaia i fedeli presenti in piazza San Pietro, sotto una pioggia battente

E questa, a detta del Pontefice, non è debolezza, ma vera forza: «Chi porta dentro di sé – osserva il Santo Padre – la forza di Dio, il suo amore e la sua giustizia, non ha bisogno di usare violenza, ma parla e agisce con la forza della verità, della bellezza e dell’amore».

Una forza, questa, sulla quale ora più che mai bisognerebbe contare: «A Gesù vittorioso – invita il Sommo Pontefice – domandiamo di alleviare le sofferenze dei tanti nostri fratelli perseguitati a causa del Suo nome, come pure di tutti coloro che patiscono ingiustamente le conseguenze dei conflitti e delle violenze in corso. Ce ne sono tante!».

Il Papa ha quindi chiesto la pace per l’amata Siria e per l’Iraq: «Perché cessi – continua Papa Francesco – il fragore delle armi e si ristabilisca la buona convivenza tra i diversi gruppi, che compongono questi amati Paesi. La comunità internazionale, non rimanga inerte di fronte alla immensa tragedia umanitaria all’interno di questi Paesi e al dramma dei numerosi rifugiati».

E poi ancora, il Papa ha invocato la pace per tutti gli abitanti della Terra Santa: «Possa crescere – auspica il Pontefice – tra israeliani e palestinesi la cultura dell’incontro e riprendere il processo di pace».

E altri fronti caldi, sono poi quelli attivi in Libia e nello Yemen: «Pace – chiede ancora il Pontefice -, affinché si fermi l’assurdo spargimento di sangue in corso e ogni barbara violenza e quanti hanno a cuore la sorte del Paese si adoperino per favorire la riconciliazione e per edificare una società fraterna, che rispetti la dignità della persona. Auspichiamo che prevalga una comune volontà di pacificazione per il bene di tutta la popolazione».

Francesco ha quindi affidato al Signore anche l’intesa raggiunta in questi giorni a Losanna, affinché sia un passo definitivo verso un mondo più sicuro e fraterno. E ancora, ha invocato la pace per la Nigeria, per il Sud-Sudan e per varie regioni del Sudan e della Repubblica Democratica del Congo.

Ma soprattutto, il Papa si è appellato per il conseguimento della pace nei luoghi più colpiti, negli ultimi giorni, dalle persecuzioni estremiste anticristiane: «Una preghiera incessante – aggiunge Papa Bergoglio – salga da tutti gli uomini di buona volontà per coloro che hanno perso la vita – uccisi giovedì scorso nell’Università di Garissa, in Kenya -, per quanti sono stati rapiti, per chi ha dovuto abbandonare la propria casa ed i propri affetti».

Ma tornando in Europa, non desta meno preoccupazione la questione ucraina: «La Risurrezione del Signore – prega il Papa, che ha chiesto pace e libertà per tanti uomini e donne soggetti a nuove e vecchie forme di schiavitù da parte di persone e organizzazioni criminali – porti luce all’amata Ucraina, soprattutto a quanti hanno subito le violenze del conflitto degli ultimi mesi. Possa il Paese ritrovare pace e speranza grazie all’impegno di tutte le parti interessate».

Inoltre, la richiesta di pace e libertà è stata estesa anche alle vittime dei trafficanti di droga: «Tante volte – ricorda Papa Francesco – alleati con i poteri che dovrebbero difendere la pace e l’armonia nella famiglia umana. E pace chiediamo per questo mondo sottomesso ai trafficanti di armi, che guadagnano con il sangue degli uomini e delle donne».

E infine, pace e libertà agli emarginati, ai carcerati, ai poveri e ai migranti che tanto spesso sono rifiutati, maltrattati e scartati; ai malati e ai sofferenti; ai bambini, specialmente a quelli che subiscono violenza; a quanti oggi sono nel lutto: «A tutti gli uomini e le donne di buona volontà – afferma il Papa – giunga la consolante e sanante voce del Signore Gesù: pace a voi!».

Dopo la benedizione, il Pontefice ha così rivolto i suoi auguri di Buona Pasqua: «Portate nelle vostre case – conclude Bergoglio -, e a quanti incontrate, il gioioso annuncio che è risorto il Signore della vita, recando con sé amore, giustizia, rispetto e perdono!».

About Davide De Amicis (2635 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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