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“Se Cristo risorto non è sconvolgente, a che punto è la nostra fede?”

"Dall’altra parte - ricorda il presule - c’è Cristo che ha vinto il peccato, la sofferenza e la morte: è questa la notizia sconvolgente che arriva anche a noi. Sembrerebbe una notizia priva di fondamento, che potrebbe lasciarci indifferenti, ma non è così. Che questa sia la Pasqua in cui veramente rientriamo in noi stessi e diciamo “Cristo, Signore, io credo in Te, Tu sei il mio Signore, Tu sei il mio Dio"

E’ stato questo l’interrogativo rivolto ieri dall’arcivescovo di Pescara-Penne Valentinetti ai fedeli riuniti nella Cattedrale di San Cetteo per il Pontificale pasquale

«Da 2015 anni, ormai, ogni anno la Chiesa, erede della manifestazione di Cristo, annuncia Cristo risorto dai morti. È una notizia sconvolgente anche per noi, come lo fu per le donne che il terzo giorno ritrovarono il sepolcro vuoto, e se non sentiamo che questa notizia è sconvolgente, chiediamoci a che punto è la nostra fede, la nostra speranza!».

L'arcivescovo Valentinetti pronuncia l'omelia

L’arcivescovo Valentinetti pronuncia l’omelia

Lo ha affermato ieri l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti, presiedendo il solenne Pontificale di Pasqua in una Cattedrale di San Cetteo gremita di fedeli, approfondendo il brano evangelico della Risurrezione di Cristo tratto dal Vangelo di Giovanni: «Con la risurrezione – sottolinea il presule – la morte è vinta, le sofferenze e le malattie sono annientate ed è distrutto anche il peccato».

Morte, sofferenza e peccato, sono queste tre realtà di cui tutti siamo chiamati a fare esperienza: «La morte – spiega l’arcivescovo Valentinetti -, ultimo passaggio della nostra vita secondo quello che è il nostro corpo e il nostro fisico, prima o poi arriverà. Ma molto spesso arriva anche la sofferenza, la fatica di andare avanti e conoscendo sempre più persone, ci rendiamo conto di quanti fanno esperienza della sofferenza e del dolore. Ma anche il peccato è purtroppo oggetto della nostra esperienza: chi di noi può dire di non aver mai peccato, chi di noi può dire di non aver nessun peccato? Facciamo un buon esame di coscienza, rientriamo in noi stessi, ma senza paura, esitazioni o difficoltà perché dall’altra parte c’è la misericordia, c’è il perdono».

Insomma, dall’altra parte c’è Cristo che ha vinto il peccato, la sofferenza e la morte: «È questa – ribadisce l’arcivescovo di Pescara-Penne – la notizia sconvolgente che arriva anche a noi. Sembrerebbe una notizia priva di fondamento, che potrebbe lasciarci indifferenti, ma non è così. Che questa sia la Pasqua in cui veramente rientriamo in noi stessi e diciamo “Cristo, Signore, io credo in Te, Tu sei il mio Signore, Tu sei il mio Dio, come dirà Tommaso nel Vangelo della prossima domenica. Tu sei colui a cui affido la mia vita, sei colui che mi fa passare attraverso le strade strette e pericolose del male dandomi la forza per superarlo, per superare il peccato e mi dai la forza per affrontare con serenità e, per quello che è possibile, anche la sofferenza».

Tanti i fedeli presenti ieri nella Cattedrale di San Cetteo

Tanti i fedeli presenti ieri nella Cattedrale di San Cetteo

Ma la fede, non è necessaria solo per invocare la guarigione dalla sofferenza e dalla malattia: «Potrebbe essere anche questo – precisa monsignor Valentinetti -, perché il Signore è onnipotente, buono e grande nell’amore, ma la fede è soprattutto quella realtà profonda del nostro intimo che ci permette di attraversare l’ultimo nemico della nostra esistenza: la morte. Solo la fede può darci questo coraggio della speranza che, un giorno, contempleremo il Cristo risorto dai morti lassù nel Regno».

Da qui l’invito a non rivolgere il nostro pensiero alle cose terrene: «Cercate – esorta Valentinetti – le cose di lassù, dove Cristo è seduto alla destra di Dio. Rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della Terra, perché la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio. Che il Signore ci conceda questa fede, questa speranza, e che ci conceda di vivere l’esperienza di una Chiesa viva, che vuole testimoniare ed annunciare questa buona notizia a tutti. Notizia, ancora oggi, sconvolgente: una notizia d’amore e verità».

About Davide De Amicis (2702 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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